Oggi festa contemporaneamente islamica ed ebraica

Settembre 30, 2008

Oggi quasi ovunque - poichè dipende dalla fase lunare e le opinioni sono discordanti, dice il sito Now Lebanon – sarebbe il giorno di Aid el Fitr dei musulmani, che conclude il mese di ramadan (leggete come lo racconta Najim).

Ed è anche il Rosh Hashana o capodanno ebraico.

La gente dovrebbe quindi essere tutta pacifica ed in festa – almeno è come me l’immaginerei io dato che si tratta di feste importanti per islam e ebraismo - in quelle atmosfere delle feste, frettolose per l’organizzazione di cene e regali e piene di buoni sentimenti. Probabilmente per molti è così.

L’amica turca Serav ha detto che laggiù hanno 9 giorni di ferie dal lavoro. Invece, nell’Europa “cristiana” (lo è veramente? o è laica? o sta diventando multietnica ma non vuole ammetterlo?), i musulmani lavorano anche oggi, a meno che non si possano prendere uno o due giorni dalle ferie..

Uno dei fatti inattesi della settimana e ispirati alla pace, ad esempio, è che il presidente iraniano Ahmadinejad abbracciasse dei rabbini (nella foto sembra si bacino in bocca :) ). Una delegazione della Naturei Karta International, un’organizzazione anti-sionista che sostiene d’interpretare alla lettera la Torah, il libro sacro dell’ebraismo. Secondo loro, le sacre scritture proibiscono la creazione di uno stato ebraico prima della venuta del Messia. Quindi, secondo questa lettura, lo stato d’Israele è un’impostura e la sovranità sulla Terra santa è dei palestinesi.

Ma la pace oggi è ancora un sogno in molti luoghi del mondo. Tanto per cominciare dal teatro di guerra più intenso, domenica sera sono esplose in Iraq 4 autobombe, i terroristi hanno colpito nel momento di maggiore affollamento delle strade, quando la gente esce e va a comprare il cibo perche’ il digiuno del Ramadan sta per finire.

Ll’agenzia giornalistica RCS annuncia che l’anno 5769 non inizia nel segno della pace in Medioriente: in occasione della festa del Rosh Hashana sembra che nel nord di Israele le forze armate siano state allertate dallo Shin Bet, secondo cui potrebbero esserci infiltrazioni di palestinesi in Israele (??? ma i palestinesi ci vivono, in Israele: sono quelli che chiamate arabo-israeliani!).

In Medioriente il clima si sta riscaldando nuovamente, in senso metaforico: dopo l’autobomba del 27 a Damasco in Siria, ieri in Libano, a Tripoli è esplosa un’autobomba al passaggio di un autobus carico di soldati dell’esercito libanese, uccidendo almeno sei persone e ferendone una trentina. L’esplosione è avvenuta mentre a Beirut il parlamento libanese era riunito per discutere la legge elettorale per la consultazione della prossima primavera. Il futuro delle forze armate in Libano è il nodo cruciale nel processo di riconciliazione, se ne rende conto anche il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, che pur restando fermo sul rifiuto di integrare le milizie sciite nelle forze armate nazionali, ha offerto nei giorni scorsi il proprio sostegno all’esercito.  L’aria diventa più tesa perchè si parla di ritorno delle truppe siriane in territorio libanese… tra il villaggio di Kfar Qawuq e la città di Rashaya e a nord starebbero scavando trincee e cunicoli sotterranei. I siriani sospettano che i terroristi vengano dal Libano, troppo tollerante verso un “gruppo estremista islamico”.

Nonostante questo, auguriamo una festa serena a tutti quelli che ritengono che oggi sia un giorno speciale.


Provando a dare una svolta

Settembre 28, 2008

Sto frequentando un gruppo  per capire meglio cosa sto vivendo, e come. Alcuni spunti del percorso da condividere:

Il modo in cui entriamo in relazione con gli altri dipende dal modo in cui vediamo e sentiamo noi stessi.

