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A Lucca, Brescia, forse a Forlì NO kebab in town

kebabUn anno fa (31 gennaio 2008, La Repubblica) la città di Lucca aveva impedito l’insediamento nel centro storico di “tutte le attività di preparazione gastronomica e vendita similari incompatibili con le esigenze di valorizzazione del patrimonio storico e ambientale e con le esigenze di qualificazione del centro storico”. Nel 2000 il sindaco Pietro Fazzi scrisse la prima lista nera di attività bandite dalle Mura: pizzerie al taglio, fast food, negozi di articoli da mare, da nautica, roulottes, sexy shop, centri commerciali di medie o grandi dimensioni. Ma anche discount.

Ora si torna alla carica: il sindaco Mauro Favilla ha emesso un’altra ordinanza che penalizza i locali etnici e che prevede tra l’altro anche l’obbligo dell’inserimento di un piatto locale nei menu di tutti i ristoranti. Per l’amministrazione lucchese il regolamento non si deve considerare razzista: vuole solo dissuadere il consumo di cibo per strada, evitando che poi i cittadini abbandonino gli involucri per terra nel centro storico. Il provvedimento pero non contempla tutti quei casi in cui il cittadino invece de:l kebab si fara’ confezionare un panino in un alimentari e poi decidera’ di mangiarlo per strada, anche se Favilla promette controlli severi da parte dei vigili.

Anche la regione Liguria ha proposto di modificare la legge urbanistica regionale per impedire ai ristoranti etnici di insediarsi nei borghi storici… che stanno svuotandosi di abitanti e negozi grazie alla speculazione edilizia.

E di oggi è anche la notizia che a Forlì Alleanza Nazionale vorrebbe copiare il Pdl che governa a Lucca e proporre un’ordinanza simile.

Ma questi locali sono molto amati: a Lucca stessa sono molto affollati all’ora di pranzo,  sia di studenti che di impiegati, perchè sono economici – cosa che in questo periodo di crisi è benvenuta – e sono un pasto vario e completo: un doner kebab contiene pane, carne e verdure all’aroma speziato mediorientale.

Contro luna proposta simile della Lega Nord a Brescia si sono formati anche gruppi su Facebook: premettendo che ce ne sono più di uno di gruppi di Amici del Kebab, questo nasce “a sostegno del kebab e, più in generale, contro le generalizzazioni razziste di cui siamo vittime da dieci anni a questa parte”.

Online si può rispondere anche a un sondaggio sul gradimento dei kebab in centro storico, La maggioranza dei convenuti dice di essere favorevole al divieto (per due punti), ma si sa… dipende da chi ha notato il sondaggio.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 gennaio 2009 da in libertà con tag , , , , , .

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