A Lucca, Brescia, forse a Forlì NO kebab in town

Gennaio 30, 2009

kebabUn anno fa (31 gennaio 2008, La Repubblica) la città di Lucca aveva impedito l’insediamento nel centro storico di “tutte le attività di preparazione gastronomica e vendita similari incompatibili con le esigenze di valorizzazione del patrimonio storico e ambientale e con le esigenze di qualificazione del centro storico”. Nel 2000 il sindaco Pietro Fazzi scrisse la prima lista nera di attività bandite dalle Mura: pizzerie al taglio, fast food, negozi di articoli da mare, da nautica, roulottes, sexy shop, centri commerciali di medie o grandi dimensioni. Ma anche discount.

Ora si torna alla carica: il sindaco Mauro Favilla ha emesso un’altra ordinanza che penalizza i locali etnici e che prevede tra l’altro anche l’obbligo dell’inserimento di un piatto locale nei menu di tutti i ristoranti. Per l’amministrazione lucchese il regolamento non si deve considerare razzista: vuole solo dissuadere il consumo di cibo per strada, evitando che poi i cittadini abbandonino gli involucri per terra nel centro storico. Il provvedimento pero non contempla tutti quei casi in cui il cittadino invece de:l kebab si fara’ confezionare un panino in un alimentari e poi decidera’ di mangiarlo per strada, anche se Favilla promette controlli severi da parte dei vigili.

Anche la regione Liguria ha proposto di modificare la legge urbanistica regionale per impedire ai ristoranti etnici di insediarsi nei borghi storici… che stanno svuotandosi di abitanti e negozi grazie alla speculazione edilizia.

E di oggi è anche la notizia che a Forlì Alleanza Nazionale vorrebbe copiare il Pdl che governa a Lucca e proporre un’ordinanza simile.

Ma questi locali sono molto amati: a Lucca stessa sono molto affollati all’ora di pranzo,  sia di studenti che di impiegati, perchè sono economici – cosa che in questo periodo di crisi è benvenuta – e sono un pasto vario e completo: un doner kebab contiene pane, carne e verdure all’aroma speziato mediorientale.

Contro luna proposta simile della Lega Nord a Brescia si sono formati anche gruppi su Facebook: premettendo che ce ne sono più di uno di gruppi di Amici del Kebab, questo nasce “a sostegno del kebab e, più in generale, contro le generalizzazioni razziste di cui siamo vittime da dieci anni a questa parte”.

Online si può rispondere anche a un sondaggio sul gradimento dei kebab in centro storico, La maggioranza dei convenuti dice di essere favorevole al divieto (per due punti), ma si sa… dipende da chi ha notato il sondaggio.


The raging grannies

Gennaio 30, 2009

Ho scritto un articolo sul film “The raging grannies – anti occupation club” che mi è piaciuto parecchio, visto nel giorno della memoria (27 gennaio). E’ qui.


Libertà… che giorno strano

Gennaio 25, 2009

Non mi va più granchè di scrivere. Di me, solo confusione, ruotine, tran tran. Del mondo… la solita banalità.

Vabbè, si è insediato Obama e questo è stato emozionante. Si è pronunciato pro-aborto/pianificazione familiare e la chiesa si è infuriata. Pazienza. Ha fatto grandi promesse e grandi sorrisi e spero che entrambi fossero sinceri… Non come quelli da coccodrillo del nostro premier che ai sardi protestatari propone mini-dialoghi per poi parlare solo lui? Non lo sa che si chiamano monologhi?

Ieri una scena surreale… pare che non sia successo comunque niente di illegale… A Lampedusa gli immigrati sono stati accolti in paese dagli applausi della gente. In piazza hanno chiesto di poter lasciare il centro ed essere trasferiti nel cpt di Brindisi e di poter raggiungere le loro famiglie, molte delle quali sono in Francia, Germania e nel nord Italia. Sul un palco che era già allestito in piazza a dare il benvenuto agli extracomunitari c’era l’ex sindaco Totò Martello, leader del comitato che si oppone alla realizzazione di un Centro di identificazione ed espulsione nell’Isola. Il premier Berlusconi, in giro elettorale in Sardegna, ha poi assicurato che «la situazione è sotto controllo» e tranquillizzato i cittadini. «Saranno compensati – ha detto – per i sacrifici che stanno affrontando». «A Lampedusa è tutto a posto. Sono liberi di muoversi quelli che arrivano sull’isola, non è un campo di concentramento», racconta Silvio Berlusconi alLa Stampa.

Ah, vabbè, allora non è vero che essere clandestini sia un reato penale e che debbano stare nei cpt?.. non ci sto capendo molto. Mi sa che l’informazione sta un po’ diventando un delirio ma avvisatemi se invece sono io quella che non si è premurata di informarsi. Magari è così. E mi sento troppo stanca per farlo stasera.


Chi ha vinto?

Gennaio 19, 2009

PALESTINIAN-ISRAEL/“Chi ha vinto? Chi ha vinto?” faceva un personaggio degli Album di Marco Paolini. Al che gli veniva risposto “Noi, noi. Ma intanto tu gioca!”

Oggi è il giorno che hanno tutti vinto prima di finire la partita? Oggi Hamas e Israele dicono proprio la stessa cosa “Abbiamo vinto!” Vinto????? Il bilancio dei morti nella Striscia nelle tre settimane della guerra ha così raggiunto le 1.310 persone, oltre la metà dei quali civili, donne e bambini, con altre 5.500 persone ferite.

A parte il mio stupore… ieri a pranzo ero a Venezia in Trattoria di S. Trovaso, prima della visita alla mostra temporanea di Carlo Cardazzo nel museo di Peggy Guggenheim. Mi son distratta un attimo, in questo weekend, ho smesso di veder tg ed ecco han firmato il cessate il fuoco a partire da sabato a mezzanotte GMT time.

Ieri Hamas ha proclamato a sua volta una tregua di una settimana, per dar tempo allo Stato ebraico di ritirare le sue truppe e aprire tutti i valichi della Striscia. La non apertura dei valichi sarebbe una delle cose che stanno preoccupando i gazawi… Prima ancora per far filtrare i materiali per la ricostruzione servono alimenti, e far fuoriuscire i feriti gravi. Gli ospedali sono al collasso, lungo tutta la Striscia hanno una capienza massima di circa 1500 posti letto, i feriti al momento in cui scrivo sono 5320” racconta Vik che si è rivelato uno dei testimoni diretti su quanto accaduto… e sta accadendo… perchè pare che alla dichiarazione di cessate il fuoco mica sia seguita davvero la pace.. che ingenui, eh? “Questa mattina (ieri) ancora una volta centrata dai tanks israeliani una scuola dell’ONU, a Beit Lahiya, nord della Striscia di Gaza. 14 feriti e due fratellini di 5 e 7 anni ammazzati, Bilal e Mohammed  Al-Ashqar“.

Sembra che oggi siano tornati i vigili di Hamas a dirigere il traffico. Buon segno. Non perchè sono di Hamas, certo, ma perchè sono un segnale che si è posto un freno al caos mortale.

Pare che si voglia completare il ritiro prima dell’insediamento di Obama, pur minacciando altri raid… beh, mica perchè le parti abbiano valori morali, solo per puro opportunismo… no, ingenui fino a qui non potremmo essere. Solo che fa comunque incazzare un po’. E temere che questo ritiro sia solo una finta… vatti a fidare di certa gente!


Domenica di normali stragi

Gennaio 11, 2009
a protesta dei bambini di Ni'lin contro i massacri di civili a Gaza

La protesta dei bambini di Ni'lin contro i massacri di civili a Gaza

Le notizie su Gaza non sono più in primo piano sui quotidiani nazionali come il Corsera e La Repubblica, mentre i tank israeliani entrano a Gaza city. Forse il peggio deve ancora venire… gli israeliani dicono che hanno “quasi finito” e nessuno interviene a fermarli…

Il Corsera stesso riferisce che “Secondo fonti mediche locali il numero dei morti è salito a 869, in maggioranza civili. Almeno 270 erano bambini, 98 le donne, dodici gli operatori sanitari. I feriti ammontano a 3.490, molto al di sopra delle capacità ricettive delle strutture ospedaliere dell’enclave. In campo israeliano risultano finora tredici vittime, di cui dieci militari; le altre (cioè 3) abitavano nelle zone sud del Paese, e sono state colpite dai razzi di Hamas”.

Giovanni de Mauro sull’editoriale di Internazionale riferisce di una mail dello scrittore John Berger che afferma che “questa guerra ha reso chiaro a tutti il calcolo che in modo nascosto è sempre stato presente: la morte di un israeliano giustifica l’uccisione di centinaia di palestinesi… E’ un’affermazione profondamente razzista… Possiamo invece, respingerlo e ad alta voce. Facciamolo.”