Dall’esterno ci possono arrivare stimoli affettivi, ma è la nostra capacità di amare, di rispondere ad essi che fa crescere la nostra vita affettiva. Crediamo che siano gli eventi e le persone a renderci felici e, quindi, li consideriamo colpevoli della nostra infelicità o del nostro fallimento. Ma se vogliamo vivere con pienezza affettiva dobbiamo esercitare attivamente l’atto di amare e di rispondere con gioia. Se, invece, continueremo a pretendere che sia l’esterno a riempirci di amore e di soddisfazione, aspetteremo invano.

Nella vita creiamo noi stessi ed esercitiamo il nostro potenziale. Ognuno è l’unico responsabile di ciò che vive. Non saremo mai felici con l’amore che ci danno, saremo felici  con l’amore reale che riusciremo a dare.

I difetti sono solo insufficiente realizzazione di una qualità da cui ci siamo staccati, allontanati. Non si è deboli – solo a un estremo di scarso sviluppo della forza – nè stupidi – si è solo poco esercitato l’intelligenza disponibile.

Se continuiamo ad aspettarci che siano gli altri a darci amore, sicurezza, significati, come quando eravamo bambini, dovremo per forza manipolarli per ottenerli. Solo quando cominceremo a vivere direttamente ciò che siamo potremo aprirci agli altri autenticamente e gratuitamente, senza sedurli e senza dipendere interiormente da loro.

Tratto da pensiero di Antonio Blay


Atti osceni in luogo pubblico

Settembre 24, 2008

Come si sa, le persone si dedicano più o meno saltuariamente al sesso, al nutrimento, al dissetarsi e altri atti libidinosi come il fumare e il grattarsi oppure alla liberazione dalle scorie. Spesso amano uscire e parlare, mangiare e bere e fumare in compagnia in luoghi affollati.

Alcune di queste attività in pubblico sono ritenute disdicevoli, come la liberazione del surplus: tempo fa si usava vedere quella cosa chiamata vespasiano, per soli uomini. Al mio paese, ricordo di infanzia, stavano a fianco della chiesa perchè forse l’ascolto della messa incoraggiava le prostate anziane a purificarsi… Poi li hanno eliminati, forse son calate le presenze dei fedeli maschi alle messe. Da un lato, meglio così, perchè lo spettacolo degli uomini al pisciatorio open air  non era un belvedere.

L’estate appena conclusa è stata notevole anche all’estero per l’aumentare dei divieti sul territorio italiano, frutto anche della normativa che ha conferito superpoteri ai sindaci di emanare ordinanze autonome urgenti. ”I sindaci saranno ufficiali di governo”, ha detto il ministro Roberto Maroni al termine di un incontro con l’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani. “Saranno in grado di imporre una stretta all’illegittimità strisciante, per salvaguardare l’incolumità pubblica e offrire maggiore sicurezza ai cittadini”. E i sindaci si sono fatti prendere dall’entusiamo normativo, incoraggiati dal finanziamento di 100 milino di euro all’uopo destinati dal governo.

Pare che anche mangiare in vari luoghi pubblici sia stato quest’anno proibito, fra cui piazza Brà a Verona. Ora a Verona vietano anche l’esposizione di una grande bandiera della pace. Anche la prostituzione – cioè il sesso – in luogo pubblico è stato vietato, sempre per motivi di decoro più che per lo sfruttamento sottostante al sistema della tratta delle persone.

L’ultima novità è che a Milano è vietato non drogarsi, ma farlo in pubblico. La pena è una sanzione di 500 euro e l’obbligo di avviare un percorso psicoterapeutico con comunità o associazioni di recupero per tossicodipendenti. In sostanza, appare evidente che si stanno spingendo tutti i problemi sotto il tappeto, invece di risolverli. Il vecchio Dario Fo ritiene che vada fatta una provocazione perchè “di fronte alla stupidità di certi provvedimenti bisogna fare qualcosa. Sarei prontissimo, giusto per vedere l’effetto che fa”. Sostiene che quale vigile può provare che non si stia fumando una sigaretta selfmade, tornate tanto di moda dati i rincari dei prezzi delle sigarette?

