Educazione e Kapriole…

Stamattina ero proprio sconvolta, nonostante fosse una bella giornata di sole… Non ce la facevo. Il cellulare che si scarica alle 9 di mattina quando hai pochissimo tempo per arrivare a un appuntamento, è una maledizione? Che ho fatto, perdio, che ho fatto per meritarmi questo??? E il caricabatterie non sta attaccato alla presa in modo utile a ricaricarlo……. imprecazioni, litigi, corse… e arrivo all’appuntamento in ritardo ma… arrivo per prima. Forse darsi una calmata è un buon consiglio.

Oggi non si lavora. E’ il giorno di un incontro della Scuola che non c’è a casa di amici. Si inizia con un abbraccio e una colazione con il pane e  le marmellate fatte in casa. Racconti del natale passato, domandarci come stiamo… che bello rivedersi dopo un po’. Simo è stato a Kapriole ed oggi siamo qui per sentirne il racconto, che già giorni fa che ci siamo rivisti per organizzare altro non vedeva l’ora di raccontarci di Kapriole. E’ una scuola democratica vicino Friburgo. Ma chiamarla scuola è errato. E’ un luogo di vita. E’ un luogo per crescere. Lì i bambini fanno le regole da soli e poi le rispettano (o no). Possono decidere cosa fare e dove andare.

E’ bello ascoltare Simone raccontare del suo primo giorno lì da ospite, che nemmeno parlava tedesco. La famiglia italotedesca che lo ha ospitato ha due bambini: la mamma ha chiesto alla più grande di accompagnarlo dagli educatori, presentarlo… invece lei appena a scuola si è fatta prendere dall’entusiasmo di quel che doveva fare, non poteva perdersi un minuto della lezione di lettura, allora non lo ha presentato a nessuno e gli ha detto “se vuoi, puoi venirci”. Intuibile che lui non si è lasciato abbandonare… La lezione di lettura era in una stanza buia, con una lampada, bambini sdraiati su materassi o seduti piluccando biscotti, che ascoltavano un’educatrice che leggeva un racconto all’apparenza divertente.

Niente male cominciare la giornata gradualmente, con attività piacevoli e libertà di muoversi e accomodarsi… un po’ come noi stamattina.

Poi Simone ci ha mostrato le foto fatte delle varie stanze e attività di Kapriole. La falegnameria piccola si distingue dalla grande perchè non ha la sega circolare!!! Noi, ad occhi sgranati… vabbè la libertà e la fiducia, ma dare accesso a una sega circolare a dei minorenni???????

In un’altra foto, bambine stavano sopra il tetto di un edificio ma nessuno era inquieto… sarebbero scese. Paragoniamo questo posto alle scuole che conosciamo, dove i bambini in ricreazione devono sfogarsi come dei prigionieri in ora d’aria, corrono inconsapevoli e si scontrano e fanno del male agli altri. O certi visi di bambini quando fanno a botte… da killer ;) . Là Simone ha partecipato a una lezione che doveva essere di inglese in palestra, ma siccome i bambini non erano in vena, l’insegnante li ha lasciati giocare a cuscinate fra loro, intervenendo solo quando si violasse la regola condivisa di non usare i cuscini con le cerniere… “In 5 giorni non ho visto un solo episodio davvero fuori dalle righe, o diremo pericoloso. E’ un caso? Mi dicono che in 30 e più anni di esperienza, con case e giochi sugli alberi e altro, qui non s’è mai fatto male davvero nessuno”, racconta Simone.

Perchè bambini consapevoli sanno quando fermarsi. Perchè se possono giocare quando vogliono non sono delle furie che devono aprofittare per scatenarsi nei pochi minuti loro concessi. E’ bellissimo vedere gli Adulti occuparsi delle proprie cose, per esempio nella “Merenda” delle 10 che è perchè possano ritrovarsi loro, non i bambini (che possono farla quando vogliono), ed i Bambini ed i Ragazzi fare altrettanto con se stessi, da soli, a coppie, in piccoli gruppi, certamente coivolgendo gli Adulti disponibili su loro desiderio o responsabilità, racconta Simone.

Perchè stando in classi in cui ci sono bambini di varie età, allora imparano come comportarsi con i piccoli o come non provocare i grandi, viceversa. Si autoregolano, nel gioco. Se l’educatore non è lì per urlare e fermarli continuamente, si rendono conto di dover esser loro i responsabili del loro comportamento.

