Sotto shock, anch’io

Dicembre 31, 2008

Beh… a volte uno resta basito: è compito dell’ONU fare solo la conta dei morti e denunciare scioccanti atrocità e non fare niente? L’ONU è sotto shock: Il relatore speciale per i diritti umani dell’Onu, Richard Falk, ha denunciato “scioccanti atrocità ” commesse da Israele contro la popolazione civile nell’offensiva contro la Striscia di Gaza. “Israele impiega armi moderne contro una popolazione inerme che già sopporta da mesi un duro embargo”, ha detto Falk in un’intervista alla Bbc. L’Onu afferma che almeno 62 palestinesi uccisi dall’inizio dell’offensiva, sabato mattina, sono donne e bambini e chiede un’inchiesta sugli attacchi contro i civili.

I sauditi trasgrediscono: Manifestazioni a favore dei palestinesi della Striscia di Gaza in Arabia Saudita, paese dove cortei e dimostrazioni sono severamente vietati. Secondo un sito web sciita (http://www.rasid.com ), in centinaia sarebbero scesi in piazza ad Al-Qatif, citta’ a maggioranza sciita ad ovest di Damman. Molti dei manifestanti sarebbero stati arrestati. Sempre secondo la stessa fonte, una manifestazione simile si sarebbe tenuta anche ieri nella vicina Safwa. Ha ragione Erminia Calabrese su Peacerporter a chiedersi DOVE SONO I PAESI ARABI… DORMONO?

La Spagna fa: il governo spagnolo ha annunciato l’invio di aiuti sanitari alla popolazione della Striscia di Gaza per un valore di 1,5 milioni di dollari. Gli aiuti dovranno “garantire l’approvvigionamento dell’ospedale di Gaza per almeno quattro settimane”, mentre in tempi normali sarebbero sufficienti per almeno sei mesi, spiega il ministero degli esteri spagnolo in un comunicato.

Il Libano si prodiga:Il governo libanese mettera’ a disposizione un milione di dollari in aiuti umanitari per sostenere i palestinesi coinvolti nei raid aerei isreliani sulla striscia di Gaza. Lo ha annunciato il ministro dell’Informazione Tarek Mitri dopo una riunione del gabinetto.

La Ue ha chiesto un “cessate il fuoco permanente” a Gaza. Lo ha detto il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner parlandio ai giornalisti al vertice di Parigi.

MA ISRAELE HA OSATO RIFIUTARE DI FIRMARE LA TREGUA! Non hanno  ancora raggiunto i loro obiettivi… cioè i loro obiettivi di morte… 390 morti e 1800 feriti fra i civili non bastano a placare la loro sete di sangue di psicopatici traumatizzati per generazioni dall’Olocausto? Non sono antisemita e nemmeno revisionista, ma perchè ai guerrafondai di quel paese non viene prescritto un TSO? Lo paghiamo noi  europei come risarcimento per aver ignorato l’Olocausto…Sono troppo pericolosi per essere lasciati liberi di agire…

…. Ora colpiscono pure le ambulanze!

Sapete? Grazie agli israeliani il capodanno è stato cancellato. Poi si sa che tutti usciranno comunque, ma è come se avessero reso opaco il nostro buonumore pieno di speranze. Speranze che il mondo stia andando verso qualcosa di migliore, che al governo del mondo un giorno ci saranno persone sagge al posto di questi assassini che stanno portandoci tutti all’autodistruzione del pianeta e di noi stessi!

Non vi dico cosa spero in fondo al cuore ora che sono particolarmente arrabbiata… ma non perdiamo la speranza: con più o meno compromessi, tempo e morti e dolore (purtroppo) la tregua arriverà, ci stanno ancora tutti, Occidente e Paesi arabi, lavorando…


Non elemosina, ma giustizia

Dicembre 30, 2008

Ramallah, 27 dicembre 2008.

E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l’elettricità in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili – ma come si chiama, quando manca tutto il resto?

E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa. La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro razzi di latta, e cartapesta e disperazione. E mi sarà precisato naturalmente, che no, questo non è un attacco contro i civili – e d’altra parte, ma come potrebbe mai esserlo, se tre uomini che chiacchierano di Palestina, qui all’angolo della strada, sono per le leggi israeliane un nucleo di resistenza, e dunque un gruppo illegale, una forza combattente? – se nei documenti ufficiali siamo marchiati come entità nemica, e senza più il minimo argine etico, il cancro di Israele? Se l’obiettivo è sradicare Hamas – tutto questo rafforza Hamas.

