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Secondo passo nel Maghreb: Tunisia 2

Il 27 luglio sono tornata in medina con la mia nuova amica tunisina “guida locale”. Con lei eravamo andati al concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio nell’Anfiteatro romano di Cartagine… Lei veniva per aiutarmi a trattare  – parlando in arabo – con i commercianti su due oggetti in cuoio che avevo già individuato. Mentre il primo acquisto era stato una passeggiata, per il secondo, un portamonete di cuoio, ci siamo trovati di fronte un cicciottello che avrà avuto forse 13 anni, che diceva che somigliavo a sua zia, ma NON PER QUESTO avrebbe accettato nostre richieste scherzose di farci sconti, “perché il commercio conta più della famiglia”…???!

Ero uscita con lei soprattutto spinta da un bisogno di distrarmi da pensieri cupi, ed il pomeriggio è stato molto utile allo scopo: abbiamo chiacchierato davanti ad un’altra citronnade stavolta alle mandorle (mmhmmm) e mi ha raccontato di avere mentito a un ragazzo italiano, raccontandogli che se un cattolico vuole sposare una musulmana deve non solo fare la professione di fede ma anche circoncidersi ed esporsi dall’esterno ad una finestrella della moschea della medina – culo alla folla – attraverso cui l’imam e i suoceri controlleranno se davvero  il suo prepuzio è circonciso :)! Io davvero non so cosa comporti la conversione ma questa storia….!

La sera, io e l’amico brasiliano che rientra molto tardi ci affrettiamo a cenare una croccante pizza a La Marsa, per poi correre all’aeroporto a prendere l’amico italiano in arrivo! Non ci si ritrovava con l’amico brasiliano dal 1996… 12 anni, e loro erano legati da prima di me, quindi il momento del reincontro ha dell’emozionante.

Il giorno seguente si parte per Cap Bon, precisamente verso il paese di Al Haouaria, dove, all’hotel Touristique, alloggiano alcuni colleghi addetti alla locale centrale del gas proveniente dall’Algeria e che attraversa la Tunisia con un doppio gasdotto, a beneficio dell’Italia. Lungo la via molta gente vendeva frutta e strani pani a ciambella… abbiamo deciso di fermarci a comprarne uno, da un bambino di forse 9 anni, che da ore aspetta turisti in luogo di campagna sotto il sole… gli sorrido dall’auto e nonostante il viso segnato fa un bel sorriso…e ci chiede in arabo dell’acqua…che non abbiamo, noi che portiamo per il pranzo 5 bottiglie di vino punico, haram. Per i futuri viaggi dobbiamo sempre portare con noi acqua in questo paese arido, è un dovere morale la condivisione delle risorse vitali, predico agli amici…

L’hotel è una villetta a due piani con terrazzi e piscinetta d’acqua salata, sita in luogo decisamente isolato, ma a 200 metri da una spiaggetta privata vicino a dei resti archeologici forse primo sito punico del paese! Noi veniamo per il mare, invitati e carichi di pane e vino, al pranzo di un collega loro che offre lasagne e torta di frutta fatta da una signora bolognese alla moda loro (in Tunisia!). Il mare qui è bellissimo, siamo rimasti a chiacchierare a bagno nel mare…

Il pranzo è sereno e cordiale… poi una tempesta gonfia sull’onda dell’ebbrezza alcolica, probabilmente… una tempesta che si lancia in una grandine di invettive razziste e megalomania… Abbiamo conosciuto un predone con la pancia grossa e lo slippino. Non uno di quelli sui cammelli che assaltano le carovane, ma un finto turista che si vantava degli stratagemmi per portare via di nascosto le pietre di Babilonia, le monete incas, di come aveva seguito un camion sotto cui aveva nascosto non so che tesoro e di come ha convinto un ignaro turista a portare un pacchetto di antichità, con la furbizia di chi ruba cose troppo preziose per essere vendute, per il solo brivido di farla franca. Si trattava di un predone emiliano di 70 anni, che aveva girato 50 paesi per un pesante lavoro da espatriato nei cantieri, ma che aveva riempito la casa al paesello di cimeli, dotandola di porta blindata e segando il terrazzo per far cadere eventuali ladri acrobati. Ma che si era accorto che guardare il suo bottino ora non lo emozionava più… aveva fatto varie sciocchezze per il mondo solo per cercare se stesso e non si era trovato. E ora si limitava a lanciare gatti dalla finestra. O a minacciare i preti che chiamavano la moglie vedova bianca. Ho proposto al predone di rifare il giro del mondo per restituire i tesori rubati. Dopo iniziale sorpresa, non ha accettato.

Il predone non si era mai ammalato ma poi era entrato in ospedale per farsi visitare una gamba e che era stato operato alla gola. Ed era scappato prima che gli operassero un’ulcera alla pancia… in questo racconto era proprio divertente. Sapeva fare fantastici giochi e indovinelli da bar. Ha detto di non sopportare i tunisini ma di sentire una spinta a regalare soldi al ragazzo che si prende cura del giardino (che deve guadagnare un decimo del suo stipendio di operaio).

Dopo, stuzzicato dalla rivelazione/bugia che l’amico appena arrivato ed io eravamo guardia della finanza e una CieLlina, si è avventurato in un attacco al Vaticano, un’invettiva sui terroristi altoatesini e infine la classica tiritera su come risolvere con la violenza l’immigrazione-invasione dell’Italia. E l’apice è stata la proposta di affidare a lui invece che a Bush i quattro bottoni delle atomiche per eliminare 3 miliardi di persone!!! Io ho proposto di cominciare dagli ultra 65enni che invece di andare in vacanza/pensione si mettono a parlare troppo ed a formulare teorie distruttive per risolvere definitivamente i problemi del mondo… gli amici mi dicono crudele.

continua…

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Questa voce è stata pubblicata il 2 agosto 2008 da in racconti di viaggio con tag , , , , .

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