Orybal's weblog

free your soul

Le bambine del Terraglio si sono ribellate. E noi?

Libro di di Geografia per le elementari del 2011: “Il Nordest è un paesaggio prevalentemente pianeggiante o collinare, con una discreta disponibilità d’acqua e coltivato perlopiù a mais, frumento, vite. Le attività produttive qui presenti sono numerose e fiorenti e spaziano dall’industria agroalimentare a quella calzaturiera e tessile. Le attività commerciali sono altrettanto evidenti e fra queste si evidenziano lo spaccio di droga alla luce del sole e la prostituzione di strada, rilevante nelle zone di tutta la regione, con punte di eccellenza nel trevigiano nelle note strade Pontebbana e Terraglio e con massimali di efficienza nelle zone della strada Romea, dove alle 15 l’attività è già fervida”.

I veneti all’estero pronunciano sovente la frase “Non si vedono le prostitute su ogni strada, qui”. Il punto, però, almeno secondo me non è quello che sembra importare alla maggioranza, cioè l’offesa al decoro di probi paesini cattolici in un territorio che tiene in alto valore l’ordine e l’armonia e cura i giardini con attenzione. Il punto caldo secondo me è più la sostanza che l’apparenza: cosa sta succedendo? Perchè qui si sono insediati sfruttatori di donne e trovano una clientela così vasta, che procede lentamente per scegliere la merce, tanto da intasare il traffico ogni weekend? Forse perchè alla fine dei conti siamo una regione molto ipocrita. Il prosindaco Gentilini, quando era sindaco rottweiler e difensore della razza Piave, le aveva protette: “Sono contro gli immigrati”, aveva detto, “ma non contro le prostitute straniere. Che volete? Le prostitute sono le navi scuola dei giovani”. Con questa mentalità da ventennio fascista e da ipocrisia cattolica antiquata i politici più votati della zona affrontano i problemi del terzo millennio in cui, loro malgrado, l’Italia si è avviata a diventare una società multietnica nell’epoca della globalizzazione!

Di questi giorni è la notizia della conclusione di un’indagine partita da una ragazzina romena che ha denunciato la sua condizione di sfruttamento nel 2005. Sono state eseguite prolungate intercettazioni telefoniche, e raccolte le dichiarazioni di altre 5 ragazze, 3 delle quali minorenni e in questi giorni sono stati condannati 11 appartenenti ad un’organizzazione, colpevole di delitti come associazione per delinquere, riduzione in schiavitù, induzione e sfruttamento della prostituzione anche minorile, favoreggiamento dell’immigrazione e della permanenza di clandestini nel territorio dello Stato, sequestro di persona, violenza privata, lesioni, furto e danneggiamento.

“Oltre alle 6 ragazze che hanno reso denuncia, si ritiene siano state sfruttate, tra il 2004 ed il 2006, circa 80 giovani, metà delle quali minorenni, con guadagni non inferiori ai 100.000 Euro. Lo sfruttamento avveniva in massima parte lungo la strada Terraglio di Venezia – Mestre. Nell’ottobre 2007, su richiesta del Sostituto Procuratore dott.ssa Paola Mossa della Direzione Distrettuale Antimafia, il GIP del Tribunale di Venezia dott.ssa Licia Consuelo Marino ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e, successivamente, il GIP dott.ssa Maria Rosaria Minutolo ha emesso mandati d’arresto europei. È stata così avviata una nuova, complessa attività investigativa volta alla localizzazione dei ricercati; nell’ambito di un progetto di cooperazione coordinato dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, sono stati distaccati presso la Squadra Mobile di Venezia degli investigatori romeni; questo strumento ha permesso la localizzazione di:

  1. Toni CIRLESCU, romeno 29 anni, già detenuto a Tangeri (Marocco) per traffico di stupefacenti;
  2. Neculai BORDEA alias Nicu POPESCU, romeno di 30 anni, catturato a Madrid (Spagna);
  3. Maricel DUMITRU alias Aurelian IVAN, romeno di 25 anni, catturato a Venezia-Mestre;
  4. Jenica SPIRIDON, romeno di 35 anni, già detenuto per l’omicidio del cittadino albanese Astrit BARAKU, commesso a Venezia-Mestre il 23 novembre 2003; si tratta di una precedente indagine della Squadra Mobile di Venezia, che evidenziò che l’omicidio scaturiva dai contrasti tra bande albanesi e romene proprio per il “controllo” della prostituzione sul Terraglio;
  5. Sandel STEFU, romeno di 24 anni, catturato a Venezia-Mestre;
  6. Costel DAJBOG, romeno di 31 anni, catturato a Rediu (Romania);
  7. Cornel DANAILA, romeno di 29 anni, catturato a Galati (Romania);
  8. Mariana CALINA alias Monica STEFU, romena di 25 anni, cattuarata ad Orsova (Romania);
  9. Nicoleta STEFU, romena di 27 anni, catturata a Girona (Spagna);
  10. Alina DANAILA alias Alina GHIMPU, romena di 25 anni, catturata a Rediu (Romania);
  11. Viorel TUDORACHE, romeno di 26 anni, catturato a Padova in collaborazione con quella Squadra Mobile.

E’ stata vitale la costante e ben collaudata collaborazione con l’Ufficio Protezione Sociale del Comune di Venezia”.

Bene, allora, han catturato i criminali e non ce ne dobbiamo più preoccupare? Quando ascolto e leggo notizie come questa, vera azione di intelligence e indagine ben fatta, aumenta la mia stima alle forze dell’ordine, cui il governo ha tagliato risorse e la possibilità di utilizzare intercettazioni.

Ma domani può invece essere un altro brutto giorno per altre ragazzine straniere. Perchè, come affermava Fabrizio Gatti che sul fenomeno ha svolto un’indagine giornalistica nel 2006, “eravamo il Paese dei latin lover e siamo diventati un popolo di clienti della prostituzione. Così le bande di trafficanti si adeguano. La domanda di sesso a pagamento aumenta? Loro procurano l’offerta. Con ragazze sempre più giovani. Fino alle baby-squillo, insulto un po’ cinematografico per indicare ragazzine strappate dai banchi di scuola e mandate in tanga e canottiera a vendersi sui viali. Alla periferia di Roma le fanno dormire nelle grotte. La via Salaria è un postribolo di minorenni al chiaro dei lampioni e spesso anche alla luce del pomeriggio. Lo stesso, dopo le 11 di sera, diventa via Cristoforo Colombo, l’arteria che porta al mare e all’aeroporto di Fiumicino. A Milano non occorre uscire dalla città: ragazze europee e africane sono tornate a occupare piazzale Loreto, viale Abruzzi, la Circonvallazione fin dentro i quartieri semicentrali come i Navigli e il parco Ravizza. Dalle parti di Perugia hanno scoperto una gang di moldavi che legava le adolescenti alle pareti di una stalla abbandonata. Ma la distribuzione di ragazze è capillare su tutta la Penisola. Raggiunge le campagne sperdute, perché lì la domanda dei clienti su camion e trattori è altrettanto forte. Come lungo la statale 16, tra Foggia e San Severo, dove non esistono altro che campi di pomodoro e vigne. La notte le nigeriane bruciano i copertoni per farsi vedere, di giorno vanno a dormire nell’ex zuccherificio a Rignano Garganico. Oppure la statale Adriatica da Rimini a San Benedetto del Tronto. E ancora Bari, Catania, Cremona, Prato, Aosta, Treviso. Al di fuori dei confini dell’Unione europea il mondo è pieno di famiglie ridotte alla fame. I trafficanti non fanno altro che portare le figlie di quelle famiglie là dove clienti ricchi possono mantenere loro e i loro sfruttatori”.