Arrivate a bordo dei caccia a esportare la retorica della democrazia, a bordo dei caccia tornate poi a strangolare l’esercizio della democrazia – ma quale altra opzione rimane? Non lasciate che vi esploda addosso improvvisa. Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza di dialogo, la lucidità di ragionare il coraggio di disertare – non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l’altra Palestina, terza e diversa, mentre schiva missili stretta tra la complicità di Fatah e la miopia di Hamas. Stava per assassinarmi per autodifesa, ho dovuto assassinarlo per autodifesa – la racconteranno così, un giorno i sopravvissuti.

E leggerò sui vostri giornali, domani, che è impossibile qualsiasi processo di pace, gli israeliani, purtroppo, non hanno qualcuno con cui parlare. E effettivamente – e ma come potrebbero mai averlo, trincerati dietro otto metri di cemento di Muro? E soprattutto – perché mai dovrebbero averlo, se la Road Map è solo l’ennesima arma di distrazione di massa per l’opinione pubblica internazionale? Quattro pagine in cui a noi per esempio, si chiede di fermare gli attacchi terroristici, e in cambio, si dice, Israele non intraprenderà alcuna azione che possa minare la fiducia tra le parti, come – testuale – gli attacchi contro i civili. Assassinare civili non mina la fiducia, mina il diritto, è un crimine di guerra non una questione di cortesia. E se Annapolis è un processo di pace, mentre l’unica mappa che procede sono qui intanto le terre confiscate, gli ulivi spianati le case demolite, gli insediamenti allargati – perché allora non è processo di pace la proposta saudita? La fine dell’occupazione, in cambio del riconoscimento da parte di tutti gli stati arabi. Possiamo avere se non altro un segno di reazione? Qualcuno, lì, per caso ascolta, dall’altro lato del Muro?

Ma sto qui a raccontarvi vento. Perché leggerò solo un rigo domani, sui vostri giornali e solo domani, poi leggerò solo, ancora, l’indifferenza. Ed è solo questo che sento, mentre gli F16 sorvolano la mia solitudine, verso centinaia di danni collaterali che io conosco nome a nome, vita a vita – solo una vertigine di infinito abbandono e smarrimento. Europei, americani e anche gli arabi – perché dove è finita la sovranità egiziana, al varco di Rafah, la morale egiziana, al sigillo di Rafah? – siamo semplicemente soli. Sfilate qui, delegazione dopo delegazione – e parlando, avrebbe detto Garcia Lorca, le parole restano nell’aria, come sugheri sull’acqua. Offrite aiuti umanitari, ma non siamo mendicanti, vogliamo dignità libertà, frontiere aperte, non chiediamo favori, rivendichiamo diritti. E invece arrivate, indignati e partecipi, domandate cosa potete fare per noi. Una scuola?, una clinica forse? delle borse di studio? E tentiamo ogni volta di convincervi – no, non la generosa solidarietà, insegnava Bobbio, solo la severa giustizia – sanzioni, sanzioni contro Israele. Ma rispondete – e neutrali ogni volta, e dunque partecipi dello squilibrio, partigiani dei vincitori – no, sarebbe antisemita. Ma chi è più antisemita, chi ha viziato Israele passo a passo per sessant’anni, fino a sfigurarlo nel paese più pericoloso al mondo per gli ebrei, o chi lo avverte che un Muro marca un ghetto da entrambi i lati? Rileggere Hannah Arendt è forse antisemita, oggi che siamo noi palestinesi la sua schiuma della terra, è antisemita tornare a illuminare le sue pagine sul potere e la violenza, sull’ultima razza soggetta al colonialismo britannico, che sarebbero stati infine gli inglesi stessi? No, non è antisemitismo, ma l’esatto opposto, sostenere i tanti israeliani che tentano di scampare a una nakbah chiamata sionismo. Perché non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l’altro Israele, terzo e diverso, mentre schiva il pensiero unico stretto tra la complicità della sinistra e la miopia della destra.

So quello che leggerò, domani, sui vostri giornali. Ma nessuna autodifesa, nessuna esigenza di sicurezza. Tutto questo si chiama solo apartheid – e genocidio. Perché non importa che le politiche israeliane, tecnicamente, calzino oppure no al millimetro le definizioni delicatamente cesellate dal diritto internazionale, il suo aristocratico formalismo, la sua pretesa oggettività non sono che l’ennesimo collateralismo, qui, che asseconda e moltiplica la forza dei vincitori. La benzina di questi aerei è la vostra neutralità, è il vostro silenzio, il suono di queste esplosioni. Qualcuno si sentì berlinese, davanti a un altro Muro. Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?

