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Gli utopisti per Gaza

Sono arrivati a Gaza! Questo l’emozionante racconto di Michele Giorgio per Il Manifesto del 24 agosto: Poco dopo le 5 del pomeriggio, quando la Free Gaza e dalla Liberty sono apparse all’orizzonte, sulla spiaggia di Gaza e nel piccolo porto è esplosa la gioia delle migliaia di persone in attesa. I bambini si sono tuffati in mare, gli adulti hanno applaudito e cantato, decine di persone a bordo di piccole barche si sono dirette verso le due navi di legno per essere le prime a dare il benvenuto ai 44 pacifisti, di tutto il mondo, anche israeliani, che hanno avuto il coraggio di violare il blocco navale attuato da Israele. “Ho portato i miei figli per ringraziare chi ha pensato a questa iniziativa, perché non ci hanno dimenticato” ha detto Jamila Hassan, una giovane mamma di Gaza city. Ad abbracciare i pacifisti, provati da due giorni di mare, c’erano palestinesi giunti da ogni punto di Gaza, mobilitati dal “Comitato popolare contro l’assedio”. La festa è proseguita poi sino a sera, tra abbracci, baci, strette di mano e bicchierini di tè e dolci offerti a ripetizione a ognuno dei pacifisti. Soprattutto alle due “nonnine”, la suora cattolica Anne Montgomery, 81 anni, e la sopravvissuta all’Olocausto Hedy Epstein, 84 anni, apparse affaticate anche se felici e sorridenti. “Abbiamo dimostrato che si possono ottenere risultati importanti con metodi pacifici, solo con determinazione e forza di volontà. Spero che questi viaggi in mare verso Gaza diventino routine”, ha commentato l’attivista israeliano Jeff Halper appena ha messo piede a terra. Halper è stato il primo pacifista ebreo israeliano a entrare a Gaza, senza il permesso dell’esercito, da alcuni anni a questa parte. La legge infatti vieta ai cittadini israeliani di entrare nelle aree autonome palestinesi e ciò impedisce agli attivisti di avere contatti con la popolazione di Gaza.

“We recognize that we’re two, humble boats, but what we’ve accomplished is to show that average people from around the world can mobilize to create change. We do not have to stay silent in the face of injustice. Reaching Gaza today, there is such a sense of hope, and hope is what mobilizes people everywhere.”

–Huwaida Arraf. Huwaida is Palestinian-American, and also a citizen of Israel. She’s a human rights activist and co-founder of the International Solidarity Movement. In 2007 she received her Juris Doctor from American University in Washington D.C. Currently she teaches Human Rights and Humanitarian Law at Al Quds University in Jerusalem. Huwaida sailed to Gaza aboard the SS Liberty.

“What we’ve done shows that people can do what governments should have done. If people stand up against injustice, we can truly be the conscience of the world.”

–Jeff Halper, Ph.D.. Jeff is an Israeli professor of anthropology and coordinator of the Israeli Committee Against House Demolitions (ICAHD), a non-violent Israeli peace and human rights organization that resists the Israeli occupation on the ground. In 2006, the American Friends Service Committee nominated Jeff to receive the 2006 Nobel Peace Prize with Palestinian intellectual and activist Ghassan Andoni. Jeff sailed to Gaza aboard the SS Free Gaza.

“We’re the first ones in 41 years to enter Gaza freely – but we won’t be the last. We welcome the world to join us and see what we’re seeing.”
–Paul Larudee, Ph.D. Paul is a cofounder of the Free Gaza Movement and a San Francisco Bay Area activist on the issue of justice in Palestine. He sailed to Gaza aboard the SS Liberty.

Scritto giorni fa…

Il Free Gaza Movement sta andando a rompere l’embargo a Gaza, con due navi. Forse non ce la faranno. Forse ne avranno danni. Ok, anche se fossero quattro pazzi… solo i pazzi pensano di poter cambiare il mondo e solo loro ci riescono. L’Osservatorio Iraq, che ormai è diventato una fonte di primaria importanza su tutto quel che accade nel Mediterraneo,  ha pubblicato un articolo su di loro (foto). Questa è la lettera di uno dei partecipanti, Vittorio Arrigoni.