Obama ha detto che questa crisi da risolvere è una delle sue priorità. Va bene, ma ancora mancano 10 giorni a Obama. ma intanto nessuno parla più di quel che sta accadendo… ovvero, ci prova Vik, che oggi racconta di come un portavoce dei servizi segreti israeliani riferisse che le ambulanze sono state colpite appositamente.


Oggi

Gennaio 7, 2009

ansa_14740000_08340 Su Gaza non ho più niente da dire. Ossia.. è atroce. E lo diventa ogni giorno di più… ora la cifra dei morti tocca i 700. E ancora c’è qualcuno che osa dire che sia “autodifesa”?

Robert Fisk definisce quello che è successo un’indecenza.

Gli israeliani sono incazzati col Vaticano per quel che han detto certi preti e cardinali… che Gaza è un campo di concentramento. Ma quel che si vede, si deve dire…  altro che accuse di antisemitismo.


Depressione di inizio anno?

Gennaio 5, 2009

Sto girando per blog… ero presa da questo di Eva  dove lei racconta che l’International Solidarity Movement ha deciso di impegnare internazionali come lei sulle ambulanze sperando che questo dissuada Israele dal colpirle ancora, e quindi racconta di una sfilza di feriti raccolti per le vie di Jabalija. Poi di una pausa caffè dove avviene questo:

Hassan asks me about my book, “Nature Cure”; I explain it is about an ecologist’s route out of depression.

“People get depressed in the West?” he asks in surprise. Understanding how implausible that must sound right now, I say that many people get caught up in a life that mainly holds work and buying stuff, and without some sort of meaning – religion, or the dream of your land being free, or something like that, people can get very lost.

“Actually Israel is trying to force us into a meaningless life like this,” he says. “Like, sometimes I feel that all that really matters to me right now is a kilo of gas. I built a stove for my family and I feel like I did something amazing.”

Siamo in molti un po’ demoralizzati, quassù. Dalla fine dell’anno qualcuno non è ancora uscito dal letargo, come anch’io fino a ieri mattina. D’altronde, sentire le news è demoralizzante, se non sei uno di quelli che liquidano la questione con un “se la sono voluta”. Eppure, cribbio, avere una tranquillità, una giornata con sole e neve senza tragedie, un lavoro, cibo nel frigo, riscaldamento… a volte sembrano ovvietà, ma non lo sono per chiunque ovunque…


Che tempo che fa

Gennaio 3, 2009

Obama tace sui bombardamenti. Mentre i giornalisti gli avranno pure messo le cimici sotto il cuscino, a lui e alla Hillary, per capire se saranno filopalestinesi o filoisraeliani.

Spero invece stiano pensando a come organizzare un buon tavolo di trattativa per la pace… ma meglio diffidare come San Tommaso che non crede finchè non vede.

In Israele oggi ci saranno manifestazioni pacifiste contro i bombardamenti. Evviva! A Haifa, Sakhnin, e Tel Aviv. Migliaia di ebrei e arabi sono attesi a Piazza Rabin, nel tardo pomeriggio di oggi, per protestare contro l’offensiva militare di Tsahal. Alla manifestazione dovrebbero partecipare numerosi parlamentari e funzionari pubblici. A guidare il corteo ci sarà Marcel Abarjil, pacifista di Ashdod che intende smentire la tesi secondo la quale tutti gli abitanti del sud di Israele sarebbero favorevoli alle incursioni militari contro Hamas nella Striscia.

Dato che son qui a quest’ora, non ho partecipato alla manifestazione di Vicenza.

Son stata il 30 dicembre alla fiaccolata a Padova organizzata dalla Comunità Palestinese del Veneto, dove ho visto la presenza di varie associazioni, la CGIL, i comunisti, l’Italia dei Valori. Gli organizzatori avevano voluto una veglia con candele, quindi avrebbe dovuto essere silenziosa e riflessiva, credo io. Ma in fondo al corteo i soliti urlavano slogan contro Israele. E la cosa poteva anche starci. Indignazione oltre che tristezza per quel che sta accadendo. Ma una delle cose che mi hanno infastidito è stato quando alla fine gli organizzatori hanno chiesto di fare cerchio e stavano facendo un discorso… mentre una ragazza italiana  col megafono fuori dal cerchio sbraitava accuse contro Israele. Ci sono i soliti che vogliono sempre prevaricare e togliere la parola ai palestinesi e fare la loro lotta all’imperialismo, lotta che non ottiene proprio niente, se non un momentaneo sfogo delle loro frustrazioni. Non dico che a Vicenza accada lo stesso. Spero proprio di no. Ma non me la sentivo di farmi il viaggio. Gli amici di Un Ponte Per… che potevano condividere l’idea, stanno facendo volontariato a Treviso, e anch’io domani, per raccogliere fondi che probabilmente saranno dati all’associazione Rete Radiè Resch che ha alcuni progetti in Palestina.