Mustafa Barghouthi con Francesca Borri


…per Gaza

Dicembre 30, 2008

Le dichiarazioni degli Stati Uniti d’America ancora sostengono smaccatamente Israele… come ci racconta anche Robert Fisk, cui la cosa non va giù, come nemmeno a me, che I leader mentono, i civili muoiono, e le lezioni della storia vengono ignorate: “Siamo talmente assuefatti alle carneficine del Medio Oriente che non ci preoccupiamo più – in modo da non offendere gli israeliani…. E sempre Bush senior o Clinton o Bush junior o Blair o Brown hanno fatto appello a entrambe le parti per esercitare la “moderazione” – come se sia i palestinesi che gli israeliani avessero gli F-18 e i carri armati Merlava e l’artiglieria da terra. I razzi fatti in casa di Hamas hanno ucciso solo 20 israeliani in otto anni, ma un blitz di un giorno da parte dell’aviazione israeliana che uccide quasi 300 palestinesi è solo la norma”.

Amira Hass ci dice che Gaza è come una piccola Baghdad: “Ci sono molti cadaveri e feriti, ogni momento che passa ne vengono aggiunti altri alla lista delle vittime; e in tutto ciò non c’è più spazio all’obitorio. I familiari rovistano tra i cadaveri e i feriti in modo di dare ai morti una sepoltura veloce. Una madre che  ha perso i suoi tre bambini, che ora sono accatastati l’uno sopra l’altro nel obitorio, urla poi piange, urla e poi si rassegna al silenzio….Scegliere un orario cosi, le 11 e 30 del mattino, per bombardare nel cuore delle città è un atto terribile. Questa decisione è stata presa con l’intenzione di causare il maggior numero di vittime possibile; è un massacro”. Qui su www.elfarra.org potete vedere alcune foto… sono impressionanti, ma la testimonianza fotografica servirà poi alla condanna degli assassini.

da La Repubblica del 29/12/2009:

L’Onu chiede la tregua. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, chiede a Israele e Hamas “un cessate il fuoco immediato”. Ribadisce che le violenze messe in atto da Hamas “sono inaccettabili” ma giudica troppo pesante la risposta israeliana: “L’eccessivo uso della violenza a Gaza è da condannare”. E si appella ai leader dei paesi arabi: “Ritengo che i partner internazionali e regionali non abbiano fatto fatto abbastanza. I ministri degli Esteri dei paesi arabi si incontreranno presto per un meeting di emergenza. Li esorto ad agire rapidamente e in modo decisivo per porre fine a questa impasse”.

I leader europei. Domani a Parigi, alle 18,30 si tiene un vertice straordinario dei ministri degli Esteri Ue, convocato dalla Francia. Oggi invece il Quirinale riferisce di un colloquio telefonico tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente israeliano Shimon Peres, sulla crisi in atto e sulle condizioni per riprendere un dialogo di pace. Da Londra, il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, giudica “inaccettabile” la morte di bambini e di altri innocenti, sotto le bombe. Angela Merkel telefona al premier Ehud Olmert: “La colpa della situazione è di Hamas ma attenzione alle vittime civili”, dice.

Intanto si attiva la mobilitazione civile: La Campagna “Free Gaza” http://www.freegaza.org/ sta organizzando per domani, 29 dicembre, la partenza della nave DIGNITY, la stessa barca che per la prima volta riuscì a rompere l’assedio di Gaza ad Agosto 2008 entrando nei mari di Gaza portando alla popolazione palestinese costretta all’embargo da Israele e dai suoi alleati internazionali, beni di prima necessità.

Questa volta la nave DIGNITY trasporterà solo materiale medico nella speranza di poter aiutare i medici di Gaza a curare le centinaia di feriti a causa dei bombardamenti israeliani.  

La situazione negli ospedali è tragica: mancano medicinali e strumenti per curare i numerosi pazienti… l’embargo, che continua ormai da 2 anni e i feroci bombardamenti di sabato e domenica hanno reso estremamente difficile ogni tipo di attività medica.

Free Gaza Campaign in collaborazione con PYN (Palestinian Youth Network) http://www.pal-youth.org/ ha deciso di non rimanere inerme di fronte al massacro di tanti civili che Israele sta portando avanti da 2 giorni ormai ed a differenza della comunità inernazionale, ha deciso di passare all’azione, di aiutare donne, bambini, civili innocenti a sopravvivere.