Oltre al fatto che alcune ricerche sostengano che la cannabis sia meno pericolosa di alcool e tabacco, esisterebbe anche un’incongruenza normativa: «Il consumo di droga leggera (uso personale) è stato depenalizzato da tempo. Se non è più un reato, non può nemmeno essere sanzionato con una multa. Se no a questo punto diamo la multa anche a chi soffre di flatulenza”, sostiene sempre Dario Fo.

Vedremo come andrà e come imprecheranno gli operatori dei SerT, dopo i giudici che si vedranno arrivare migliaia di clienti delle prostitute da condannare a 15 giorni di carcere.


Eco su divieto di prostituirsi… solo in strada

Settembre 20, 2008
Riprendo senza commenti (aggiungo solo dei corsivi), per ora, direttamente dal Paese delle Donne

di Giancarla Codrignani

Il governo, nella persona della ministra (delle pari opportunità!) Mara Carfagna – il cui corpo è conosciuto da tutti gli estimatori/estimatrici di Tv e «calendari» – propone misure drastiche contro l’orrore della prostituzione di strada. Non è ancora leggibile il testo della proposta e c’è da supporre che il sasso, lanciato per far rumore e distrarre dai problemi Alitalia e crisi economica, resterà a lungo fuori dal dibattito parlamentare.

Intanto ben vengano le polemiche di ogni genere su etica e ipocrisia, per cui il «male» va tolto dalle strade perché la compravendita dei corpi femminili fa brutto vedere, e riprendiamo pure le tematiche femministe che interrogano i maschi e la loro «tradizione» sessuale. Il male verrebbe esorcizzato dalla limitazione estetica della spettacolarità stradale per privilegiare sicuramente, in un secondo tempo, l’organizzazione di «case» pubbliche e private o dei quartieri a luci rosse da tassare. Dalle cose dette, tuttavia, si coglie la riduzione a reato della prostituzione, finalmente anche a carico dell’uomo. Peccato che le multe, già in vigore oggi a Roma, come in passato in altri comuni, esigano un controllo ancor più impossibile dopo i tagli di spesa a carico di polizie e Comuni; inoltre si può prevedere che gli interventi sulla «contrattazione» impediranno a coppie di amici, magari vestiti un po’ eccentricamente, di chiaccherare affettuosamente senza essere sospettati di fare mercimonio.

Il quotidiano Repubblica ha pubblicato (un’intera pagina) un’intervista al manager che sostiene che raccattare sulla strada una professionista lo rilassa (c’è perfino a Milano una cinese così brava che «dopo» lo lava): ha una moglie bella e dice di amarla, peccato che «è sempre la solita minestra».

Abbiamo letto con qualche sconforto questa confessione e, come donne, pensiamo con desolata comprensione alla moglie: con la povertà di immaginazione che dimostra uno che si rilassa pagando un corpo disponibile «senza farsi tante menate», chissà quante volte avrà finto il classico mal di testa pur di evitare «la solita minestra». Dobbiamo solo augurarci che la signora trovi anche lei un qualche relax con l’altrettanto classico idraulico…

Due giorni dopo l’Unità pubblicava un bell’intervento di Clara Sereni, «Domande ai maschi». Non sta succedendo nulla di nuovo – ricorda Clara – e, per quello che la riguarda, è stufa di maschi che non si interrogano sulla dicotomia puttana/madonna che ottenebra l’immaginario virile e che loro nascondono dietro presunte superiori pulsioni. D’accordo: stufe, sì, ma non adeguate e cretine.

Infatti, non è finita. Il 15 settembre risponde a Clara, sempre su l’Unità, il «maschio meridionale di provincia» Francesco Piccolo, che è anche scrittore, uomo colto, «dalla vita sessuale abbastanza soddisfacente». Il quale, «se vede una donna seminuda, procace, di qualsiasi colore e di qualsiasi età. con l’aggiunta psicologica che con alcuni euro posso toccarla e farci sesso», si eccita. Siccome è «una persona colta, civile, consapevole» rinuncia. Rinuncia all’istinto bestiale che sarebbe indotto dall’educazione (quale? non quella comune alle donne, evidentemente sottratte alla bestialità degli istinti).

