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Fare del male non è amore

E’ in corso la sentenza d’appello sull’omicidio di Hina Saleem, la ragazza pachistana residente in provincia di Brescia uccisa nell’agosto del 2006: il padre di Hina Saleem  ed alcuni altri parenti l’hanno uccisa e hanno occultato il cadavere in giardino. La loro “giustificazione” per l’assassinio era l’eccessiva libertà della ragazza, appartenente ad una famiglia musulmana che non vedeva di buon occhio che lavorasse e avesse scelto di avere un fidanzato italiano…

Non c’è molto da questionare sul fatto che ci siano integralismi religiosi di varia provenienza che riportano un maschilismo barbarico. Ma non c’è neanche da affermare con la stessa sicurezza che siano le religioni le responsabili di episodi di violenza: delle religioni come delle filosofie nella storia se ne è fatto quel che si voleva…  dal nazismo fino all’inquisizione e alle violenze delle crociate e recentemente ai kamikaze. Qui Adriana Bolchini Gaigher riprende alcune discriminazioni della donna che coinvolgono varie tradizioni religiose culturali… non le conoscevo.

Gli assassini meritano di essere affidati alla giustizia e poi per 30 anni a un carcere dove verranno privati della libertà ma saranno trattati secondo i diritti umani.

Quello che mi fa trasalire è che il padre tenga a dire oggi che “le voleva bene“. E’ questo il problema. La visione distorta dell’amore che pervade il mondo degli uomini. Per questa affermazione non lo consegnerei affatto solo alla giustizia;  no, per questo lo prenderei a sberle!

Perchè non è possibile che si continui a chiamare amore quello che è semplice egoismo, prevaricazione e senso del possesso.

Non si ama chi non si rispetta nella sua individualità e libertà di crescere e scegliere.

Non si può dire di amare qualcuno se lo si picchia perchè non fa quello che vogliamo o riteniamo giusto.

A molti genitori ed adulti responsabili è capitato di tirare uno schiaffo a un bambino. Non è un episodio, il problema. Anche se non si può dirlo un gesto frutto d’amore, ma un attimo di perdita della pazienza.

Ma torturare qualcuno con continuate percosse e minacce e rinchiuderlo in casa e proibirgli di fare le proprie scelte di vita, in nome dell’onore o della sofferenza che la sua libertà ci arreca, questo non è amore.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 dicembre 2008 da in libertà, notizie con tag , , , .

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