Medicine e materiale medico di altro genere sono già stati reperiti…il PYN e la Free Gaza Campaign lanciano un appello a tutti i dottori specializzati in chirurgia che credono di poter aiutare i medici di Gaza in queste ore terribili, affinchè si uniscano all’equipaggio della nave “DIGNITY”…a Gaza i palestinesi stanno morendo senza neanche la possibilità di lottare per sopravvivere, senza poter essere assistiti da un medico…senza nessuna speranza. I dottori nella striscia di Gaza vivono la tragica frustrazione di chi è impossibilitato ad utilizzare la propria esperienza, il proprio sapere, per salvare vite, per aiutare chi soffre…per restituire speranza. L’aiuto di medici internazionali è in questa situazione, estremamente importante, fondamentale.

Vista la gravità della situazione a Gaza, questa volta solo dottori possono essere parte dell’equipaggio…la nave partirà il 29 dicembre in serata… i dottori che sono interessati a partecipare dovrebbero trovarsi a Cipro entro LUNEDI’ 29 alle 16:00.

Per ulteriori informazioni contattare Mjriam all’indirizzo palestinawz@gmail.com

Gaza! Gaza… Gaza!!!!

Dicembre 29, 2008

fotogaza2Ma porcalamiseriacciadiunamuccassassina! Ma che diavolo! Ma vi pare che si possa andare avanti facendo ancora finta di niente perchè “tanto succede a quelli che sono da 50 anni litigiosi e di certo se lo saranno meritato”???

Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!

“Difficile contare i morti, nel secondo giorno dei massicci raid aerei lanciati da Israele contro Gaza, in risposta ai razzi lanciati da Hamas nei giorni precedenti. Fonti mediche parlano di 292 morti e di centinaia di feriti”, ci dice La Repubblica.

The dead include police officers who were attending a graduation ceremony, school children heading home after a day of study, and other Gazans killed without warning as they were conducting their normal business. The death toll will most likely rise as corpses are recovered from the rubble of destroyed buildings and the critically injured die of their wounds. Many will likely die because Gaza’s hospitals — already chronically short of medicines and supplies due to the Israeli siege — are unable to cope with the scale of the catastrophe”, Electronic Intifada.

Non è possibile non fare qualcosa, ma cosa? Parlarne parlarne parlarne! Pensarci – accidenti! -  pensarci! Leggere testimonianze come queste qui di Vittorio che ci dice di non credere alle dichiarazioni che sono su tutti i quotidiani che si stesse cercando di colpire solo i covi di Hamas: a Gaza tutto è così appiccicato che non puoi dire che NON VOLEVI COLPIRE I CIVILI! NON SONO DANNI COLLATERALI, I CIVILI, MA TARGET…

Israele deve difendere i suoi cittadini, dicono: ha avuto finora una vittima: un civile ucciso ieri da un razzo a Netivot, Neghev…ah, uno, e ne ha massacrati almeno 292, in perfetto stile fascionazista….farne fuori centinaia in cambio di uno.

O qui dove una donna riporta i video su Gaza come questo

Un tipo ha scritto una lettera ad Obama. Obama cosa farebbe?  Me lo chiedo anch’io. Per favore, non ditemi che stringerebbe la mano a Tzipi Livni.. Quando una ha la faccia da… come ce l’ha lei, non si può nemmeno preferire che al governo ci sia una donna!

D’altronde, la famiglia della Tzipi è nota per sanità mentale: suo padre, membro dell’Irgun, era famoso per gli atti violenti nei confronti delle truppe britanniche e della popolazione palestinese. Nel 2007 la rivista Time ha inserito Tzipi Livni fra le 100 persone che stanno trasformando il mondo[1]….. in peggio, credo.

A Londra, Parigi, Madrid, Roma, Copenaghen, Istanbul, ci sono stati sit-in di protesta ai quali hanno partecipato centinaia di persone. In Italia a Roma, Bologna, Napoli, Genova, Firenze, Cagliari, Pisa e anche Padova (anche se non pubblicizzano, le Donne In Nero). Su facebook sono sorti numerosi eventi di protesta contro il massacro di Gaza: gli ultimi (a causa del fuso orario) sono a Chicago e in Canada. Per non parlare delle numerose manifestazioni in Medioriente: in Giordania, in Libia, perfino in Iraq, come se già non avessero i loro problemi!!!!