Difficile credere ad una, diciamo per essere gentili, ingenuità del genere. Lo eccitano donne (e, si suppone, trans) perché sono in vendita e lui le può pagare o perché sono svestite? Se si interrogasse, saprebbe se lo emoziona il potere di comperare, possedere, schiavizzare oppure l’immediatezza di un corpo in mostra. Nel secondo caso sarebbe uno di quelli che, se non fosse un «uomo colto», salterebbe addosso alla solita ragazzina (ma, dato che a lui vanno bene anche attempate non si salva nessuna) scollata e in minigonna che, nei ragionamenti delle caverne, «provoca». Non vogliamo immaginare che cosa succeda alla moglie quando uno così vede, in casa guardando la tv, le concorrenti di Miss Italia, che sono ancora meno vestite delle signore di strada e anche, come sussurrano a voce alta le malelingue, desiderose di protezioni vantaggiose perfino istituzionali. Non senza ragione possiamo immaginare nuove colpevolizzazioni a carico di donne che provocano con il loro esserci e burqa più o meno metaforici in arrivo con la benedizione di Ratzinger?

Sono secoli che – con l’aiuto determinante della senatrice Merlin – diciamo che la prostituzione è una vergogna. Ma contestualizziamo il problema: oggi non ci sono vie d’uscita se non in aggiornate vessazioni per le donne e ipocrite ripuliture delle strade. Il problema resta, per la Carfagna, non il reato, ma la pubblicità del reato. Come per l’aborto: per questo governo meglio la crescita dei casi di clandestinità, purché si limiti la libertà delle donne.

Il costume continua a privilegiare i maschi, che chiedono acrobazie alle puttane e «onorano» la solita minestra legittima. Neppure uno psicanalista che faccia un caso di allarme sociale della dissociazione maschile.

Nell’anno di grazia 2008, con gli esperimenti del big bang di Ginevra e il problema della clonazione come orizzonte del raziocinio umano avanzato, ci troviamo davanti maschi mai usciti, per quello che riguarda il loro corpo e la loro sessualità, dal Neandertal. Con gente così, che non si conosce, non sa fare né l’amore né il sesso, che si esibisce nel teppismo, negli stadi, nel razzismo, nel fascismo, ma prima di tutto nel grembo delle donne spesso violentate e anche uccise, non c’è futuro «umano»; anche se molti di loro ormai pensano che la violenza e la guerra non risolvono nessun problema e tanto meno salvano il mondo.

Oggi, ancora su l’Unità, Giancarlo Ferrero sostiene che «se all’attività sessuale si riconosce dignità di mezzo di comunicazione di amore e di simpatia emotiva, è necessaria una regolamentazione giuridica che la tuteli come uno degli aspetti della persona», A prescindere dall’incerto significato da attribuire alla comunicazione di amore e simpatia emotiva, che non sappiamo se sia erga omnes (per intenderci: valevole per mariti e clienti? anche per le donne?), Ferrero pensa tutto questo in un regime di parità uomo/donna o parte dal marito/cliente e dalla donna che si adegua comunque alla sua presunta sensibilità emotiva?

17 settembre 2008

Fine estate malata

Settembre 20, 2008

Il 25 agosto mi è sopravvenuta una borsite. Dovuta a una caduta a Umago il 14 agosto e infettatasi dieci giorni dopo. Ma insieme a quell’infezione alla borsa del gomito, la tosse… calo di anticorpi. Ho preso antibiotici per 15 giorni abbondanti… e fermenti lattici, paracetamolo in tachipirina…

Quando son rientrata al lavoro l’8 settembre, la tosse era quasi sparita. Ma è tornata con il raffreddore al gelo polare iniziato il 10 settembre. Ed eccomi qui… ancora con difficoltà respiratorie e tosse secca continua… mi drogo di Tachifludec (paracetamolo, vitamina C e fenilefrina) e stasera anche di Calyptol (caliptolo, tirpeneolo, pino, timo, rosmarino).


