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Boycott Apartheid in Israel

Sembrava che in occasione della festa del Eid al Adha, detto anche Eid el Kebir,  il grande Eid, Israele avrebbe allentato il blocco di Gaza, si parlava di “intifada delle navi” e avrebbe consentito l’entrata degli aiuti umanitari e l’ingresso della stampa estera espulsa da un mese. Ma invece no… l’URNWA dichiarava che gli aiuti a loro disposizione non bastavano e allora organizzazioni dei paesi arabi si sono mobilitate a raccogliere aiuti e portarli ma oggi, dopo il blocco della nave libica, Israele ha bloccato le navi del Qatar.

Il mondo arabo è arrabbiato. Ma non è il solo.

Il Presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU invita al boicottaggio del regime israeliano dell’apartheid… ma in Italia non si deve sapere.

Sono stupefatto che si continui ad insistere sulla pazienza mentre i nostri fratelli e le nostre sorelle palestinesi sono crocifissi. La pazienza è una virtù nella quale io credo. Ma non c’è alcuna virtù nell’essere pazienti con la sofferenza degli altri”.

L’Assemblea generale dell’ONU ha esaminato il 24 e 25 novembre 2008 il rapporto del Segretario generale sulla situazione in Palestina. Il Presidente dell’Assemblea, Miguel d’Escoto Brockmann (Nicaragua), ha fatto di questo dibattito una questione di principio. Aprendo la seduta, ha dichiarato: « Io invito la comunità internazionale ad alzare la sua voce contro la punizione collettiva della popolazione di Gaza, una politica che non possiamo tollerare. Noi esigiamo la fine delle violazioni di massa dei Diritti dell’uomo e facciamo appello ad Israele, la Potenza occupante, affinché lasci entrare immediatamente gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Questa mattina ho parlato dell’apartheid e di come il comportamento della polizia israeliana nei Territori palestinesi occupati sembri così simile a quello dell’apartheid, ad un’epoca passata, un continente più lontano. Io credo che sia importante che noi, all’ONU, impieghiamo questo termine. Non dobbiamo avere paura di chiamare le cose con il loro nome. Dopotutto, sono le Nazioni Unite che hanno elaborato la Convenzione internazionale contro il crimine dell’apartheid, esplicitando al mondo intero che tali pratiche di discriminazione istituzionale devono essere bandite ogni volta che siano praticate.
Abbiamo ascoltato oggi un rappresentante della società civile sudafricana. Sappiamo che in tutto il mondo organizzazioni della società civile lavorano per difendere i diritti dei Palestinesi e tentano di proteggere la popolazione palestinese che noi, Nazioni Unite, non siamo riusciti a proteggere. Più di 20 anni fa noi, le Nazioni Unite, abbiamo raccolto il testimone della società civile quando abbiamo convenuto che le sanzioni erano necessarie per esercitare una pressione non violenta sul Sud Africa. Oggi, forse, noi, le Nazioni Unite, dobbiamo considerare di seguire l’esempio di una nuova generazione della società civile che fa appello per una analoga campagna di boicottaggio, di disinvestimento e di sanzioni per fare pressione su Israele. Ho assistito a numerose riunioni sui Diritti del popolo palestinese. Sono stupefatto che si continui ad insistere sulla pazienza mentre i nostri fratelli e le nostre sorelle palestinesi sono crocifissi. La pazienza è una virtù nella quale io credo. Ma non c’è alcuna virtù nell’essere pazienti con la sofferenza degli altri. Noi dobbiamo agire con tutto il nostro cuore per mettere fine alle sofferenze del popolo palestinese (…) Tengo ugualmente a ricordare ai miei fratelli e sorelle israeliani che, anche se hanno lo scudo protettore degli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza, nessun atto di intimidazione cambierà la Risoluzione 181, adottata 61 anni fa, che invita alla creazione di due Stati. Vergognosamente, oggi non c’è uno Stato palestinese che noi possiamo celebrare e questa prospettiva appare più lontana che mai. Qualunque siano le spiegazioni, questo fatto centrale porta derisione all’ONU e nuoce gravemente alla sua immagine ed al suo prestigio. Come possiamo continuare così?».

