Belly dance triste

Luglio 16, 2009

Non ho disciplina. Avete presente l’insegnante di Saranno famosi?  Beh, io non ho 15 anni – per le superiori abbiamo sgobbato in modo irripetibile quasi tutti, con uno stress costante ben diverso da quello universitario e sveglie alle 6.45 di mattina per me provinciale – e ora “Voi fate sogni ambiziosi, successo, fama, ma queste cose costano, ed è esattamente qui che si incomincia a pagare, col sudore!” non è lo slogan che mi cattura quando vado a un corso serale di danza del ventre.

Non è stato così, non esageriamo, non ha detto niente del genere… ma vedi, io da piccola non ho mai desiderato fare danza classica, come le amichette facevano. Figurarsi se mi voglio mettere il gesso nelle scarpe per camminare sulle punte… a che pro tanto dolore? E la maestra che ti spinge crudelmente per farti fare la spaccata? Da denuncia… E quei ridicoli tutù, e le crocchie… tristi.

Praticamente a Manchester devo aver fatto belly dance con una zingara, non faceva alcuna osservazione tecnica su come muovessimo il bacino e dopo un mese voleva mandarci al saggio.

Anche quella che ho visto poco tempo fa in una prova gratuita era simpatica, si sentiva in colpa perchè era pignola con le allieve in vista del saggio della settimana seguente, ma era proprio spiritosa… avrei voluto farlo con lei, un corso…

Invece, ecco, la migliore. Balla benissimo, eh, e probabilmente sa anche insegnare, le allieve diventeranno più perfette delle altre. Fa battute con una su come un certo esercizio la faccia dimagrire. E la parodia del suo modo di ballare. Attenta poi a scusarsene. Ma mi irrita. Anche se deve aver capito che son reticente e quindi mi tratta con gentilezza, ogni tanto mi dice pure che vado bene.

Ma… capisco che ho bisogno di imparare poco a poco a moderare i movimenti, qui con poco ancheggiare pari più sensuale, ma uffi… non mi diverto. Alla fine fa una tiritera sul fatto che veniamo a far questo senza neanche aver ascoltato musica araba, che forse nemmeno ci piace, come fossimo qui perchè è di moda… Ma che ne sai? Zitta… Non ha capito mica. Oppure, su alcune ha ragione… sì. siamo scoordinate, le dicono con sudditanza.

No… io taglio la corda. Che corda c’era? Posso non tornare più. Non ho pagato in anticipo, avrebbe voluto lei…

Sarà la settima volta che ci provo, con la danza del ventre, forse perchè ne ho un’idea sbagliata o serve davvero a farmi sentire fiera di essere femmina? A far sentire meglio?


L’incoronazione di Ruffina

Luglio 13, 2009

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Racconto tragicomico dell’elezione della presidente del nuovo consiglio comunale padovano avvenuta il 13 luglio 2009 alle 19.00 nell’auditorium del centro culturale Altinate.

Siamo state invitate a corte dalla principessa Ruffina per la sua incoronazione.

La gente riempiva il palazzo e gli alabardieri respingevano le folle verso il mercato, dove era stato posto un grande specchio che rifletteva quanto accadeva nella sala reale…

Solo in secondo tempo siamo riuscite a prendere posto in piedi nella sala del consiglio. E qui abbiamo assistito – fra le spalle dei pittori convocati a riprendere l’evento, che si intrufolavano fra gli spalti del consiglio come scarafaggi con balzi da grillo – alla proposta del re di nominare Ruffina per la sua grande saggezza e per la sua diplomazia verso i viandanti giunti con buone intenzioni al ponte levatoio del castello. E abbiamo ascoltato la strega Mazzetta sostenere che la principessa non era quel che pareva a coloro che aveva affattucchiato poichè nei bassifondi del regno si era macchiata del reato di “aggressione col fischietto”  durante le tradizionali grigliate popolari atte a disturbare le attività commerciali dei marrani disseminatori di morte.