Notizie dal trio di fatto: le balie asciutte della gatta

Settembre 19, 2008

Francy che al momento ha molto tempo libero e sta a casa con la gattina ripete “mi sento una balia asciutta!”. Mica capivo cosa volesse dire…

Da venerdì 12 il trio di fatto ha una gatta che si grattava e quindi abbiamo sospettato avesse pulci e siamo ricorsi al Pronto Soccorso Veterinario (troppo apprensivi? io non c’ero, ma i coinquilini hanno decretato lo stato d’allerta, codice rosso e proibito alla gatta di entrare nelle camere e diffondere parassiti ovunque fino a nuova verifica.. condivido).

Io Fra e la gatta

Io e Francy siamo andate a comprare il cibo e la sabbia per la gattina e mi sa che finora il super più economico per questi articoli è il Lidl. Poi ci siamo fermate da Mondo Cane della signora Agnese. Lei, nonostante il nome del suo negozio, si è rivelata invece un’appassionata di gatti, specialmente di siamesi, che sono i gatti più bastardi – racconta – e vanno bene solo per padroni altrettanto bastardi, perchè mentre dormi ti azzannano ai polpacci senza motivo. Lei ha scelto i suoi uomini facendoli scegliere al siamese, che se non piacevano al gatto lui/lei riusciva a terrorrizzarli. Rimpiangono ancora, lei e la siamese, il loro primo marito con cui la gatta andava tanto d’accordo…

Voi sapete cosa sia un trasportino?  Si scoprono sempre cose nuove… Si chiama trasportino quella gabbietta che serve per portare il gatto in viaggio… ce n’erano di plastica dura, ma ora ne fanno che sembrano borse da palestra, della stessa tela e con retine di plastica morbida e molto trendy. Ne abbiamo trovato uno blu elettrico con disegno di un fiore. La “signora Mondocane” ci ha dato anche consigli sul trattamento delle pulci cadute dal micio sui divani di casa… secondo lei Frontline e simili sono veleni e il gatto pulcioso va abituato fin da piccolo al bagno, e una volta l’anno almeno dovrebbe fare la toelettatura nel suo negozio.

Ci ha dato ottimi consigli: spray ed accessori si trovano molto economici alla Croce Azzurra e ci ha dato il nome di un veterinario suo amico. Ma avevamo presi accordi per andare all’Ambulatorio Veterinario Prato della Valle, e quindi, raccolta la gatta, che ha apprezzato il trasportino ma poi voleva distruggerlo coi denti durante il viaggio in auto, ci siamo recate lì. Beh, la veterinaria era una ragazzotta dai capelli arricciolati ed ha trattato la nostra gatta con dolcezza. Ci ha detto che pesa un chilo, non è troppo magra, va bene come la nutriamo ma vanno aggiunte crocchette per cuccioli che ci ha regalato… Ha notato l’assenza di pulci. Però nelle orecchie non ha acari ma cerume!

Così ora la gatta può scorrazzare per tutta la casa  – esclusa camera di Tià, per abituarla a non entrare perchè in futuro vi risiederà la cavia – ma bisogna metterle nelle orecchie due volte al dì le gocce scioglicerume! La qual cosa diventa un momento di alta tensione, perchè l’operazione necessita di due persone: uno che butta le gocce e massaggia, l’altro che trattiene la gatta  che si contorce ed è esposto a graffi sfregianti. Tià si è ritrovato ieri mattina le gocce spruzzate  in faccia dalla gatta che scuoteva la testolina…

Da quando è stato tolto l’allarme pulci, invece di sentire la sua lagna miagolosa ogni volta che ci chiudiamo in camera la notte, viene a dormire nel mio letto… E’ un animale assurdo: si incanta a guardare la tv – in particolare davanti a “Voglio essere milionario” e “Forum”, dice Francy – e si appassiona al computer portatile e vuol salire sulla tastiera e toccare lo schermo per le immagini. Dato che morde per gioco ma con denti aguzzi, e mi ha morso il naso due giorni fa – dolore indicibile – temevo mi sfregiasse la faccia mentre dormivo, ma a spintoni e minacce e graffi abbiamo trovato un compromesso… si avvicina al cuscino e al libro solo quando son sveglia, poi si posiziona e dorme vicino ai piedi fino al momento di alzarsi. Sembra che l’accordo regga.

