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Dubbi sul censimento dei “nomadi”

Premetto che l’argomento mi interessa perchè rispetto il modo di vivere dei rom e sinti, nonostante non neghi che esistano situazioni di degrado (dovute al contesto storico, al razzismo ed anche alla responsabilità dei singoli). E perchè tengo alla democrazia ed al rispetto dei diritti umani.

Dal 12 luglio al 15 ottobre è stato effettuato da parte delle prefetture il censimento dei nomadi a Roma, Milano e Napoli (solo?). Era stata emanata un’ordinanza di protezione civile firmata il 30 maggio 2008, che prevede di procedere all’identificazione di tutti coloro che vivono nei campi nomadi, partendo dalle Regioni Campania, Lombardia e Lazio. Si riteneva fossero presenti in Italia 700 campi nomadi abusivi, perlopiù presenti nelle tre città citate ma anche a Brescia, Pavia, Padova, Genova, Bologna, Reggio Emilia e Bari.

Si riporta che “sono stati individuati complessivamente 167 accampamenti, di cui 124 abusivi e 43 autorizzati, ed è stata registrata la presenza di 12.346 persone, tra le quali 5.436 minori. Almeno altrettanti nomadi rispetto a quelli censiti, circa 12.000, si sono allontanati dai campi dall’inizio di giugno”. Dal 17 al 20 ottobre 2008 anche l’europarlamentare Viktoria Mohacsi ha documentato la fuga dei rom e quel che si evidenzia sono le pessime condizioni – che non lasciavano spazio ad alternative – dei rom rumeni rimasti in italia.

Avrebbero censito rom italiani, rom romeni, rom extracomunitari e cittadini extracomunitari appartenenti ad altre nazioni. Non i sinti italiani, quindi? Vorrei capire quanto ci fosse di vero nelle polemiche precedenti che si preoccupavano della schedatura dei sinti eroi della resistenza (italiani), e nelle dichiarazioni attuali.

Oggi il ministro Maroni parla anche di concedere la cittadinanza ai bambini rom presenti in Italia, nati qui e senza genitori!?

Dovrà occuparsi del problema dei minori e dei nomadi che vivono nei campi anche un tavolo tecnico, costituito fra il ministero dell’Interno e le 33 organizzazioni coordinate dall’Unicef, per costruire una base di intervento su tre punti specifici contenuti nell’ordinanza: le prestazioni sanitarie di urgenza, l’integrazione sociale e il piano di scolarizzazione dei minori. All’inizio del mese di settembre il ministero dell’Istruzione, insieme all’Unicef Italia e alle altre associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei minori, definiranno appositi programmi di scolarizzazione. Stanno riferendosi alle “classi ponte”?

Sto cercando di reperire qualcosa di più che informazioni governative fornite alla stampa per fare bella figura e giustificarsi con UE e ONU, dopo le polemiche dei mesi precedenti… Qualcosa emerge dal blog Sucar Drom che ha avviato, presso il  Tribunale di Mantova dove il censimento non è stato fatto, un ricorso contro il Presidente Berlusconi con le famiglie sinte e l’ASGI. Notevole anche la ricostruzione del percorso del censimento, fatta da OsservAzione onlus qui: le modalità di rilevamento delle impronte digitali e di altri dati sarebbero state aggiustate con invio delle linee guida ai prefetti il 23 luglio, un po’ tardi, per poter inviare un rapporto accettabile al commissario europeo alla giustizia, libertà e sicurezza Barrot.

Ma ancora mi pare che manchino i testimoni a conoscenza dei fatti e la realtà sfugga come sabbia fra le dita…

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Questa voce è stata pubblicata il 24 ottobre 2008 da in diritti, notizie, sicurezza con tag , , , , .

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