Sono miope. Tanto. Per eredità genetica. Mio padre è supermiope e la mia nonna materna, pure, lo era. I nonni paterni erano contadini non benestanti e la sorella emigrata in Svizzera ha regalato loro un solo paio di occhiali che ricordo sulla mensola di cucina, usati ogni tanto dal nonno e ogni tanto dalla nonna… Io son stata “sgamata” quando a Verona non vedevo un autobus in lontananza. Sarà perciò che Verona la odio?
Pur avendo accettato bene gli occhiali a 6 anni – perchè mi consentivano di leggere per diletto e perchè guardare il paesaggio è proprio una bella cosa - a 16 son stata a vedere di poter passare alle lenti a contatto. Mi ricordo che un oculista aveva decretato – cercando di infilarmi le sue dita negli occhi – che avevo pressione oculare troppo alta e che sarebbe stato impossibile passare alle lenti. 
Gli oculisti, io li odio: non fanno che chiederti di leggere cose illeggibili sui tabelloni luminosi come se ti sfidassero a dichiarare che “hai la vista di una talpa, smetti di fingere di vederci come gli altri!”. Inoltre, moltissimi oculisti sono contrari o scettici sulle nuove tecniche chirurgiche refrattive che tolgono loro clientela.
Quello stronzoculista sbagliava, sulla mia pressione oculare, vorrei vedere voi se non vi si alza la pressione quando qualcuno cerca di infilarvi qualcosa a forza negli occhi! Io sono lo sponsor della tollerabilità delle più recenti lenti a contatto: utilizzo prolungato, occhi ben lubrificati e annullamento delle controindicazioni (se ci dormo sopra, non mi sveglio con occhi infuocati), inoltre ci vado a nuotare (senza metter la testa sott’acqua) e perfino a fare giochi pericolosi in acqua come appunto quello della banana tunisina…
Ho trovato un’ottima ortottista a Padova, una donna dall’intelligenza e dalla discrezione superiore alla media che l’Ottica Bardelle ha eliminato dal suo staff, perdendomi come cliente: lei ha cercato e trovato le migliori lenti per me, che si sono rivelate essere le Actifresh 400 Hydron. Recentemente si è fatto difficile procurarle, anche per la mancanza della buona ortottista che avevo eletto a sostituta degli oculisti, quindi ho scoperto che la cosa migliore è l’acquisto su www.lensonline.it, perchè gli ottici speculano sul prezzo e le ultime me le han fatte pagare più che a peso d’oro.
Ma insomma, l’ultima fregatura nell’acquisto a peso d’oro delle Actifresh mi aveva convinto a chiedere la prenotazione della visita per verificare la possibilità di eliminare con operazione questo difetto visivo che non mi consente di fare windsurf o lanciarmi col paracadute senza pensieri…
La prenotazione era per ieri. Son stata quindi all’Ambulatorio Oculistico dell’ospedale di Padova per i controlli preoperatori della miopia. Mi han chiesto durante la prenotazione telefonica di stare 5 giorni senza lenti a contatto. E’ stato difficile passare tutto quel tempo senza vedere bene – dato l’odio per gli oculisti non ho evitato controlli non periodici ma questo non significa che abbia poi “updated” gli occhiali che utilizzo solo per leggere la sera prima di dormire, quindi mica servono graduati! Bastava graduare le lentine, no? - e insomma non vedendoci bene, prima mi è venuto il mal di testa, poi l’introversione e la decisione di fare vita da suora di clausura e poi ecco, c’era Montalbano in tv e perchè non fare una passeggiata in Prato della Valle dopo 2 giorni reclusa? Mi son rimessa le lentine qualche ora. Sono poi andata anche a Marghera a un colloquio di lavoro, dovevo guidare, chi mi ci porta?
Comunque, mi son impegnata, in autobus fino al Santo e poi a piedi ho raggiunto e trovato l’ambulatorio giusto ed eccomi alla visita. Lì le infermiere dell’accettazione si sono rivelate delle cafone lavative, invece i dottori proprio gentili e professionali, non sembrano nemmeno oculisti!
Insomma, dopo tante domande e fatti tutti gli esami approfonditi la dottoressa Gambato annuncia che c’è “una notizia buona ed una cattiva”… sembra un film… La buona è che ho proprio occhi in piena salute, nonostante non vedano ad una spanna dal naso, la cattiva è che ho la cornea troppo sottile… 500 micron o meno, contro i 600 necessari all’operazione col laser ad eccimeri LASIK. No, pare non possa inspessire la cornea, che so, mangiando più latte e uova che evito di mangiare da un po’ di tempo … pare sia genetico. La dottoressa simpatica mi ha spedito al quinto piano, con vista sfocata da colliri, a cercare un laboratorio per la profilometria confocale per controllare la salute della cornea che determina tolleranza reale delle lenti a contatto. Ho pensato che se mi perdevo fra i corridoi del primo e del quinto piano, lì sola, non sarei stata mai più ritrovata. Ho avvisato la Fra di chiamare la polizia se non mi vedeva tornare…
Le mie due cornee stanno bene. L’ipotesi futura è che in caso di intolleranza alle lenti, possa ricorrere alle IOL fachiche. Son uscita da lì serena, mi son rimessa le lenti e camminando son stata al mercato, con gli occhiali da sole per fastidio della luce, vabbè. Oberata poi dal peso della spesa e appunto in occhiali scuri, mi son presa pure un commento volgarotto da un passante sul mio fascino evidente. Beh, per il momento, vorrei declamare un’ode agli inventori delle lenti a contatto. Chi sono?
Secondo wikipedia La nascita della lente a contatto si fa risalire a Leonardo da Vinci, che nel 1508 verificò che immergendo l’occhio in una sfera contenente acqua, esisteva un continuo ottico fra la superficie interna della sfera di vetro, e quella esterna della cornea. Successivamente Cartesio, nel 1636 pubblica La diottrica, in cui perfeziona l’idea di Leonardo, spiegando che un tubo riempito d’acqua e appoggiato sulla cornea, avente una lente all’estremità che sia perfettamente sovrapponibile alla cornea stessa, annulla o riduce le anomalie refrattive dell’occhio. Le lenti a contatto modernamente intese vanno fatte risalire alle scoperte di A.E. Fick, E. Kalt, A.E. Muller, rispettivamente in Svizzera, Francia e Germania. Queste lenti erano in materiale vetroso, ad appoggio sulla sclera, di grande diametro e mal sopportate fisiologicamente. Le prime lenti in materiale plastico si devono a due ricercatori americani, Dallos e Fleinbloom. I vantaggi rispetto al vetro sono immediati, diminuendo notevolmente il peso. Le prime lenti a contatto corneali rigide nascono nel 1950, aventi diametro inferiore a quello corneale, progettate da Bier. Agli inizi degli anni ‘60 due ricercatori cecoslovacchi, Lim e Wichterle progettarono le prime lenti a contatto in idrogel, le morbide.
Allora, tocca restare miope a questo mondo, almeno per un altro po’, finchè non affinano queste nuove scoperte della scienza medica. Sarò sempre grata ai cecoslovacchi Lim e Wichterle per l’idrogel che ha reso la mia vita migliore! Strane vicende capitano ai miopi, porzione della specie umana con un karma che credo li distingua per la necessità di affinare le proprie arti di percezione sottili… Se fossi nata nel medioevo sarei stata a chiedere l’elemosina per via… magari l’ho anche fatto, in qualche vita passata. Ma i miopi si reincarnano sempre miopi? Noooo…