La principessa è scoppiata in lacrime nel rendersi conto che non veniva acclamata a gran voce e portata in trionfo come stava sognando da mesi e che se in futuro i suoi ciambellani l’avessero lanciata in aria  per acclamarla doveva considerare l’eventualità che qualcuno dei ciambellani evitasse di riprenderla al momento della discesa.

Quei ciambellani che la odiavano prima l’hanno comparata alle doti eccelse della regina madre Milviabosella, che non le ha lesinato, nonostante una nota percepibile di dispiacere nella voce,  il suo pubblico sostegno. Era stato un disdicevole colpo basso, quello dei ciambelloni mal riusciti, perchè avevano colto che lei si era affezionata allo scettro e  che borbottava spesso che in quel regno non si rispettava più la saggezza dell’esperienza, ma si dava spazio come nel resto del regno a scialbe fatine…

Poi, quei malnati e malcresciuti, hanno osato proporre all’ultimo minuto il suo laido fratello principe Avruscio, così detto per le sue avruscie abominevoli azioni nell’ultima crociata.

Poichè il regno vuol adottare parvenza di democrazia occidentale, sono iniziate le votazioni palesi. Nella prima, Ruffina, beandosi dell’eco del suo nome risuonante nella sala dalle bocche dei sostenitori, scuotendo i suoi fluenti capelli principeschi con altezzosa ironia, ha avuto la disinvoltura di autovotarsi. I ciambellani ostili si sono astenuti, perlopiù, ribadendo con accento da bassifondi, fra cori di buoi (bùùùù) e fischi del popolo, che non avrebbero accettato alcuna lezione poichè la classe quinta elementare l’avevano conclusa con successo, cosa che si poteva discernere dal loro accento metropolitano come quello di un ciuchino di Parigi.

Nella seconda votazione la Ruffina ha moderato la sua sfacciataggine da pulzella, dopo aver versato altre lacrime commosse sull’elogio dello re Flavietto III, nelle sue intenzioni di nomina flavio e fermo come uno stoccafisso, alle sue doti caritatevoli ed opere meritevoli nel debellare la ghettizzazione dei poveri del regno, e si è, in modo politicamente corretto, astenuta dal votarsi da sè.

Alle terza votazione, certa della sua maggioranza relativa, si è preparata a regalare un sorriso smagliante ai dipintori cortesi ed ha dato l’ultima spiegazzata al plico su cui aveva vergato 10 giorni fa il suo proclama reale… dove ringraziava buoni e cattivi, nella sua grande magnanimità, per averla o non averla votata e si riprometteva di riportare a un eccelso fulgore il regno patavino, con parole opere e omissioni, per i prossimi 5 anni…


Nedjma… chi è?

