12 settembre: festa “Treviso e l’islam”

Settembre 14, 2008

Oggi è il 14esimo giorno di ramadam.

Venerdì ha piovuto tantissimo, ho guidato per due ore sotto la pioggia, con l’ansia che non andasse in porto a Padova la consegna della gatta perchè io avevo batteria scarica per richiamare e forse Fra e il tipo non avevano ricevuto il mio ulltimo messaggio prima che la batteria del mio telefono avesse un crollo energetico.

Quando son arrivata a Treviso, verso le 19, poco prima della diretta tv, ha smesso di piovere, è apparso l’arcobaleno e il cielo si è aperto ed ha assunto un insolito colorito giallo.

Sarei voluta andare a vedere il ritrovo nel giorno dell’arrivo di al Jazeera a Villorba, ma come son arrivata a casa mi son accorta che Antenna Tre seguiva almeno l’inizio dell’evento, mostrava come è stata arredata con tappeti all’interno la grande sala di preghiera ed io ero già in ritardo.

Non ci sono andata. Ovvero son passata a vedere dove fosse, c’erano molte auto e sembrava una festa di compleanno con il cibo del rinfresco sotto un tepee per proteggerlo dalla pioggia. Ma erano invitate le autorità, non io. Il Gazzettino del 13 sostiene che il 99% delle persone presenti erano uomini. Le poche donne saranno state mogli e figlie. Forse è stato meglio non cercare di intrufolarsi senza invito.

Allora mi affido anch’io alla carta stampata per capire come è andato l’evento. La stampa racconta che la preghiera è stata fatta in parte in italiano. L’imam ha parlato del divieto di omicidio nell’Islam, del rispetto della vita e degli esseri umani. Poi ha parlato della libertà di culto che è un diritto umano e del diritto di avere un luogo di preghiera. Ha ribadito che vivendo qui i musulmani intendono rispettare le regole locali ma vogliono rispetto.

Durante il banchetto delle 19.30 l’imam Tadil ha chiesto un minuto di silenzio in memoria dell’anniversario dell’attentato alle Twin towers. Ha quindi dato appuntamento al 12 settembre 2009: il prossimo anno ci sarà una nuova festa, appuntamento con tutta la comunità trevigiana.

Al Jazeera ha raccolto anche la testimonianza di Meryem Fourdaus, presidentessa dell’associazione Seconda Generazione, vestita degli abiti tradizionali. Meryem rappresenta l’ala arrabbiata dei musulmani trevigiani che si sono sentiti ridicolizzati da Gentilini e non condividono la strategia troppo diplomatica della prima generazione costituita da musulmani arrivati negli anni ‘80. Venerdì sera l’associazione Seconda Generazione ha allestito un banchetto a San Liberale dove alcuni trevigiani hanno portato la loro solidarietà, nonostante lla pioggia.

L’idea di un centro culturale islamico per Meryem comprende corsi di italiano per chi non lo sa bene, di arabo per chi lo vuole apprendere e dove gli anziani soli e gli adolescenti difficili possano riunirsi e trovare ascolto. Cioè qualcosa di più che una semplice sala di preghiera.