La condizione umanitaria di un milione e mezzo di palestinesi, uomini donne e bambini incarcerati illegalmente in Gaza è catastrofica, la peggiore degli ultimi 40 anni di occupazione israeliana.
Nonostante Israele dichiari che Gaza non è più occupata, di fatto nega alla vasta maggioranza della popolazione l’accesso al lavoro, agli spostamenti, all’educazione, alla sanità, e al diritto di ricevere visitatori. Abbiamo provato a ritornare in Palestina per terra. Ci abbiamo riprovato per aria. Nonostante io come i miei compagni siamo tutti pacifisti che professano la non violenza, siamo stati arrestati, incarcerati e ingiustamente processati dinnanzi alle corti israeliane. Adesso ci siamo fatti seri, via mare salperemo per Gaza. Navigando su acque internazionali, ed essendo invitati dai palestinesi, non abbiamo ritenuto doveroso informare Israele. Le leggi internazionali dichiarano esplicitamente che abbiamo tutti i diritti di andare a visitare Gaza. Il parlamentare palestinese al-Khudari ha sottolineato che “ricevere la nave che arriva per rompere l’assedio è un diritto del popolo palestinese. Essa giunge attraverso le acque nazionali, e nessuno potrà intromettersi, né Israele né altri”.

Il nostro obbiettivo è quello di rompere l’assedio israeliano di Gaza, dimostrando tutta la nostra solidarietà alla popolazione palestinese. Importando a Gaza contemporaneamente ai beni di prima necessita noi stessi, insegnanti, medici, operatori umanitari e attivisti per i diritti umani. I premi Nobel per la pace Desmond Tutu, Jimmy Carter e Mairead Maguire hanno ufficialmente espresso il loro sostegno alla missione, così come diversi parlamentari inglesi (In the UK, MPs Jeremy Corbyn and Lynne Jones, MEP Caroline Lucas, and retired MP Alice Mahon have all expressed support for this project). Il regista inglese Ken Loach ci ha inviato un suo contributo in sterline e ha espresso il suo supporto.

Sappiamo a quali notevoli rischi andiamo incontro, ma siamo al contempo parecchio stanchi e frustrati dell’inerzia della comunità internazionale, è ora che qualcuno si muova per cercare di frenare il lento genocidio di un milione e mezzo di innocenti. Non ne possiamo più di far finta di niente, di girarci dall’altra parte dinnanzi alle stragi quotidiane, alla vista di quell’ immensa prigione a cielo aperto che oggi è Gaza.Cercando di rompere l’assedio, vogliamo restituire ai palestinesi una parte della loro libertà negata. Quella sovranità della Palestina sancita dall’Onu e dalle leggi internazionali. Porteremo con noi delle reti, e se riusciremo a sbarcare per prima cosa porteremo a pescare con noi i pescatori palestinesi, oggi ridotti a bersagli galleggianti per i cecchini sulle navi da guerra israeliane.
Sulla via del ritorno verso Cipro, vogliamo portare con noi tutti quei palestinesi che necessita di cure mediche urgenti ed immediate.

Qualunque sia l’esito della nostra missione, che il nostro gesto, il nostro determinato sacrificio, possa smuovere ulteriormente le coscienza di un mondo adulterato dall’arroganza dell’indifferenza.

Ci sono terribili catastrofi naturali a questo mondo, come terremoti e uragani, inevitabili. A Gaza è in corso una catastrofe umanitaria perpetrata da Israele ai danni di un popolo che vorrebbe ridotto alla più completa miseria, sottomissione. Il mondo intero non può ignorare questa tragedia, e se lo fa, non includeteci in questo mondo. Soffiate sulle nostre vele, remate con noi, la giustizia e la libertà sono diritti spogliati di cittadinanza, riguardano l’intera comunità di esseri umani senza esclusione alcuna. Restiamo umani.
Bambini palestinesi di Gaza che giocano a calcio

In Facebook c’è un gruppo chiamato Break the siege on Gaza che attualmente raccoglie 4780 persone. Non poche.

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2 commenti su “Gli utopisti per Gaza

  1. orybal
    18 agosto 2008

    pare che ora i partecipanti stiano ricevendo minacce telefoniche di fare esplodere le barche e che anche ai familiari sia stato telefonato per minacciare ritorsioni

  2. orybal
    20 agosto 2008

    Ma oggi il governo israeliano riconoscere le loro “buone intenzioni” umanitarie http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&id=baa2fa8868639ca6a09eec582f99a132&offset=

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Questa voce è stata pubblicata il 24 agosto 2008 da in libertà con tag , , , .

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