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“Chi ruba muore”?

I quotidiani insistono a riferire che non c’è stato razzismo nell’uccisione a sprangate di un ragazzo di 19 anni italoafricano, Abdul Salam Guibre. Avrebbero di sicuro ucciso a sprangate anche un adolescente bianco che avesse rubato nel loro negozio due snack da 3 euro!

La supposta “mancanza di razzismo” pensano renda il delitto meno grave? E’ un omicidio volontario aggravato da futili motivi. A me non sembra meno grave… anzi, sembra che la gente abbia perso il senso della misura e si senta perfino giustificata. Ma bisogna essere dei cerebrolesi per non considerare che non ti trovi davanti a una banda di sequestratori sgozzapersone ma davanti ad un adolescente che ruba Kinder e Ringo, dimostrando solo di essere un ragazzino.

 In ogni caso, per quanto derubati dell’incasso, come pensavano quei due psicopatici assassini, padre e figlio, come ti viene di pensare che seguire un ladro e prenderlo a botte sulla testa con una sbarra di ferro quando cade a terra sia legittimo? Nemmeno prenderlo per la maglia e dargli pugni lo troverei legittimo, perchè si tratta solo di soldi… non di un’aggressione, non ti ha ucciso il figlio o bruciato la casa torturando il tuo cane, non puoi dire che sia stata una reazione dettata dall’ira del momento o che sia stata autodifesa.

Invece la politica fomenta il livore dei commercianti vittime di furto, e afferma che gli italiani sono preoccupati per l’invasione da parte degli immigrati, li giustifica ad armarsi e appoggia la sensazione che  bisogna farsi giustizia da soli. La Lega Nord a Trieste è arrivata al punto di chiedere alla Regione di contribuire con un finanziamento pubblico all’acquisto di armi per i privati cittadini. 

La Comunità di sant’Egidio afferma che nella società italiana si sta manifestando “un ingiustificato e rabbioso vittimismo che rende tutti più insicuri e spietati. Lo vediamo in tanti episodi. Ovviamente le vittime più facili di tale clima sono i più deboli, i rom, gli immigrati, i poveri. Ma tutti possono esserne travolti”. Si giustifica il fastidio verso i lavavetri ed i mendicanti, per liberare i marciapiedi da ogni “intralcio”, diceva l’assessore alla sicurezza di Firenze. Certo, perchè per aggredire qualcuno senza sensi di colpa bisogna considerare l’altro “un intralcio” invece che una persona, un cancro, ed altre metafore spersonalizzanti.

 “Credo che a un amministratore si debba chiedere di più che richiamarsi, rilanciandole, alle diffidenze e alle paure di senso comune; anzi, è proprio qui una delle linee di demarcazione tra la figura del sindaco e quella del capo di una comunità chiusa e violenta che celebrando un rito collettivo sequestra, processa, tortura e uccide automobilisti di passaggio (un topos sintomatico della letteratura nera e di fantascienza americana)” diceva Giuseppe Faso, l’autore di “Lessico del razzismo democratico”. Il governo sta facendo norme per incoraggiare il fastidio della gente comune, norme populiste contro i facili bersagli che sono i poveri e i diversi.

Ormai siamo una società che non ricorda quanto era povera nel dopoguerra. E quelle persone cui pensare è fatica, non vogliono risolvere i problemi, solo nasconderli alla vista. A questo risponde il decreto della ministra Carfagna che introduce il reato di “prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico”. Le sanzioni previste sono l’arresto da cinque a quindici giorni e un’ammenda da 200 a 3 mila euro. La ministra parla della prostituzione in strada come di “un fenomeno vergognoso“, come se parlasse di immondizia e non di persone. Le associazioni che si occupano di lotta alla tratta, come il Gruppo Abele, affermano che la prostituzione in strada è la meno pericolosa per donne e minori, perchè visibile e controllabile dalle forze dell’ordine e raggiungibile dai volontari, mentre “Non risponde alle evidenze scientifiche e ai dati fino ad oggi raccolti affermare che sia soprattutto in luogo pubblico che si perpetrano le più gravi fattispecie criminose finalizzate allo sfruttamento sessuale”.

