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Tante donne a Lampedusa

wfp131622Il Corriere della Sera annuncia che a Lampedusa nel 2008  son arrivate 3.128 donne, il triplo di quelle sbarcate nel 2007. La cosa può sembrare una notizia dell’estate:ci son tanti turisti e Lampedusa è meta preferita dalle donne come Lesvos?

Beh, però siamo a novembre e si sta parlando dei dati sull’intero anno, mesi invernali primaverili, estivi e autunnali… Non è mica divertente sbarcare nelle isole nei mesi freddi, con il mare mosso e l’acqua fredda che ti schizza addosso…

Queste donne sono migranti. Son diventate il 12% dei migranti sbarcati nel 2008. Erano solo il 5% nel 2006. Anche i minori ora sono l’8%, mentre nel 2006 erano solo il 2%.

Da dove vengono? La stragrande maggioranza dei migranti arriva da Eritrea e Somalia. Sarà forse per le stesse motivazioni presenti in questo report di Amnesty presentato a maggio 2008 che afferma che “In Somalia la popolazione civile subisce omicidi, torture e stupri; i saccheggi sono diffusi e interi centri abitati vengono distrutti”. I colpevoli sono le truppe etiopiche che si rendono sempre più responsabili di omicidi tramite sgozzamento, che è localmente definito “uccisione della pecora”: le vittime, con la gola tagliata, vengono abbandonate in pozze di sangue lungo la strada fino a quando gli uomini armati e i cecchini abbandonano la zona, consentendo ai familiari di recuperare i cadaveri. Loris De Filippi, capo progetto delle missioni italiane di Medici senza frontiere dice che “in genere gli uomini partono per motivi economici. Ma quando le condizioni diventano di estremo pericolo, allora scappano tutti, anche le donne, anche quelle che aspettano un bambino”. Senza poi tralasciare di ricordare le più recenti aggressioni atroci contro le donne delle milizie delle coorti islamiche, che comandano in Somalia.

Beh, diamine, io me ne andrei… raccoglierei quattro stracci, bambini, alcune provviste e semplicemente comincerei a camminare senza voltarmi indietro… Riusciamo a immaginare poi che razza di incubi potranno fare queste donne anche dopo molto tempo essersi messe in salvo? 

Sono in aumento in Italia le richieste d’asilo. Anche perchè finalmente si inizia a dare un’accoglienza minimamente decorosa: la legge 189/2002 ha istituito il “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”. E’ stato inoltre costituito il Fondo nazionale per le politiche e i servizi di asilo, al quale possono accedere, nei limiti delle risorse disponibili, gli Enti locali che prestano servizi finalizzati all’accoglienza dei richiedenti asilo e alla tutela dei rifugiati e degli stranieri destinatari di altre forme di protezione.

Stando all’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) lo scorso anno una su 3 delle persone arrivate via mare in Sicilia ha fatto domanda di asilo e una su 5 ha ottenuto una qualche forma di protezione. Quest’anno il trend è in crescita: le domande di asilo sono già oltre 40 mila in Italia. L’impennata nelle richieste di asilo è stata così improvvisa da mettere in crisi il modello italiano basato sui Cara (Centri di assistenza per i richiedenti asilo) e sui Sprar (il Servizio di protezione per chi ottiene una risposta positiva).

Dal dicembre 2005 anche Padova ha presentato, per la prima volta, un progetto d’intervento in favore di richiedenti asilo e rifugiati. Con nota del 19 gennaio 2006 il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, ha comunicato l’ammissione del Comune di Padova nel Sistema nazionale di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 novembre 2008 da in diritti, libertà, notizie con tag , , , , , , , , .

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