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Le buone notizie sotto Natale

agrifoglio

L'agrifoglio pare porti fortuna

La multinazionale mineraria vinta dagli aborigeni: Gli aborigeni australiani hanno vinto la loro causa ambientale contro il gigante minerario anglo-svizzero Xstrata: quarto produttore mondiale di rame e di nichel, produce l’otto percento dello zinco comperato nel mondo ed è inoltre tra i primi esportatori mondiali di carbone.

Moratoria della pena di morte in Togo e Burundi: L’abolizione della pena di morte, considerata come una pena umiliante e degradante e crudele dalla comunità delle Nazioni rispettose dei diritti umani, si è imposta alla coscienza collettiva dei togolesi dopo trent’anni di moratoria” si legge nella nota diffusa dal Consiglio dei ministri di Lomé, nella quale la punizione viene giudicata “irrimediabile” e “incompatibile” con la scelta del Paese di dotarsi di “una giustizia che limiti gli errori giudiziari, corregga, educhi e garantisca i diritti inerenti la persona”. L’abolizione in Burundi è avvenuta anche a seguito della partecipazione del ministro della Giustizia burundese agli Incontri contro la pena di morte organizzati dalla stessa Comunità di Sant’ Egidio con i ministri della Giustizia africani in questi anni, di cui l’ultimo il 29 settembre 2008 a Roma.

Lotta alle mutilazioni genitali: Nel villaggio di Sindibis, un’ora dal Cairo tra campi e palme lungo il Nilo, è festa grande: bambini, giovani, anziani, vescovi copti e imam musulmani, tutti con grandi sorrisi e gli abiti migliori. Sotto l’enorme tendone pieno di luci, decorato da insoliti disegni di coltelli e scritte color del sangue, Moushira Khattab grida al microfono: «Le vostre bambine d’ora in poi saranno belle e felici come la luna». E poi: «Da oggi — proclama la leader del Consiglio nazionale per l’infanzia e la maternità (Nccm)— a Sindibis le mutilazioni genitali femminili, le mgf, sono proibite per sempre».

Guantanamo sparirà? Sembra che Obama abbia l’intenzione di chiuderlo. Nel carcere i detenuti sono passati dai circa 800 del 2002 ai circa 250 di oggi: una cinquantina sarebbero addirittura innocenti per gli stessi accusatori americani, ma l’amministrazione non vuole restituirli ai loro paesi d’origine, in cui verrebbero quasi sicuramente messi a morte per accuse di terrorismo che non sono state prese in considerazione dagli Usa. Vorrebbero, quindi, “ridistribuirli”. Il Portogallo e altri Paesi europei si sarebbero offerti di ospitarli (in che forma e condizioni non ho capito mica, però) mentre l’Italia si è rifiutata per timore di “compromettersi di nuovo” come quando ha accolto Ocalan o i palestinesi che avevano preso in ostaggio la Basilica della Natività.

Moschee nel presepe: a Venezia in una scuola cattolica, l’istituto professionale del Centro italiano femminile, e a Genova nella parrocchia di Nostra Signora della Provvidenza, hanno deciso di mettere una moschea nel presepe, come segno di apertura culturale. Ovviamente si è agitato un vespaio di polemiche leghiste e integraliste religiose, ma anche apprezzamenti autorevoli. Chi se ne importa? La vita se ne disinteressa di queste teorie e in quei presepi c’è la vita, la realtà, che ormai sta avvenendo anche se qualcuno è contrario: il Paese è multiculturale. E poi il presepe non rappresenta la Palestina, che ora è terra (conflittuale e sotto occupazione) delle molte religioni? O che, adesso, Gesù è nato in Padania? Vogliamo solo rappresentare un quadretto storico o ricordare che Gesù rinasce anche oggi per noi? Ma perchè dovrei ribadirlo io, che nemmeno son più praticante! lasciate che bambini e preti facciano il presepe come gli pare e piace, no?

L’Islam per la parità: Vi è una crescente tendenza tra i musulmani, in particolare tra le donne, ad allontanarsi dall’Islam patriarcale ereditato dal passato, in favore di un Islam egualitario. Questo cambiamento sta avvenendo sia nelle società musulmane più antiche che nelle recenti comunità musulmane in Occidente. Oramai da due decenni, alcune ricercatrici parlano della parità tra uomini e donne che esse trovano nel Corano. Le attiviste utilizzano questa lettura egualitaria del testo sacro per spingere verso nuovi comportamenti sia le famiglie che la società, e per sostenere la riforma delle leggi musulmane riguardanti la famiglia. Questa combinazione di impegno intellettuale e attività militante emersa in diverse parti del globo è stata chiamata femminismo islamico.

Stamattina sempre sulla radio della base USA mandavano canzoncine di Natale a manetta, e improvvisamente questa canzone di John Lennon… Magari, col Natale si potesse dire realmente che la guerra è finita… E’ solo un augurio…

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