Come si chiama? La chiamiamo Pulciosa, Belva, Micci… forse riusciremo a chiamarla Mila, nome concordato. La nostra preoccupazione prevalente al momento è la sua curiosità e desiderio di nuove conquiste.. si arrampica ovunque, anche sul corrimano del terrazzo, magari con il piano di farsi un salto sugli alberi lontani almeno 3 metri… e se fa un tuffo dal terzo piano i gerani del terrazzo della vicina del secondo piano la fermeranno?

A parte la “bambina”, il trio di fatto procede serenamente… abbiamo fatto il nostro primo aperitivo in piazza insieme mercoledì. Questa settimana l’euforia iniziale che ci teneva a parlare all’infinito la sera tardi cercando musica trash online è fortunatamente calata e così siamo un po’ meno assonnati e depressi al momento di alzarci alle 7 per il lavoro. Da ieri Tià e il suo “amico del cuore” son partiti per un long weekend a Barcellona… L’amico doveva essere il più ingenuo dei due,  che non sapeva delle misure antiterrorismo degli aereoporti, che rischiava di perdersi… ma alla fine quello che ha perso l’aereo è stato Tià, perchè non trovava più la carta d’identità! Ovviamente se ne è accorto solo al check in… :)  Ha detto che sarebbe poi partito la sera.. speriamo bene…:)

Ieri sera io e Fra siamo crollate sul divano davanti all’inconcludente film “Nella valle di Elah“.

Ultimo allarme giallo: la gatta starnutisce… la veterinaria dice che non è un sintomo grave, se isolato :)


“Chi ruba muore”?

Settembre 18, 2008

I quotidiani insistono a riferire che non c’è stato razzismo nell’uccisione a sprangate di un ragazzo di 19 anni italoafricano, Abdul Salam Guibre. Avrebbero di sicuro ucciso a sprangate anche un adolescente bianco che avesse rubato nel loro negozio due snack da 3 euro!

La supposta “mancanza di razzismo” pensano renda il delitto meno grave? E’ un omicidio volontario aggravato da futili motivi. A me non sembra meno grave… anzi, sembra che la gente abbia perso il senso della misura e si senta perfino giustificata. Ma bisogna essere dei cerebrolesi per non considerare che non ti trovi davanti a una banda di sequestratori sgozzapersone ma davanti ad un adolescente che ruba Kinder e Ringo, dimostrando solo di essere un ragazzino.

 In ogni caso, per quanto derubati dell’incasso, come pensavano quei due psicopatici assassini, padre e figlio, come ti viene di pensare che seguire un ladro e prenderlo a botte sulla testa con una sbarra di ferro quando cade a terra sia legittimo? Nemmeno prenderlo per la maglia e dargli pugni lo troverei legittimo, perchè si tratta solo di soldi… non di un’aggressione, non ti ha ucciso il figlio o bruciato la casa torturando il tuo cane, non puoi dire che sia stata una reazione dettata dall’ira del momento o che sia stata autodifesa.

Invece la politica fomenta il livore dei commercianti vittime di furto, e afferma che gli italiani sono preoccupati per l’invasione da parte degli immigrati, li giustifica ad armarsi e appoggia la sensazione che  bisogna farsi giustizia da soli. La Lega Nord a Trieste è arrivata al punto di chiedere alla Regione di contribuire con un finanziamento pubblico all’acquisto di armi per i privati cittadini. 

La Comunità di sant’Egidio afferma che nella società italiana si sta manifestando “un ingiustificato e rabbioso vittimismo che rende tutti più insicuri e spietati. Lo vediamo in tanti episodi. Ovviamente le vittime più facili di tale clima sono i più deboli, i rom, gli immigrati, i poveri. Ma tutti possono esserne travolti”. Si giustifica il fastidio verso i lavavetri ed i mendicanti, per liberare i marciapiedi da ogni “intralcio”, diceva l’assessore alla sicurezza di Firenze. Certo, perchè per aggredire qualcuno senza sensi di colpa bisogna considerare l’altro “un intralcio” invece che una persona, un cancro, ed altre metafore spersonalizzanti.