L’ambasciatore Miguel d’Escoto Brockmann è un sacerdote cattolico, teologo della liberazione e membro del Comitato politico del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN). Personalità morale riconosciuta, è stato eletto per acclamazione, il 4 giugno 2008, Presidente dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

L’Anti-Defamation League (ADL) è stata la prima organizzazione sionista a reagire, chiedendo al Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki Moon, di mettere fine a questo « circo » così come alla « cosiddetta giornata di solidarietà con il popolo palestinese ». Infine, ha denunciato il carattere a suo dire « antisemita » delle proposte del Presidente Miguel d’Escoto Brockmann che essa ritiene ispirate da un secolare antigiudaismo cattolico.

*****

Invio a tutti quelli che posso raggiungere la traduzione del discorso del Presidente D’Escoto Brockmann perché, ad oltre dieci giorni dal suo intervento, mi sembra che nessun organo di informazione “importante” abbia ritenuto di doverne dare conto, forse per non turbare il sonno perenne del nostro Presidente della Repubblica, quello che dorme quando viene sancita la fine dell’eguaglianza dei cittadini italiani di fronte alla legge e – coerentemente – nel suo viaggio in Israele ha continuato a sonnecchiare di fronte alle sofferenze dei Palestinesi sotto il tallone di ferro dell’occupazione israeliana. Morfeo, come dice Beppe Grillo, o Pisolo, fate un po’ voi.

Brano tratto da Amicizia Italo-Palestinese

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3 commenti su “Boycott Apartheid in Israel

  1. Marcillotta's
    8 dicembre 2008

    Purtroppo quando si parla di israele, si tocca uno dei nodi cruciali della plitica internazionale e delle lobbies che ci stanno dietro.

    non sorprende affatto che le isituzioni italiane si pieghino al silenzio richiesto da washington in proposito. L’italia è sempre stata e sempre sarà un cane fedele e ubbidiente ai poteri forti d’oltreoceano.

    il nostro presidente della repubblica:
    ebbene non sarebbe tale se non fosse anch’egli un uomo del sistema, del medesimo sistema. Trattasi di burattini che devono garantire lo status quo, altrimenti non verrebbero scelti a ricoprire quella determianta carica.

    Inutile struggersi riguardo una soluzione tra israele e palestina: è un coflitto creato e gonfiato ad arte da decenni. La pace non arriverà mai, poichè il conflitto è funzionale a determinati interessi. E l’ONu quello si che è un grande circo, in cui niente si è mai veramente deciso ed attuato con forza e con i mezzi del diritto internazionale. Rappresenta solo la commedia che si dà in pasto agli onesti cittadini in tutto il mondo, l’illusione della giustizia possibile, della mediazione globale.

    Hai voglia a fare giornate di solidarietà col popolo palestinese! Il mondo è da cambiare dalle fondamenta.

    scusate, non è che sono in periodo di pessimismo leopardiano;
    è che bisogna guardare le cose come sono, o non c’è via d’uscita a mio parere. E la via d’uscita comincia proprio qui: dal liberarsi dalle illusioni che ci propinano quotidianamente.

  2. orybal
    11 dicembre 2008

    Ottimo questo articolo su Osservatorio Iraq, a riguardo… http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=6791

  3. Alberto Cotechini
    27 gennaio 2009

    Marcillotta mi pare esageratamente pessimista. Qualcosa si può fare. Anche l’intento dei negazionisti della Shoah avrebbe, secondo me, l’intento di fare sparire le fondamenta del sionismo (anche se è nato molto prima dello Stato di Israele ha condizionato pesantemente la votazione per la risoluzione 181 dell’ONU). Non è una ossa azzeccata perchè è estremamente improbabile che la Shoah sia una montatura (probabilmente solo il numero delle vittime è stato esagerato per aumentare la pietà dei goym). C’è per il problema palestinese molta indifferenza, ma non bisogna demordere. La reazione potrebbe frenare gli appetiti israeliani.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 dicembre 2008 da in diritti umani, libertà con tag , , , , , , , .

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