Al Jazeera riporta che le strade dei paesi arabi sono piene di manifestanti arrabbiati per gli attacchi a Gaza. Ma anche che il presidente Abbas accusa Hamas di aver provocato l’attacco… sarà, ma diavolo, un po’ di compattezza nel condannare una strage non la sanno avere, i palestinesi? Litigate dopo…

Intanto, Hezbollah si mette in allerta: pensano che ci sarà un attacco israeliano anche contro il Libano del Sud. O troveranno un pretesto per creare un altro fronte, almeno distraggono dal massacrare solo la Striscia di Gaza. La striscia è lunga 41 km e larga fra 6 e 12 km… come bombardare che so, la costiera amalfitana .. (che è lunga 50 km)

L’Unione Sarda riporta che “in Cisgiordania un dimostrante è stato ucciso a Naalin dal fuoco di soldati che temevano di essere sopraffatti dalla folla. Altre manifestazioni sono avvenute a Ramallah e Hebron. In Israele ha fatto scalpore la protesta del ministro arabo Ghaleb Majadla (sport e cultura) che si è rifiutato di partecipare alla odierna seduta di governo in protesta per il bombardamento di Gaza. Scioperi sono segnalati in numerose località arabe israeliane. Ad Um el-Fahem centinaia di dimostranti si sono scontrati a lungo con la polizia israeliana”.

In Israele qualcheduno si sta organizzando a favore del bombardamento… sono 20 israeliani che ovviamente diranno le loro cose orribili solo in ebraico! Se qualcuno lo sa tradurre…

Il papa, per quel che serve, ha implorato di darci un taglio, stavolta è un po’ troppo!!!! Arrrrrgggghhhhh!!

In progress…



Le buone notizie sotto Natale

Dicembre 24, 2008
agrifoglio

L'agrifoglio pare porti fortuna

La multinazionale mineraria vinta dagli aborigeni: Gli aborigeni australiani hanno vinto la loro causa ambientale contro il gigante minerario anglo-svizzero Xstrata: quarto produttore mondiale di rame e di nichel, produce l’otto percento dello zinco comperato nel mondo ed è inoltre tra i primi esportatori mondiali di carbone.

Moratoria della pena di morte in Togo e Burundi: L’abolizione della pena di morte, considerata come una pena umiliante e degradante e crudele dalla comunità delle Nazioni rispettose dei diritti umani, si è imposta alla coscienza collettiva dei togolesi dopo trent’anni di moratoria” si legge nella nota diffusa dal Consiglio dei ministri di Lomé, nella quale la punizione viene giudicata “irrimediabile” e “incompatibile” con la scelta del Paese di dotarsi di “una giustizia che limiti gli errori giudiziari, corregga, educhi e garantisca i diritti inerenti la persona”. L’abolizione in Burundi è avvenuta anche a seguito della partecipazione del ministro della Giustizia burundese agli Incontri contro la pena di morte organizzati dalla stessa Comunità di Sant’ Egidio con i ministri della Giustizia africani in questi anni, di cui l’ultimo il 29 settembre 2008 a Roma.

Lotta alle mutilazioni genitali: Nel villaggio di Sindibis, un’ora dal Cairo tra campi e palme lungo il Nilo, è festa grande: bambini, giovani, anziani, vescovi copti e imam musulmani, tutti con grandi sorrisi e gli abiti migliori. Sotto l’enorme tendone pieno di luci, decorato da insoliti disegni di coltelli e scritte color del sangue, Moushira Khattab grida al microfono: «Le vostre bambine d’ora in poi saranno belle e felici come la luna». E poi: «Da oggi — proclama la leader del Consiglio nazionale per l’infanzia e la maternità (Nccm)— a Sindibis le mutilazioni genitali femminili, le mgf, sono proibite per sempre».

Guantanamo sparirà? Sembra che Obama abbia l’intenzione di chiuderlo. Nel carcere i detenuti sono passati dai circa 800 del 2002 ai circa 250 di oggi: una cinquantina sarebbero addirittura innocenti per gli stessi accusatori americani, ma l’amministrazione non vuole restituirli ai loro paesi d’origine, in cui verrebbero quasi sicuramente messi a morte per accuse di terrorismo che non sono state prese in considerazione dagli Usa. Vorrebbero, quindi, “ridistribuirli”. Il Portogallo e altri Paesi europei si sarebbero offerti di ospitarli (in che forma e condizioni non ho capito mica, però) mentre l’Italia si è rifiutata per timore di “compromettersi di nuovo” come quando ha accolto Ocalan o i palestinesi che avevano preso in ostaggio la Basilica della Natività.

Moschee nel presepe: a Venezia in una scuola cattolica, l’istituto professionale del Centro italiano femminile, e a Genova nella parrocchia di Nostra Signora della Provvidenza, hanno deciso di mettere una moschea nel presepe, come segno di apertura culturale. Ovviamente si è agitato un vespaio di polemiche leghiste e integraliste religiose, ma anche apprezzamenti autorevoli. Chi se ne importa? La vita se ne disinteressa di queste teorie e in quei presepi c’è la vita, la realtà, che ormai sta avvenendo anche se qualcuno è contrario: il Paese è multiculturale. E poi il presepe non rappresenta la Palestina, che ora è terra (conflittuale e sotto occupazione) delle molte religioni? O che, adesso, Gesù è nato in Padania? Vogliamo solo rappresentare un quadretto storico o ricordare che Gesù rinasce anche oggi per noi? Ma perchè dovrei ribadirlo io, che nemmeno son più praticante! lasciate che bambini e preti facciano il presepe come gli pare e piace, no?

L’Islam per la parità: Vi è una crescente tendenza tra i musulmani, in particolare tra le donne, ad allontanarsi dall’Islam patriarcale ereditato dal passato, in favore di un Islam egualitario. Questo cambiamento sta avvenendo sia nelle società musulmane più antiche che nelle recenti comunità musulmane in Occidente. Oramai da due decenni, alcune ricercatrici parlano della parità tra uomini e donne che esse trovano nel Corano. Le attiviste utilizzano questa lettura egualitaria del testo sacro per spingere verso nuovi comportamenti sia le famiglie che la società, e per sostenere la riforma delle leggi musulmane riguardanti la famiglia. Questa combinazione di impegno intellettuale e attività militante emersa in diverse parti del globo è stata chiamata femminismo islamico.

Stamattina sempre sulla radio della base USA mandavano canzoncine di Natale a manetta, e improvvisamente questa canzone di John Lennon… Magari, col Natale si potesse dire realmente che la guerra è finita… E’ solo un augurio…


Notizie del solstizio – personal selections

Dicembre 23, 2008

foto_inverno_21Quest’inverno che appena sta cominciando il miglior regalo di Natale sarà un bel paio di copertine, guantoni e berrettone fatto a maglia e dei moonboot da città: la Russia vuole tagliare il gas a tutt’Europa per la solita disputa sui debiti da pagare coi vicini ucraini dentro il cui paese, purtroppo per noi, passa il gasdotto fondamentale per l’Europa!

Beh, come hanno potuto multare la slitta di Babbo Natale? Ma che razza di paese siamo diventati? Tanto vale anche imprigionarlo per violazione di domicilio! O per volo con renne senza brevetto di volo! O per mancanza di scontrini fiscali relativi ai doni che “dice di aver comprato” ma non sa spiegare dove…

Il papa se la prende ora con chi vuole cambiare sesso, non bastasse la sua invettiva a favore degli stati ammazzagays.

La casa di produzione tea Wittard of Chealsea che ha 122 anni e che produce uno dei miei tea preferiti, lo “Spiced Imperial”,  sta per essere venduta al miglior offerente e licenzierà 500 dipendenti. Accidenti, va a vedere che se se lo compra qualcuno che di tea non sa niente me lo snaturano? Devo ringraziare tutti gli amici residenti in United Kingdom che a ogni viaggio me ne han portato almeno due scatolotti a testa…così ho le scorte per mesi, che potrei darmi allo spaccio, se la ditta la fan fallire! :)

Anche il vetro di Murano agli inglesi pare più fragile: rilevano crisi nel settore….la gente, clientela di lusso, non è che abbia disdetto gli ordini ma li ha posposti!

Intanto, però, gli scienziati hanno fatto una scoperta fondamentale: ogni starnuto è un pensiero erotico! Cribbio, non faccio che starnutire da qualche mese a questa parte… non sapevo di avere un picco della libido! ma poi nella ricerca specificano “in certain people sneezing can be triggered by sexual fantasies“… beh, che ricerca scientifica! Magari ad altre persone grattarsi dietro le orecchie è segno di pensieri erotici, oppure strizzare gli occhi o toccarsi il pacco!

Comunque, c’è una buona notizia del giorno: l’olio d’oliva protegge dal cancro al seno!

L’Istituto catalano di oncologia ha scoperto  chenell’olio d’oliva piu’ puro sono presenti due tipi di polifenoli fitochimici dotati di azione antiossidante, protettivi contro queste forme di tumore. Si tratta dei ‘lignani’ e dei ’secoiridoidi’ che agiscono in modo simile ad un farmaco – l’Herceptin – capace di inibire l’attivita’ della proteina Her2, importante fattore oncogenico che stimola la crescita delle forme piu’ aggressive di tumore al seno. Lignani e secoirididi sono presenti pero’ solo nell’olio migliore, quello ottenuto con la cosiddetta ’spremitura a freddo’, che, effettuata senza generare calore, preserva questi polifenoli.