Questo tipo di educazione, in cui spesso l’educatore li lascia giocare senza intervenire, dove i bambini si confrontano fra pari e loro stessi si danno regole; dove tu puoi voler presentare la più bella lezione della settimana, ma magari non ci viene nessuno… perchè possono scegliere e solo se li convinci che è interessante verranno… questo approccio mette enormemente in crisi gli adulti e gli educatori. Se i genitori hanno grossi dubbi, è meglio che i figli non ci vengano. O vivrebbero una contraddizione lacerante.

Come educatori… siamo tutti abituati ad essere sbrigativi e impositivi. A volte non c’è il tempo… o è semplicemente più facile.  Quando entri per la prima volta in una classe che scopri turbolenta… alzi la voce, non ammetti repliche, fai capire chi ha il comando.  Nelle nostre scuole, come in quelle tedesche, i bambini devono chiedere il permesso per andare al bagno. Non possono alzarsi quando gli pare… è giusto? Non è aprofittare del nostro esser grandi e prepotenti?

Facendo una passeggiata dopo pranzo parliamo del ruolo di genitore. Non si può essere democratici, la sera, quando si è stanchi e il bambino non vuole andare a letto… I genitori non sono amici, è ovvio che non è un rapporto fra pari. Sono riferimenti. Devono essere affidabili e essere rispettati. Il nostro amico dice che una bambina “sovrastava” i suoi genitori, facendo loro fare quello che voleva, con egoismo ed era ostica… quindi necessitava un metodo più impositivo. Esser “messa in riga”. Capire che quel che i genitori dicono va fatto.

Ci sembra ovvio. Ma…  io mi chiedo se si nasca “ostici”. A volte, lo ammetto, mi sembra che certi genitori trattino i figli come fossero degli extraterrestri. Pur essendo loro, gli adulti, delle gran brave persone. Lo sappiamo che ognuno fa del proprio meglio, con i figli, solo che si ripetono modelli appresi, senza nemmeno pensarci. E a volte pare dimentichino che i figli spesso assomigliano più a loro, che non a chiunque altro. “Com’eri tu, da bambino? E la tua compagna?”.

I bambini chiedono molto, a sentire i genitori di oggi pare non ci siano mai stati bambini tanto pieni di energia… e non lo metto affatto in dubbio. Ma anche noi chiediamo loro determinate cose: di dormire e mangiare quando vogliamo noi. Li svegliamo. Li portiamo di qua e di là come pacchi all’alba… dobbiamo lavorare, che altro possiamo fare? Ma poi ritenere illogico che siano irritabili o facciano i capricci… è essere sconnessi dalla realtà, no?

Nessuno è qui per incolpare nessuno… solo vale la pena fermarsi a pensare. A come ci si sente ad essere un bambino. A quali bisogni si hanno (ce lo ricordiamo) che non vengono rispettati. E a come spesso gli adulti parlino dei bambini con altri davanti a loro, invece di parlare A LORO. E vale la pena pensare al perchè certe volte perdiamo le staffe. I bambini tante volte, spiegava Uteh a Simone, fanno le cose travolti dal loro entusiasmo, corrono di gioia e non si accorgono che rompono qualcosa. Non lo fanno “contro di noi”. O per esasperare mamma e papà. Non ha senso prendersela come se ci facessero dei “dispetti”, chi è l’adulto? Non sempre non obbediscono per ostilità ma anche perchè a volte essere oppositivi è l’unico modo per ottenere attenzione da genitori troppo occupati.

Poi dovremmo chiederci anche quando diciamo che imponiamo certe cose “per il loro bene”… quale sia il bene che vogliamo per loro. La scuola li vorrebbe obbedienti e simili, tutti che sappiano fare tutto allo stesso modo, conformandosi a un programma stabilito dagli adulti, senza distrarsi facendo altro che piace loro di più, senza disturbare, omologati. Questo era coerente con un mondo del lavoro in cui dovevano perlopiù diventare operai di catena di montaggio o impiegati impegnati in compiti ripetitivi per tutta la carriera. Ogni lavoro è nobile, nessuno disprezza qui il lavoro manuale, o la possibilità di cambiare tipi di lavoro nella vita, che ormai sta diventando la norma nel mondo del lavoro precario in cui viviamo.

Ma se dobbiamo sempre più cambiare, adattarci, apprendere, ricominciare, essere originali e creativi… ci serve un’educazione familiare ed una scuola che ci irreggimenti?

Vedete un po’ il seguente video…. forse anche i genitori si metteranno nell’idea che non è affatto male fare ogni tanto delle capriole…

Il prossimo incontro EUDEC si svolgerà nella scuola Kapriole questa estate. Maggiori info qui.

Per Oriana Baldasso Inviato su libertà

2 comments on “Educazione e Kapriole…

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