Importante penso sia anche diffondere possibilmente la verità dei fatti, perchè oltre alle bombe anche le menzogne feriscono, perchè trattano da pazzi che dice verità scomode. Sul sito di Un Ponte Per… consiglio di dare un’occhiata all’articolo “Quello che su Gaza nessuno dice…“: Sentiamo dire che Hamas ha rotto la tregua, e ha chiamato la rappresaglia, ma non si è detto e non si dice che Israele, durante la tregua, ha lanciato contro Gaza una serie di attacchi che solo a novembre hanno ucciso sei palestinesi e hanno portato quindi alla ripresa delle ostilità da entrambi i lati. Le organizzazioni israeliane per la pace dichiarano: Siamo responsabili della disperazione di un popolo sotto assedio. Hamas da settimane aveva dichiarato che sarebbe stato possibile ripristinare la tregua a condizione che Israele riaprisse le frontiere e permettesse agli aiuti umanitari di entrare. Il governo d’Israele ha scelto consapevolmente di ignorare le dichiarazioni di Hamas e ha cinicamente scelto, per fini elettorali, la strada della guerra”.


Voci fuori dal coro

Gennaio 2, 2009

I pacifisti israeliani hanno denunciato l’attacco a un camion di bombole d’ossigeno a Gaza: non erano missili, basta con le frottole! Era ossigeno per gli ospedali!

//guerrillaradio.iobloggo.com/

dal sito http://guerrillaradio.iobloggo.com/

Poi c’è l’appello delle Donne in Nero che ritengono che il giornalista della Rai da Sderot sia per niente obiettivo: Israele ha rifiutato la tregua di 48 ore proposta dall’ONU, ma i nostri TG continuano a dire che ci sono spiragli per la diplomazia. Si continua a mentire e l’ONU appare sempre più impotente e inutile. Gli inviati dei TG nazionali, spesso parlano da Sderot in Israele, sottolineando i 4 morti israeliani causati dai missili artigianali di Hamas, contrapponendoli ai massacri delle Striscia quasi fossero un equazione possibile. Nessuno spazio infine, è stato dedicato dai TG alle manifestazioni e ai presidi che ci sono stati nei giorni scorsi in Italia e non solo a sostegno della popolazione di Gaza, dove centinaia di cittadini e associazioni, hanno chiesto a gran voce che si interrompano i bombardamenti.

E un articolo dell’Alternative Information Center di Gerusalemme.

Condannare le «due parti»: peggio degli assassini!

Barak, Olmert, Livni e Ashkenazi un giorno dovranno rispondere di crimini di guerra davanti a una corte di giustizia, come altri criminali. Di conseguenza, è nostro dovere informare sui loro atti e dichiarazioni per essere sicuri che paghino per i massacri che hanno ordinato e commesso.

Ma un’altra categoria di criminali potrebbe sfuggire ai tribunali. Questi non si sporcano le mani del sangue dei civili, ma forniscono le giustificazioni intellettuali e pseudo morali agli assassini. Formano l’unità di propaganda del governo e dell’esercito di assassini.

Gli scrittori israeliani Amos Oz e A. B. Yehoshua sono gli esempi tipici di simili miserabili intellettuali, e non è la prima volta! Ad ogni guerra si offrono volontari nello sforzo militare israeliano, senza neanche l’arruolamento ufficiale. Il loro primo compito è quello di fornire delle giustificazioni all’offensiva israeliana, poi, in un secondo tempo, piangono la verginità perduta e accusano il campo avverso di averci costretto ad essere brutali.

La giustificazione fornita da Oz sul Corriere della Sera e da Yehoshua su La Stampa è chiaramente di dover reagire ai missili su Sderot, come su tutto fosse iniziato con questi missili: «Ho dovuto spiegare agli italiani – scrive Yehoshua su Haaretz del 30 dicembre 2008 – perché l’azione israeliana era necessaria…»

Yehoshua e Oz hanno dimenticato i 19 mesi di brutale assedio israeliano imposto a un milione e mezzo di esseri umani, privandoli delle forniture più elementari. Hanno dimenticato il boicottaggio israeliano e internazionale verso il governo palestinese democraticamente eletto. Hanno dimenticato l’isolamento forzata tra Gaza e la Cisgiordania, separazione imposta per isolare e punire la popolazione di Gaza per la sua scelta democratica scorretta.