Quindi, questo cenone natalizio non va dimenticata una bruschettina bella ricoperta di olio… e un altro regalo consigliato sarà una bella latta da 10 litri del prezioso nettare dorato spremuto a freddo su frantoi di pietra e spinti da un asinello… tanto, se ne mangiamo di più, ricordiamoci sorridendo che anche il grasso che accumuliamo ci difenderà dal gelo che ci prospetta la grande madre (snaturata) Russia!


Bello…

Dicembre 21, 2008

Mi sento un po’ a terra, anche se le cose vanno bene, chi si lamenta? … come un presentimento. Ma trovo allegro vedere questo video…


Some people is angry…

Dicembre 17, 2008

Recentemente  la mattina entro le 8 ascolto una radio che parla inglese, tanto per ascoltare il suono della lingua albionica e vedere che livello di comprensione ne ho.

Siamo in Italia, non è che le radio in inglese abbondino…  ascolto quindi questa: AFN Vicenza – Serving America’  best che è The Official WebSite of the American Forces Network Europe, la radio della base NATO di Vicenza.  Mandano musica solo in inglese, la mattina, e il notiziario e qualche frase patriottica en passant. Stamattina al notiziario ha detto qualcosa come “US consider that there’s someone angry in Iraq…”  ?????!!!? Qualcuno incazzato? Se ne son accorti pure loro?!

Infatti poi cercando di cosa parlassero online la portavoce della casa bianca Dana Perino ha detto:  dana_perino_comments_on_4000th_us_death_in_iraq“I know that there are people in Iraq who are angry, angry at their situation. It’s been a very rough five years, …” .

Cioè  “So che ci sono persone in Iraq che sono arrabbiate, arrabbiate per la loro situazione. Sono stati 5 anni davvero duri. Ma quello di cui stiamo parlando, tuttavia, è quanto progresso l’Iraq ha avuto grazie alle nostre truppe e al lavoro meraviglioso delle forze di sicurezza irakene e del loro esercito”.

giornata_disangue_iraqIl sito Iraq Body Count  commenta così i recenti fatti delle scarpe volanti: “Bush ne ha riso. Una reazione normale quando ti viene detto che sei responsabile della morte di migliaia di persone. La reazione di un uomo con dei principi. E una coscienza.

Succedeva domenica. Martedì scorso un attacco di grandi proporzioni è avvenuto a Kirkuk, dove sono morti più di 50 civili, la nona bomba di tale portata dell’anno. 

Soprattutto, è stata una delle migliori settimane per l’Iraq.  95 civili sono stati uccisi o trovati morti, fra cui 8 bambini. Così ci sono un po’ più orfani, un po’ più vedove lasciate sole a sostenere le famiglie, un altro po’ di vittime aggiunte alla lista dei “costi della guerra”.

Una cosa di cui ridere, per Bush, forse, ma non per gli iracheni, o per ogni persona perbene. Solo uomini come lui, e come Tony Blair, incapaci di vergogna e di rimorso per le morti che hanno causato.  E sono proprio gli uomini come loro ad essere capaci di tali atrocità. Uomini senza onore. Senza senso di umanità. Senza misericordia.

Blair ha fatto la sua uscita l’anno scorso e Bush sta per fare la sua. Qual’è l’addio appropriato per uomini come questi? Cosa può far capire loro cosa hanno fatto? Cosa per far sì che gliene importi qualcosa?

 La risposta probabilmente è “niente” Perchè solo uomini come loro – sordi e ciechi alla sofferenza degli altri – possono aver commesso qualcosa di simile”.


Tentato omicidio con le scarpe irakene

Dicembre 16, 2008

Il significato nella cultura musulmana del lancio delle scarpe e dell’offesa “cane” sono parecchio pesanti.

Io non ho idea di che tipo di scarpe vadano per la maggiore in Iraq al momento, ma quelle agli onori della cronaca ieri non mi parevano anfibi ferrati da militare…  per quel che se ne vede nell’immagine sfumata mentre sono in volo…

Ora l’agenzia giornalistica AGI riporta che “Zaidi rischia un minimo di due anni di carcere per oltraggio a un capo di Stato straniero in visita; ma la condanna potrebbe arrivare fino a quindici anni se fosse riconosciuto colpevole addirittura di tentato omicidio. Forse al giornalista saranno comunque riconosciute le attenuanti generiche, visto che non ha colpito l’obiettivo: una delle scarpe e’ finita di gran lunga fuori bersaglio; l’altra ha soltanto sfiorato la testa di Bush, che si e’ chinato appena in tempo. Pero’, finendo alle sue spalle, e’ andata a colpire la bandiera degli Stati Uniti e anche quella dell’Iraq. A pensarci bene, Zaidi rischia piuttosto qualche aggravante. Tanto piu’ che le sue ‘armi improprie’ non erano esattamente di piccolo calibro (44)”.

