Onore al merito: lo stato è arrivato in terra di mafie?

Ottobre 1, 2008

A rischio di sentirmi accusare in seguito di ingenuità (ma quante volte ci si illude davanti ai cambiamenti e alle rivoluzioni per poi vedere i sogni delusi?) penso che questa sia una grande notizia. Degna di uno stato civile europeo.

Se il merito è del governo del poco gradito Silvio e anche se avesse fini solo propagandistici (proprio per esser maliziosi) bisognerà riconoscere il merito a questo governo per il tempestivo intervento contro il clan dei Casalesi, arresti di 107 affiliati della cosca e smantellamento di una rete e confisca dei beni della stessa. Maroni dice che questo dimostra che lo stato esiste. “Dove lo stato non c’è. Racconti italiani” è il titolo di un libro di Tahar Ben Jelloun sul nostro meridione. Se fosse la prima di tante altre azioni di intelligence… l’Italia migliorerebbe?

All’estero se ne parla, il quotidiano inglese Independent la racconta come un’ azione grandiosa:

Italian police yesterday struck what they claimed was a historic blow against the Neapolitan Mafia. In a series of raids, they arrested more than 100 suspected gangsters, confiscated gang property valued at more than €100m (£80m), and seized three high-ranking Mobsters believed to have been closely involved in the murders of seven people in a seaside resort north of Naples nearly two weeks ago. The massacre on 18 September, allegedly by the Casalesi, the most feared and violent clan of the Camorra, as the Naples Mafia is known, was the most shocking in Italy for several years. The killers struck twice in the town of Castelvolturno, once at a games arcade, killing an Italian, and then at an African-run boutique and tailoring shop, where six Africans from Nigeria, Ghana and Burkina Faso were shot dead. Police claimed that the immigrants were petty drug dealers who had been punished for failing to pay pizzo, or protection money, to the Casalesi. But it emerged that those killed had no involvement in the drugs trade. In recent years Caserta, the province on the northern outskirts of Naples which includes Castelvolturno, has become the most lawless in the country. Thugs have infiltrated themselves in local government and businesses, from public construction contracts to the service sector. Fear that Caserta was slipping out of the control prompted the Interior Minister, Roberto Maroni, to declare “war” on the Camorra last week. “The state exists,” he told the press, as he reported yesterday’s successes. “It intervenes in an effective way and it is regaining control of this territory.”

La Repubblica, versione locale di Napoli, con vena poetica parla di un affossamento del passato e del presente del clan dei Casalesi e dell’immagine inedita di uno Stato compatto che penetra e rischiara la notte che i Casalesi hanno imposto sul casertano. La Procura di Napoli (che ovviamente non ha cominciato ieri nè col nuovo governo a cercare di smantellare il clan) vuol sottolineare anche che “I risultati di oggi sarebbero stati impossibili se fosse entrato in vigore il disegno di legge che cancella in molti casi il ricorso alle intercettazioni. Non è vero che non si toccano i reati di mafia, per come è scritto quel testo rende impossibile intercettare tanti boss in carcere”.

L’Agenzia Reuter Italia riporta le parole del ministro dell’interno Roberto Maroni: “Questa notte abbiamo inferto un colpo durissimo al clan dei Casalesi“.  Secondo il ministro – affiancato dal sottosegretario Paolo Bonaiuti, da Manganelli e dai comandanti generali di carabinieri e Guardia di finanza, Gianfrancesco Siazzu e Cosimo D’Arrigo – l’operazione è il segnale che “lo Stato c’è e interviene in modo efficace“. Nei prossimi giorni nella zona arriveranno 400 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, e da sabato saranno dispiegati anche 500 militari: “Dobbiamo rendere visibile la presenza dello Stato per togliere acqua ai pescecani“, ha detto Maroni, che ha annunciato venerdì a Caserta un vertice operativo anti-camorra.

Il Secolo XIX, in un articolo molto più pittoresco degli altri, afferma che l’aureola nera di imprendibili da ieri non è più sulla testa dei tre esponenti più importanti dell’ala stragista dei Casalesi. All’alba si sono dovuti arrendere allo Stato Alessandro Cirillo (detto «’o sergente»), Oreste Spagnuolo (sfuggito appena qualche giorno fa alla cattura) e Giovanni Letizia (detto «’o zuoppo»), considerati mandanti ed esecutori del terribile agguato al gruppo di extracomunitari nel giorno di San Gennaro. Nella retata sono finiti anche Giuseppina Nappa, vedova di Francesco Schiavone detto Sandokan, che ha commentato il suo arresto con un ironico «non avete salvato l’Italia» rivolto agli agenti.

Maledizione, la strega sa qualcosa che noi non sappiamo!

Non che ci si illuda che la lotta alla mafia sia finita… Ci sarebbero cinque “scissionisti” del clan Bidognetti ancora latitanti che non hanno alcuna intenzione di farsi catturare e girano con esplosivi per difendersi a ogni costo». Ah, ben…

Vedremo cosa se ne dirà ulteriormente nei prossimi giorni ed in altri luoghi di dibattito per poter dare una visione meno ingenua di quella di oggi…


Quali attenzioni in più?

Agosto 27, 2008

Il sindaco di centrosinistra di Torre Annunziata, Giosuè Starita, si è detto mortificato per l’accaduto ma ha sottolineato che i due turisti “con un po’ di attenzione in più avrebbero potuto evitare l’orribile episodio di violenza”.

Adesso si sta esagerando. Stiamo parlando di un’altra coppia, tedesca stavolta, rapinata, picchiata, violentata e a questi hanno pure ucciso il cane. E sono stati non i soliti clandestini rumeni o dell’est. Ma dei figli e parenti di camorristi, perciò la coppia è anche stata trasferita in un’altra zona della Campania, con l’aiuto del Consolato e della polizia che procede con un particolare dispositivo di sicurezza sul caso.

A cosa dovevano fare attenzione? A non venire a fare le vacanze in Italia, come han detto che infatti non faranno più…

Forse si arriverà a dire che dovevano stare più attenti anche i quattro frati del convento di San Colombano Belmonte vicino a Torino che son stati bastonati con brutale ferocia da tre rapinatori incappucciati. Il convento di Belmonte è sulla cima di una collina, isolato e circondato da un fitto bosco, al centro del parco dei cosiddetti Sacri Monti. Una preda facile per i malintenzionati. Nel gennaio di due anni fa, una coppia di ladri scavalcò il muro di cinta e dalla chiesa rubarono le corone in oro che adornavano le statue della Madonna e del Gesù Bambino.

Ma a parte il furto e la rapina… una violenza efferata è stata usata in tutti i casi di aggressioni recenti. Questo è preoccupante… ancora sarà colpa della cocaina?