Dopo aver scelto di riscrivere la cronologia degli eventi, Oz e Yehoshua usano l’argomento della simmetria: la violenza è usata dalle due parti e vi sono vittime innocenti a Gaza come in Israele. In effetti, ogni civile ucciso è una vittima innocente. Allo stesso tempo, la cronologia e i numeri non sono fuori luogo: 3 civili israeliani sono stati uccisi nel sud di Israele, ma solo dopo che l’aviazione israeliana aveva messo in atto il massacro pianificato nel centro della città di Gaza, ammazzandone oltre 300.

Questa posizione degli intellettuali più noti di Israele serve da giustificazione morale al sostegno che il partito della sinistra sionista Meretz offre all’aggressione criminale del ministro della difesa Barak. A tempo debito anche Meretz esprimerà la sua opposizione alle uccisioni, ossia quando la comunità internazionale esprimerà la propria preoccupazione per le colpe di Israele. Per il momento questa comunità internazionale resta silenziosa e sembra anche felice del contributo israeliano alla propria santa crociata contro la minaccia islamica globale.

Per dimostrare preoccupazione, l’Europa invia un’assistenza sanitaria (simbolica) alla popolazione di Gaza. Sentendo il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner sostenere l’azione israeliana, mentre annuncia la decisione di inviare generi umanitari a Gaza, non ho potuto fare a meno di ricordare le informazioni sulle delegazioni della Croce Rossa Internazionale che avevano visitato i campi di sterminio nazisti con cioccolata e biscotti. So che non è la stessa cosa, ma nessuno può determinare le associazioni mentali.

Bernard Kouchner ha comunque una circostanza attenuante: i regimi arabi, in particolare quello di Hosni Mubarak, sostengono l’aggressione israeliana. E anch’essi manderanno cioccolato e biscotti ai bambini di Gaza, salvo, ovviamente, a quelli che giacciono morti all’ospedale di Shifa.

Michel Warschawski

Alternative Information Center – Beit Sahour/Gerusalemme

31 dicembre 2008



Felice anno nuovo!

Gennaio 1, 2009

Auguri di un più felice 2009!

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Ieri sera abbiamo festeggiato al Sahara: il cibo era buono ma non avevo mai mangiato pesce e carne nello stesso piatto con couscous a lato… un po’ caotico da gestire, ma non era mica male! Zuppa piccante di lenticchie (che portan soldi), assaggi vari in un piattino di antipasti e questo piatto forte… seguito da dolcetti maghrebini – mediorientali e spumante!

Se ha nevicato in molte parti, come qui a Padova, c’è chi dice sia di buon auspicio, lo ripetiamo come un mantra che significherà certo buon auspicio e ricominciare da capo, migliori…

La prima buona notizia che appare – in mezzo a una caterva di notizie disastrose – è che noi, italiani, abbiamo scoperto il segreto per combattere la leucemia… ma che bravi!

Ma poi……………..  dal mondo, la follia continua: la Tzipi Livni è andata a Parigi a dire a Sarkozy che la tregua non serve perchè a Gaza non c’è crisi umanitaria. E i razzi qassam stanno attaccando “il mondo libero”… ma quante fregnacce credono di poterci far bere?

Gaza ripresa da Mohammad Rujailah dell'ISM

Gaza ripresa da Mohammad Rujailah dell'ISM

La nuova presidenza ceca, comunque, ha deciso di organizzare una gita a Gaza: il premier ceco e da oggi presidente di turno dell’Ue, Mirek Topolanek, ha annunciato una missione in Medio Oriente per disinnescare il conflitto nella Striscia di Gaza. Vi parteciperanno il ministro degli Esteri ceco, Karel Schwarzenberg, e quelli di Francia e Svezia, Bernard Kouchner e Carl Bildt, oltre all’Alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Javier Solana, e al commissario per le Relazioni esterne dell’Ue, Benita Ferrero-Waldner.

Buona nuova è che Hamas accetta la tregua proposta dalla UE. Beh, stupidamente non avevo pensato dovesse accettarla, ma solo sperare che l’accettasse l’altro. Invece è giusto che dichiarino che la smetteranno coi razzi qassam MA A CONDIZIONE che …una serie di condizioni che è ben difficile che Israele accetti.

Il patriarca di Gerusalemme vuole la visita del papa… :) figurati se va! Se ci va, regalo 10 euro alle opere francescane…

Iniziamo bene firmando for Ceasefire? qui