Luglio 13, 2009

La barchetta pericolosa

Luglio 9, 2009

Il ministero degli Esteri israeliano ha sempre minimizzato l’utilità delle missioni del Free Gaza Movement, che per 5 volte è riuscito a far approdare al porto di Gaza city le prorie imbarcazioni cariche di aiuti umanitari, attivisti, giornalisti, parlamentari e Premi Nobel per la pace. Facendo breccia in una occupazione, che via mare, dura sin dal 1967.   Se siamo così insignificanti non si capisce allora perché Israele impieghi il meglio della sua marina militare per assaltare una barchetta innocua per la sua sicurezza interna (per inciso, poco prima di venire assaltata, la Spirit of Humanity è stata circondata da ben 8, ripeto 8 navi da guerra israeliane).   Probabilmente perché ogni missione del FGM ricorda all’opinione pubblica mondiale che a Gaza vige un assedio. Che Israele si macchia di crimini contro l’umanità trasgredendo la Quarta Convenzione di Ginevra (come potenza occupante Israele ha la piena responsabilità del benessere e della sicurezza umana della popolazione di Gaza, e deve risponderne davanti alla Comunità Internazionale alla Comunità Internazionale). Che a Gaza per volontà israeliana ci si trovi dinnanzi ad un 88% della popolazione civile che vive prettamente di aiuti umanitari (dati UNICEF). Che la disocuppazione ormai ha sorpassato il 70% e il 96% delle industrie ha dovuto chiudere. Che Gaza secondo la  Croce Rossa Internazionale è ridotta come “l’epicentro di un terremoto“.   Lunedì ad  Ash-Sha’ath, a est di Gaza,
è crollata una casa, seppellendo sotto una famiglia intera. Migliaia sono gli edifici danneggiati dai bombardamenti di gennaio tutt’ora abitati e non è possibile ripararne le fondamenta perché Israele con la complicità egiziana vieta l’ingresso nella Striscia di materiali come cemento, acciaio, vetro. Alcuni di questi materiali erano a bordo della Spirit, e avrebbe permesso la riparazione di almeno una ventina di abitazioni. Oltre a giocattoli, destinati a qualcuno di  quei 708.400 bambini, su di un totale di 793.000 minorenni presenti nella Striscia, che necessitano di aiuti umanitari per sopravvivere.   Sebbene i maggiori media al solito si siano fatti omertosi circa i crimini israeliani, lo sdegno che all’impazzata ha iniziato a circolare in rete è arrivato sino in cielo. Sino alle Nazioni Uniti e presso quei governi non ancora piegati a sudditanze israelo-statunitensi.   Il ministro Irlandese
Micheál Martinha chiesto a gran voce il rilascio degli attivisti rapiti e la contemporanea restituzione degli aiuti umanitari da distribuire alla popolazione di Gaza. Richard Falk, relatore speciale dell’Onu sui diritti umani nei territori palestinesi occupati ha definito il sequestro della Spirit da parte della marina israeliana “illegale” e l’assedio di Gaza “un continuo crimine contro l’umanità“.   Il re del Bahrein ha messo a disposizione uno dei suoi jet privati per riportare a casa, come eroi, i due suoi connazionali attivisti attualmente incarcerati.   Il capitano e mio vecchio amico Derreck mi ha fatto sapere da dietro le sbarre che rifiuterà qualsiasi espulsione fino a quando l’esercito israeliano non restituirà la strumentazione che ha smontato e rubato dalla Spirit: radar e gps.

Se desiderate sostenerlo moralmente, potere provare direttamente a contattarlo al 00357 99262741

Restiamo Umani,

Vittorio Arrigoni blog dall’assedio di Gaza: http://guerrillaradio.iobloggo.com/


You are not alone

Luglio 7, 2009

Non sono una fan. Lo è e lo era fin da piccola in modo sfrenato la mia amica del cuore. Poi, in modo più disincantato, mio fratello. Quindi mi tocca in qualche modo.  ma l’altro giorno Madonna gli ha fatto un omaggio, a Michael Jackson, mostrando le foto di quando era un bel bambino nero. Ed è stato commovente…

Poi ho anche sentito questa canzone… che non direi la mia preferita, ma insomma, in qualche modo ora ha senso per me…

Another day has gone

I’m still all alone

How could this be

You’re not here with me

You never said goodbye

Someone tell me why

Did you have to go

And leave my world so cold

Everyday I sit and ask myself

How did love slip away

Something whispers in my ear and says

That you are not alone

For I am here with you

Though you’re far away

I am here to stay

You are not alone

I am here with you

Though we’re far apart

You’re always in my heart

You are not alone

All alone

Why, oh Just the other night

I thought I heard you cry

Asking me to come

And hold you in my arms

I can hear your prayers

Your burdens I will bear

But first I need your hand

So forever can begin

Everyday I sit and ask myself

How did love slip away

Then something whispers in my ear and says

That you are not alone

For I am here with you

Though you’re far away

I am here to stay

For you are not alone