Anche dei campi nomadi la Lega a Venezia ha detto che “vanno chiusi perchè sono una vergogna“. D’altronde anche della protesta delle maestre, che si sono vestite a lutto il primo giorno di scuola, protesta per il ritorno al maestro unico alle elementari, la ministra Gelmini ha affermato che “È vergognoso strumentalizzare i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche”. Che gran senso della vergogna che ha questo governo! Sembrerebbero cattolici pruriginosi, se d’altro canto non validassero l’omicidio e il razzismo. Sembra che dalle schedature dei rom rumeni irregolari sia emerso che sono molti meno del previsto, nota El Paìs: non decine di migliaia per campo nelle grandi città ma poche migliaia, quindi non esiste “l’emergenza zingari” in Italia a seguito dell’entrata in Europa della Romania… Un’ipotesi alternativa è che se ne stiano andando verso la Spagna, la Germania e ritornino in Romania. La notizia può fare felice qualcuno se confermata, ma dovrebbe preoccupare le persone intelligenti per la situazione che si sta creando… io preferirei vivere in un paese non più permissivo ma più aperto mentalmente e che non giustifichi la violenza per un furto di un Kinder e dei Ringo.

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2 commenti su ““Chi ruba muore”?

  1. orybal
    19 settembre 2008

    PER ABDUL. PERCHÉ NON SUCCEDA PIÙ
    Abdul è stato ucciso per niente o per futili motivi … come dice l’arido linguaggio della magistratura. Chi ha preso la spranga non l’ha fatto per paura o per legittima difesa, ha commesso un delitto a sfondo razzista, mosso da odio e rancore, considerandosi legittimato dal sentire intollerante, sciaguratamente diffuso.
    Questa Milano non ci appartiene. Non ci appartengono la violenza e il razzismo che si manifestano sempre più apertamente, in uno stillicidio di episodi quotidiani di intolleranza di cui sono vittime donne e uomini, quasi sempre inermi. La dilagante campagna razzista e la costruzione del nemico “altro” diventano funzionali a nascondere la questione politica della sicurezza sociale, della coesione e della giustizia sociale per tutti. L’altro e il diverso vengono additati quali cause del malessere sociale ed esistenziale. Il potere e lo sfruttamento si alimentano anche in questo modo.

    Per questo, per ragioni etiche, culturali e politiche, gridiamo con forza che non ci appartiene l’ideologia sicuritaria, incentrata sulla repressione e sulla costruzione di alibi culturali che autorizzano le ronde e la violenza privata.

    L’omicidio di Abdul è l’ultimo segnale di un’escalation xenofoba, che va arrestata. La Milano democratica e antirazzista deve reagire. Milano deve reagire.

    INVITIAMO TUTTI I CITTADINI sabato 20 settembre 2008 alle ore 14.30, alla manifestazione che partirà dai Bastioni di Porta Venezia e si concluderà in Piazza Duomo.
    DON GINO RIGOLDI
    MONI OVADIA
    DARIO FO
    FRANCA RAME
    RENATO SARTI
    NICO COLONNA
    PAOLO ROSSI
    ALESSANDRO ROBECCHI
    SERGIO SERAFINI

  2. orybal
    1 ottobre 2008

    “Il frutto avvelenato della tolleranza zero” di Curzio Maltese del 1 ottobre 2008 sullo strapotere malsano dei sindaci, dopo caso di violenza a Parma
    http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/prostituta-reazioni/commento-maltese/commento-maltese.html
    Dice:
    L’altra sera, da Vespa, tutti gli ospiti italiani cercavano di convincere il testimone del delitto di Perugia che “nessuno ce l’aveva con lui perché era negro”. Negro? Si può ascoltare questo termine per tutta la sera da una tv pubblica occidentale? Non lo eravamo e stiamo diventando un paese razzista. Così almeno gli italiani vengono ormai percepiti all’estero.

    Forse non è vero. Forse la caccia allo straniero è soltanto un effetto collaterale dell’immensa paura che gli italiani povano da vent’anni davanti al fenomeno della globalizzazione. La paura e, perché no?, la vergogna si sentirsi inadeguati di fronte ai grandi cambiamenti, che si traduce nel più facile e abietto dei sentimenti, l’odio per il diverso. La nostalgia ridicola di un passato dove eravamo tutti italiani e potevamo quindi odiarci fra di noi. In questo clima culturale miserabile perfino un sindaco di provincia o un vigile di periferia si sentono depositari di un potere di vita o di morte su un “negro”.

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Questa voce è stata pubblicata il 18 settembre 2008 da in libertà con tag , , , , , , , , , .

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