 ”Credo che a un amministratore si debba chiedere di più che richiamarsi, rilanciandole, alle diffidenze e alle paure di senso comune; anzi, è proprio qui una delle linee di demarcazione tra la figura del sindaco e quella del capo di una comunità chiusa e violenta che celebrando un rito collettivo sequestra, processa, tortura e uccide automobilisti di passaggio (un topos sintomatico della letteratura nera e di fantascienza americana)” diceva Giuseppe Faso, l’autore di “Lessico del razzismo democratico”. Il governo sta facendo norme per incoraggiare il fastidio della gente comune, norme populiste contro i facili bersagli che sono i poveri e i diversi.

Ormai siamo una società che non ricorda quanto era povera nel dopoguerra. E quelle persone cui pensare è fatica, non vogliono risolvere i problemi, solo nasconderli alla vista. A questo risponde il decreto della ministra Carfagna che introduce il reato di “prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico”. Le sanzioni previste sono l’arresto da cinque a quindici giorni e un’ammenda da 200 a 3 mila euro. La ministra parla della prostituzione in strada come di ”un fenomeno vergognoso“, come se parlasse di immondizia e non di persone. Le associazioni che si occupano di lotta alla tratta, come il Gruppo Abele, affermano che la prostituzione in strada è la meno pericolosa per donne e minori, perchè visibile e controllabile dalle forze dell’ordine e raggiungibile dai volontari, mentre “Non risponde alle evidenze scientifiche e ai dati fino ad oggi raccolti affermare che sia soprattutto in luogo pubblico che si perpetrano le più gravi fattispecie criminose finalizzate allo sfruttamento sessuale”.

Anche dei campi nomadi la Lega a Venezia ha detto che “vanno chiusi perchè sono una vergogna“. D’altronde anche della protesta delle maestre, che si sono vestite a lutto il primo giorno di scuola, protesta per il ritorno al maestro unico alle elementari, la ministra Gelmini ha affermato che “È vergognoso strumentalizzare i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche”. Che gran senso della vergogna che ha questo governo! Sembrerebbero cattolici pruriginosi, se d’altro canto non validassero l’omicidio e il razzismo. Sembra che dalle schedature dei rom rumeni irregolari sia emerso che sono molti meno del previsto, nota El Paìs: non decine di migliaia per campo nelle grandi città ma poche migliaia, quindi non esiste “l’emergenza zingari” in Italia a seguito dell’entrata in Europa della Romania… Un’ipotesi alternativa è che se ne stiano andando verso la Spagna, la Germania e ritornino in Romania. La notizia può fare felice qualcuno se confermata, ma dovrebbe preoccupare le persone intelligenti per la situazione che si sta creando… io preferirei vivere in un paese non più permissivo ma più aperto mentalmente e che non giustifichi la violenza per un furto di un Kinder e dei Ringo.


“Grave” furto di cetrioli e zucchine

Settembre 17, 2008

 Comunicato stampa, 17 settembre 2008

Sono stati arrestati questa mattina dalle forze dell’ordine in flagranza di reato dopo il furto di due cetrioli e due zucchine da un orto nella zona di Pontecorvo (Fr) e sono stati subito trasferiti in carcere in attesa di giudizio. Protagonisti della vicenda – resa nota dal Garante Regionale dei diritti dei detenuti Angiolo Marroni – una coppia di cittadini italiani della zona, entrambi senza un lavoro fisso.

“Dopo aver passato giorni interi a discutere sulle misure svuota-carceri proposte dal guardasigilli Anfano, questo caso emblematico giunge a proposito per spiegare perché le carceri sono sovraffollate – ha detto il Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Quella di Pontecorvo è una vicenda che se non fosse drammatica sarebbe ridicola e che dovrebbe essere di competenza dei Servizi Sociali del comune, non di un carcere. Non è di questa inutile tolleranza zero che hanno bisogno i cittadini. Io credo che, prima di ipotizzare ogni altro provvedimento straordinario per rendere vivibili le nostre carceri, occorrerebbe una profonda rivisitazione della nostra legislazione per stabilire definitivamente quali reati meritino di essere puniti con il carcere“.

 

L’Ufficio del garante dei detenuti del Lazio

 

 

 


Danze zingare

Settembre 17, 2008

Video di Nuove Tribù Zulù e Chejà Celen  

L’ARCIsolidarietà promuove il gruppo Chejà Celen che sta presentando il libro Chejà Celen – Ragazze che ballano basato sull’esperienza nei campi Rom della capitale dove il suo autore, Vania Mancini, ha diretto per 15 anni un laboratorio di danza per bambini. Alla presentazione del libro ha partecipato Giuseppe Musolino, Presidente Arci Varese, che ha dichiarato: «Di fronte a questa campagna contro i Rom, la necessità di portare in casa delle Lega Nord un esempio positivo di integrazione era diventato ineludibile». 

A Palermo intanto Jeka e Ramiza, giovani rom della ex Jugoslavia che vivono nel campo nomadi della Favorita, saranno gli insegnanti di un corso di danza rom alla palestra Playbody. È il primo esempio in Sicilia di sviluppo di impresa femminile a favore di donne appartenenti alla comunità rom che si avvale del microcredito di Banca Etica  promosso dal consorzio Ulisse, dall´Arci Sicilia e dall´ufficio servizio sociale per minorenni.


12 settembre: festa “Treviso e l’islam”

Settembre 14, 2008

Oggi è il 14esimo giorno di ramadam.

Venerdì ha piovuto tantissimo, ho guidato per due ore sotto la pioggia, con l’ansia che non andasse in porto a Padova la consegna della gatta perchè io avevo batteria scarica per richiamare e forse Fra e il tipo non avevano ricevuto il mio ulltimo messaggio prima che la batteria del mio telefono avesse un crollo energetico.

Quando son arrivata a Treviso, verso le 19, poco prima della diretta tv, ha smesso di piovere, è apparso l’arcobaleno e il cielo si è aperto ed ha assunto un insolito colorito giallo.

Sarei voluta andare a vedere il ritrovo nel giorno dell’arrivo di al Jazeera a Villorba, ma come son arrivata a casa mi son accorta che Antenna Tre seguiva almeno l’inizio dell’evento, mostrava come è stata arredata con tappeti all’interno la grande sala di preghiera ed io ero già in ritardo.

Non ci sono andata. Ovvero son passata a vedere dove fosse, c’erano molte auto e sembrava una festa di compleanno con il cibo del rinfresco sotto un tepee per proteggerlo dalla pioggia. Ma erano invitate le autorità, non io. Il Gazzettino del 13 sostiene che il 99% delle persone presenti erano uomini. Le poche donne saranno state mogli e figlie. Forse è stato meglio non cercare di intrufolarsi senza invito.

Allora mi affido anch’io alla carta stampata per capire come è andato l’evento. La stampa racconta che la preghiera è stata fatta in parte in italiano. L’imam ha parlato del divieto di omicidio nell’Islam, del rispetto della vita e degli esseri umani. Poi ha parlato della libertà di culto che è un diritto umano e del diritto di avere un luogo di preghiera. Ha ribadito che vivendo qui i musulmani intendono rispettare le regole locali ma vogliono rispetto.

Durante il banchetto delle 19.30 l’imam Tadil ha chiesto un minuto di silenzio in memoria dell’anniversario dell’attentato alle Twin towers. Ha quindi dato appuntamento al 12 settembre 2009: il prossimo anno ci sarà una nuova festa, appuntamento con tutta la comunità trevigiana.

Al Jazeera ha raccolto anche la testimonianza di Meryem Fourdaus, presidentessa dell’associazione Seconda Generazione, vestita degli abiti tradizionali. Meryem rappresenta l’ala arrabbiata dei musulmani trevigiani che si sono sentiti ridicolizzati da Gentilini e non condividono la strategia troppo diplomatica della prima generazione costituita da musulmani arrivati negli anni ‘80. Venerdì sera l’associazione Seconda Generazione ha allestito un banchetto a San Liberale dove alcuni trevigiani hanno portato la loro solidarietà, nonostante lla pioggia.

L’idea di un centro culturale islamico per Meryem comprende corsi di italiano per chi non lo sa bene, di arabo per chi lo vuole apprendere e dove gli anziani soli e gli adolescenti difficili possano riunirsi e trovare ascolto. Cioè qualcosa di più che una semplice sala di preghiera.