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Spresiano, il bonus di buonuscita a stranieri disoccupati

1352458pjpegIo vengo da questo Comune, pur vivendo altrove, ne sono ancora residente, ed ogni elezione è una sorta di patema d’animo perchè qui da anni chi parla di apertura mentale e di cultura non si guadagna che qualche seggio. Vince sempre chi sbraita bestialità localiste.

Non riesco a commentare questo nuovo bonus che hanno istituito per gli stranieri disoccupati purchè lascino il territorio comunale… Beh, proviamo a dare uno sguardo ulteriore, dopo lo sgomento che certe uscite mi scatenano. L’idea viene dall’assessore Manola Spolverato, 39 anni, di professione medico di base. La proposta, molto essenziale, prevede di dare 2mila euro a ogni immigrato rimasto senza lavoro, purché se ne vada ad abitare altrove, e non pesi così sulle casse comunali. Non bastava aver detto settimane fa che i contributi comunali li avrebbero dati solo a quelle famiglie in cui i due coniugi parlano entrambi italiano. Mi immagino la fila davanti al comune per il test di italiano…

Gli immigrati, anello debole del mondo del lavoro, sono quelli che più duramente stanno pagando in questo momento, nel Nord Est, i costi della crisi. Paolino Barbato della CGIL dice che il problema non si risolve con le sparate come il bonus di 2mila euro.  “Cosa facciamo fare agli immigrati? Il giro di tutti i comuni, così si prendono da ognuno dei soldi purché se ne vadano? Non scherziamo. Il problema è serio. E si risolve innanzitutto regolarizzando tutti gli stranieri che lavorano. E ricordandosi che se non ci fossero loro a lavorare non ci sarebbe neppure il benessere”.

Franco Lorenzon, segretario della Cisl di Treviso dice che In proposte come quelle fatte a Spresiano si nasconde l’idea che ci sia “un esercito di lavoratori di riserva” che possa essere utilizzato quando serve e che si debba togliere dai piedi quando non è più necessario.

Antonio Confortin della UIL dice che “è intollerabile che un amministratore pubblico continui a strumentalizzare l’indigenza e i problemi della gente per scopi politici, accanendosi contro gli immigrati che fino all’altro giorno hanno pagato le tasse sui loro regolari stipendi, e che oggi, a seguito della chiusura di molte aziende, hanno perso il posto di lavoro e si trovano in uno stato di bisogno”.
Oggi, poi, sulla Tribuna di Treviso cartacea, quella genio dell’assessore afferma che non esiste proposta di un bonus, stava solo provocando … ma appunto, perchè non dimettersi ed andare al bar, se vuole dire cretinate? Era forse a Roma, lei, con i sindaci che chiedevano al governo  – di cui fa parte – di non tagliare i fondi per i servizi essenziali ai piccoli comuni? Dubito.. aveva troppo da fare a berciare stupidaggini contro gli stranieri “che ci rubano i soldi dell’assistenza e/o il lavoro” e quindi riducono alla miseria le povere famiglie di pura razza padana?
Quindi, oggi rettifica e dice che il bonus è una bufala, ma rimedia con una cattiveria ulteriore: la Legge Bossi Fini va resa più rigida… consente  a quelli che erano qui con permesso per lavoro e il lavoro lo hanno perso, BEN 6 MESI per dedicarsi alla ricerca di un nuovo lavoro prima di essere considerati degli irregolari e di non vedere rinnovato il permesso, quindi di doversene andare. La signora propone di azzerare quel periodo!
Magari si tratta di padri di famiglia che da anni lavorano e pagano tasse qui, che hanno bambini che da anni frequentano le scuole… che facciano fagotto e tornino ai loro villaggi da cui la disperazione li aveva spinti ad andarsene! Tanto vale metterli sui treni merci o nei container per i viaggi via nave… non si tratta di persone, secondo la signora assessora, ma di schiavi da prendere o da buttare.
La cosa è particolarmente ingiusta perchè si prendono di mira NON i soliti clandestini dediti alla criminalità, quelli possono continuare indisturbati a lavorare come sfruttatori della prostituzione nella via principale di attraversamento del paese, la Pontebbana… probabilmente quelli aiutano l’economia. E’ molto più facile prendersela con chi lavora, cerca di integrarsi, paga affitto e tasse… maltrattarli e farli sentire indesiderati appena non sono in grado di pagare il dazio per il disagio che non manchiamo di ricordare loro ci arrecano qui. Invece di esprimere loro gratitudine per la ricchezza economica e culturale che stanno portando fra questa gente incolta…
Ah, no no, dietrofront… sul Gazzettino ora dicono che giovedì la delibera del bonus proposta la voteranno! “Stiamo parlando non di quelle persone che sono uscite dal loro paese per migliorare la propria vita e che oggi stanno lavorando benissimo nelle nostre aziende, ma di quegli immigrati che in Italia si comportano come facevano nel loro paese d’origine, cioè non lavorano e creano disagi ai residenti. Quando ci saranno degli sfrattati senza lavoro che vengono ai servizi sociali a chiedere aiuto, dirò chiaramente che non metterò più mamme e bambini in strutture protette a 3 mila euro al mese. Ho deciso quindi di destinare una somma nel bilancio previsionale da utilizzare come incentivo perché queste persone tornino nel loro paese. La responsabilità di un amministratore, ha precisato Belliato, è di garantire l’erogazione dei servizi ai propri cittadini, non di mantenere chi non lavora”. Mah…
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Questa voce è stata pubblicata il 29 novembre 2008 da in diritti umani, libertà, notizie con tag , , , , , .

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