Il Ministero dell’Interno affermava che “l’arrivo di minorenni purtroppo è un effetto indotto involontariamente da noi. Gli organismi investigativi negli ultimi anni hanno snobbato le indagini sullo sfruttamento. Per contrastare il fenomeno le questure hanno scelto la via più veloce dei rimpatri. Come azione preventiva sono state espulse le donne. Questo ha fatto crescere l’arrivo di minorenni: perché i minori non possono essere espulsi. Le organizzazioni hanno poi cambiato politica. Ora alle ragazze lasciano anche il 30 o il 50 per cento dell’incasso. Ed evitano di sottoporle a violenze, rapimenti e stupri. Così le ragazze non scappano, non denunciano e hanno più incentivi a rimanere nel giro. L’altro aspetto nuovo è la mobilità delle prostitute. Le fanno spostare in continuazione: una settimana sulla Salaria, poi sulla Domiziana, poi le ritrovi sulla Romea. Lo spostamento impedisce eventuali legami affettivi con i clienti. Ma questo nasconde un dato preoccupante che dobbiamo approfondire: l’esistenza di una rete comune di contatti tra le squadre di sfruttatori. Che sulla strada sono quasi sempre romeni o albanesi”.

Ci sono interventi di vario genere attivati contro la prostituzione. Molti comuni della zona hanno adottato le multe e le prostitute si sono attivate a emanare i “bollini rosa” di rimborso dei clienti multati (sai che bello, lavorare gratis!). In Friuli venezia Giulia, a Modena ed anche per il Comune di Venezia il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute ONLUS ha promosso vari progetti innovativi, come ad esempio il progetto Stella Polare o quello di peer education Fenarete, per affrontare questo tema. Anche in vari comuni veneti sono stati avviati progetti sociali: a Mogliano Veneto (TV) sul Terraglio hanno il progetto “Strade Altre” del servizio Città e Prostituzione, a Venezia il Free Woman Project, a Padova la campagna “Stop alla tratta. Libera le persone che riunisce varie associazioni fra cui l’associazione Mimosa che storicamente si occupa di questo tema.

Il Comune di Treviso… notizie a riguardo son difficilmente rilevabili dal sito cercando la parola chiave “prostituzione”. Non si dedicano ad interventi sociali nemmeno nel comune di Spresiano (TV) sulla Pontebbana luogo di gran varietà commerciali (viados, nigeriane e ragazze dell’est) dove invece hanno organizzato quest’estate alcune “cene anti-prostituzione” dove si è parlato di come la prostituzione porti la sifilide a ignare donne venete attraverso i loro mariti che vanno a cercare soddisfazioni per strada (!). Mi spiace quasi non essere potuta andarci, a sentire tanto interessanti discussioni ed a mettere zizzania! Credono che le donne non sappiano che i rapporti promiscui magari non protetti portano malattie? Tuttavia il problema non è convincere le donne che devono dissuadere i mariti con tali argomentazioni mediche (spesso false, perchè mi auguro che le prostitute si tutelino con preservativi) ma andare a vedere cosa c’è di insano nelle zucche di quegli uomini che cercano donne obbedienti perché chi paga comanda e spesso ragazzine!

P.S. Che strano! La paura delle malattie viene accampata in questi giorni anche in un altro articolo che parla di violenza contro le donne: un articolo dell’Independent riguardo alle donne/ragazzine afgane punite col carcere perché scappano con innamorati, invece di sposare vecchi bavosi scelti da altri o anche perché sono state violentate. Il Colonello Ghulam Ali ha spiegato che lui sostiene il diritto delle autorità di condannare le persone vittime di stupro. “In Afghanistan sia che sia una violenza o una scelta il sesso al di fuori del matrimonio è un crimine (per le donne) perchè lo dice la legge islamica. Io penso sia un bene. Ci sono molte malattie al giorno d’oggi , come l’AIDS, che possono essere prese attraverso le relazioni sessuali illegali”. Eh, che genio…

Annunci

2 commenti su “Le bambine del Terraglio si sono ribellate. E noi?

  1. Pingback: “Chi ruba muore”? « Orybal’s weblog

  2. Gianluca
    17 maggio 2010

    Bisogna legalizzare la professione… esiste in tutto il mondo… ma qua in italia grazie al Papa i politici hanno paura ad affrontare il problema. Ricordiamoci pero’ che il Papa e’ originario della citta’ nota come “la citta’ dei 400 bordelli”
    Se il Papa’ ha messo il veto sulla decisione… che se ne andasse fuori dalle palle… che crei il vaticano in Germania ma credo che di questi tempi non lo voglia nessuno se non per facciata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 19 agosto 2008 da in libertà, notizie con tag , , , .

La mia tesi è libro: info qui

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: