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Basta violenza contro le donne!

violenza

Consiglio d’Europa: la prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 44 anni, nel mondo, ma anche in Europa, è l’aggressione violenta da parte dei loro compagni di vita. Lo afferma una ricerca del neonato “Osservatorio criminologico e multidisciplinare sulla violenza di genere”.

Facciamo un po’ di rassegna stampa intorno al mondo, che l’oblio e la rimozione sono forse la connivenza peggiore: Amnesty denuncia che almeno il 25% delle donne armene sta subendo violenza in famiglia nel rapporto “No pride in silence: countering violence in the family in Armenia”, che accusa il governo di non proteggere le donne.

Quindici ragazze sono state sfregiate con l’acido, mentre andavano a scuola a Kandahar in Afganistan, zona con intensa presenza di talebani che fino al 2001 avevano chiuso le scuole per ragazze. Due tizi in moto hanno spruzzato contro di loro con una pistola ad acqua e c’è da ringraziare il burqa se i danni sono gravi, ma meno gravi del previsto. Tristissimo.

Le spose bambine e adolescenti sono 51 milioni nel mondo, denuncia l’ONU. Le spose giovanissime spesso non hanno alcuna nozione relativa al sesso e ai rischi connessi alle infezioni come l’Hiv. In alcune regioni, come quella di Amhara (Etiopia), quasi la metà delle ragazze si sposa prima di aver compiuto 15 anni; nello stato indiano di Bihar sono il 40 % in Bangladesh oltre un terzo, in Ciad il 29 %.

Senza trascurare, comunque, che IN ITALIA nel 2007 sono state uccise 112 donne dai compagni, secondo l’ospedale Fatebenefratelli di Milano. L’amica Laura sul blog Mondodonna riporta che fossero 108 secondo la Casa Delle Donne contro la Violenza di Bologna, intitolato La Mattanza… fa ansia pensare che mentre pubblicavano se ne sono aggiunte ben 4. Complessivamente i tre quarti delle donne sono uccise da un familiare (comprendendo in questa categoria anche fidanzati o conviventi). Il  25%  ha  ucciso in seguito a una lite, il 16% perché non accetta la separazione, l’8% per gelosia.

Domani a Roma e altrove ci saranno molte donne a manifestare ed ad assistere alle varie iniziative di sensibilizzazione ma il problema è la latitanza di quell’altra parte del cielo da cui escono i violenti e gli assassini. Allora risulta importante che una parte di loro, quelli di MaschilePlurale, si sia fermata a pensarci, almeno.

“La violenza contro le donne non è infatti riducibile alla devianza di maniaci o marginali contro i quali alimentare risposte emergenziali che, paradossalmente, alimentino politiche securitarie. Non c’è un
nemico oscuro nascosto nelle nostre strade da espellere: il male è nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle relazioni e nell’immaginario sessuale che abbiamo costruito. La violenza contro le donne, inoltre, è solo marginalmente rinviabile ad arretratezza culturale né è retaggio di un passato premoderno: riguarda tutte le latitudini del nostro paese, la provincia come le grandi città, tutte le classi sociali e i livelli di istruzione. Interroga direttamente la nostra normalità e il nostro presente. E’ anche fuorviante interpretare questa violenza come frutto di un disordine” diceva Stefano Ciccone sul sito Non da sola (utilissimo).

Trae linfa da “un deserto nelle relazioni, una rappresentazione del corpo e del desiderio maschile schiacciati nella categoria dei bassi istinti da imporre con la violenza o con il denaro, di una sessualità maschile ridotta alla sua rappresentazione rattrappita della virilità e scissa dalle relazioni. Svelare questa miseria non vuole proporre un vittimismo né pensarla esaustiva ma individuare una chiave di lettura della violenza e una prospettiva che faccia della reinvenzione della sessualità maschile la leva per sradicarla e al tempo stesso per aprire nuove opportunità di vita per noi uomini”.

Un migliaio di intellettuali spagnoli hanno scritto un manifesto in appoggio della nuova legge spagnola contro la violenza sessuale: il titolo è “Non passarci sopra, uomo, e non farlo a nome mio”.

Noi firmatari, uomini, diciamo SI alla Legge contro la Violenza di Genere. Perché non possiamo essere complici rispetto alla realtà di una violenza che, anno dopo anno, uccide decine di donne e obbliga molte altre ad abbandonare il proprio lavoro, la propria casa e la propria città per cercare di sfuggire al loro aggressore; una violenza che provoca ogni anno il suicidio di centinaia di donne e ne maltratta fisicamente e psicologicamente centinaia di migliaia.

Perché la violenza esercitata da uomini contro donne richiede misure specifiche, dato che non assomiglia in niente, né in quantità né come caratteristiche, ai casi isolati di violenza di donne contro uomini. Perché questa violenza asimmetrica è un terrorismo maschilista che non accetta l’emancipazione di coloro che lo subiscono, infatti la sua forma più estrema, l’assassinio, ha luogo nella maggior parte dei casi quando la donna ha rotto o è in un processo di rottura con l’aggressore.

Perché questa violenza di dominio colpisce i diritti e le libertà dell’insieme delle donne, giacché non solo maltratta o ammazza quelle direttamente colpite, ma contribuisce a creare un clima di intimidazione e timore generalizzato al momento di denunciare i maltrattamenti e rompere con i maltrattatori.

Certe volte penso che a parte lo sviluppo economico, una donna starebbe meglio a vivere in Spagna (paese di profonda cultura machista, purtuttavia, ma che si sta anche rivelando di maggior apertura mentale) … a meno che qui a breve non si muova qualche energia positiva…

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Questa voce è stata pubblicata il 21 novembre 2008 da in diritti umani, libertà con tag , , , , , , .

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