Beh, va bene tutto, ma se per aver colpito con una scarpa una bandiera uno paga tanto, che dire di quelli che la bruciano a ogni manifestazione? E  di quelli che ammazzano esseri viventi? Tanto più che Amnesty International è in allerta perchè una voce di corridoio dice che l’amministrazione Bush non voglia andare a casa senza aver dato il perdono a Runsfeld e altri alti ufficiali relativamente alle torture di Abu Ghraib.

Migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere la liberazione del giornalista Muntazer al-Zaidi, ci racconta l’ANSA (o ansia? :) ).

La tv per cui l’uomo lavorava, Al-Baghdadia, sostiene che al-Zaidi stava esercitando soltanto il diritto alla libertà d’espressione, mentre per gli alti funzionari iracheni si tratta di incidente vergognoso.

Osservatorio Iraq ci dice che il reporter “è stato sottoposto a perizia psichiatrica ma non ancora formalmente incriminato. Ma ha già raccolto un’ondata di consenso. Oggi i manifestanti, che hanno affollato Sadr City, roccaforte del leader religioso anti-Usa Muqtada al-Sadr, hanno lanciato le proprie scarpe contro i veicoli militari americani. Anche a Najaf, città sciita, la folla ha espresso tutto il suo dissenso contro l’America di Bush, gridando e protestando”. I soldati investiti dalle scarpe non avrebbero reagito perchè le consideravano  innocue. Invece Bush poteva restarne ucciso! Che fine assurda, sarebbe stata la sua…

Per difendere il reporter si sono offerti più di 200 avvocati iracheni e di altri Paesi. Un esercito di legali pronti a difenderlo, a titolo gratuito, dice Khalil al-Dulaimi, ex avvocato del defunto presidente iracheno Saddam Hussein. “La nostra linea difensiva – dice l’avvocato – si baserà sul principio che gli Stati Uniti occupano l’Iraq e che quindi ogni forma di resistenza è legittima, compreso il lancio delle scarpe“.

Il gesto del giornalista trova anche il plauso del Consiglio degli Ulema. “Un momento storico – lo definiscono – che ha mostrato agli Stati Uniti ed a tutto il mondo quello che gli iracheni pensano dell’occupazione”.

E’ interessante anche l’autocritica di alcuni americani nei commenti di questo blog di Jack Cafferty nel sito CNN.


Shame on you, Bush!

Dicembre 15, 2008

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E’ la foto del giorno. Insieme alle altre che mostrano lo stupore sui volti delle guardie del corpo e la faccia da ebete di Bush, dopo il terrore della catastrofe.

Un giornalista irakeno, alla conferenza stampa dove Bush è venuto ad annunciare a Baghdad che “la guerra non è finita”, gli ha tirato addosso entrambe le sue scarpe. Il tipo ha perso la pazienza. O la sanità mentale, visto quel che può rischiare.

Ma avremmo voluto esserci anche tutti noi a tirare dietro le nostre scarpe a Bush… e il “folle” diventa il rappresentante del sentire popolare. Che dice “basta con tutte le vostre stronzate e bugie, col fare pagare le vostre guerre al terrore (?) agli innocenti… non se ne può più, non ve ne siete accorti?”

Il reporter,  Muntader al-Zaidi, 28 anni, corrispondente di Al Baghdadia, una televisione irakena indipendente con sede al Cairo, pare abbia detto “This is from the widows, the orphans and those who were killed in Iraq”.

Il blog del New York Times riferisce che poi gli agenti della sicurezza del primo ministro irakeno Al Maliki sono saltati addosso all’uomo, hanno lottato con lui (wrestling) e lo hanno spinto fuori dalla stanza. Lo hanno preso a calci e a botte finchè “si è messo a piangere come una femmina”, avrebbe riferito Mohammed Taher, un reporter di Afaq, una televisione del Dawa Party, di Mr. Maliki.

Bush ha fatto lo spiritoso e poi ha detto che il gesto è un segno che esiste la democrazia e ognuno in Iraq può esprimersi (è democrazia anche poi essere picchiato a sangue?).