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La barchetta pericolosa

Il ministero degli Esteri israeliano ha sempre minimizzato l’utilità delle missioni del Free Gaza Movement, che per 5 volte è riuscito a far approdare al porto di Gaza city le prorie imbarcazioni cariche di aiuti umanitari, attivisti, giornalisti, parlamentari e Premi Nobel per la pace. Facendo breccia in una occupazione, che via mare, dura sin dal 1967.   Se siamo così insignificanti non si capisce allora perché Israele impieghi il meglio della sua marina militare per assaltare una barchetta innocua per la sua sicurezza interna (per inciso, poco prima di venire assaltata, la Spirit of Humanity è stata circondata da ben 8, ripeto 8 navi da guerra israeliane).   Probabilmente perché ogni missione del FGM ricorda all’opinione pubblica mondiale che a Gaza vige un assedio. Che Israele si macchia di crimini contro l’umanità trasgredendo la Quarta Convenzione di Ginevra (come potenza occupante Israele ha la piena responsabilità del benessere e della sicurezza umana della popolazione di Gaza, e deve risponderne davanti alla Comunità Internazionale alla Comunità Internazionale). Che a Gaza per volontà israeliana ci si trovi dinnanzi ad un 88% della popolazione civile che vive prettamente di aiuti umanitari (dati UNICEF). Che la disocuppazione ormai ha sorpassato il 70% e il 96% delle industrie ha dovuto chiudere. Che Gaza secondo la  Croce Rossa Internazionale è ridotta come “l’epicentro di un terremoto“.   Lunedì ad  Ash-Sha’ath, a est di Gaza,
è crollata una casa, seppellendo sotto una famiglia intera. Migliaia sono gli edifici danneggiati dai bombardamenti di gennaio tutt’ora abitati e non è possibile ripararne le fondamenta perché Israele con la complicità egiziana vieta l’ingresso nella Striscia di materiali come cemento, acciaio, vetro. Alcuni di questi materiali erano a bordo della Spirit, e avrebbe permesso la riparazione di almeno una ventina di abitazioni. Oltre a giocattoli, destinati a qualcuno di  quei 708.400 bambini, su di un totale di 793.000 minorenni presenti nella Striscia, che necessitano di aiuti umanitari per sopravvivere.   Sebbene i maggiori media al solito si siano fatti omertosi circa i crimini israeliani, lo sdegno che all’impazzata ha iniziato a circolare in rete è arrivato sino in cielo. Sino alle Nazioni Uniti e presso quei governi non ancora piegati a sudditanze israelo-statunitensi.   Il ministro Irlandese
Micheál Martinha chiesto a gran voce il rilascio degli attivisti rapiti e la contemporanea restituzione degli aiuti umanitari da distribuire alla popolazione di Gaza. Richard Falk, relatore speciale dell’Onu sui diritti umani nei territori palestinesi occupati ha definito il sequestro della Spirit da parte della marina israeliana “illegale” e l’assedio di Gaza “un continuo crimine contro l’umanità“.   Il re del Bahrein ha messo a disposizione uno dei suoi jet privati per riportare a casa, come eroi, i due suoi connazionali attivisti attualmente incarcerati.   Il capitano e mio vecchio amico Derreck mi ha fatto sapere da dietro le sbarre che rifiuterà qualsiasi espulsione fino a quando l’esercito israeliano non restituirà la strumentazione che ha smontato e rubato dalla Spirit: radar e gps.

Se desiderate sostenerlo moralmente, potere provare direttamente a contattarlo al 00357 99262741

Restiamo Umani,

Vittorio Arrigoni blog dall’assedio di Gaza: http://guerrillaradio.iobloggo.com/

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Un commento su “La barchetta pericolosa

  1. Andrea
    28 luglio 2009

    Ecco cosa non racconta Vik, ma che ci dice tramite stampa Massimo M. Veronese:
    “L’hanno scoperta per caso e sta già scoppiando un bordello. L’ultima
    arma segreta israeliana per azzerare Hamas, definitiva e letale, è un
    aggressivo chirnico a diffusione termica, più sfuggente del polonio,
    più invasivo. dell’antrace, più cattivo di Netanyahu: il chewing gum.
    O la cicca, la gomma del Ponte, le ubba Bubba, le happydent, le Big
    Babol. Al ginseng o alla clorofilla, gusto lungo, in confezione stick.
    E stranamente azzurrine come il Viagra. Nella Striscia erano pronti a
    qualunque tipo di attacco militare: bombe personalizzate a piccolo
    diametro sparate da aeroveicoli senza pilota, ordigni a concentrata
    letalità che ti amputano mani e piedi ma senza ucciderti, un’intera
    stagione su Al Aqsa Tv di “Carramba, che sorpresa” in aramaico. Ma non
    alle cicche. Perché è questa l’esplosiva novità politica del conflitto
    israelo-palestinese: le Daygum Protex stanno ammorbidendo l’Intifada,
    le Fruittelle e le Golia stanno disinnescando i kamikaze, le M&m’s
    gialle, ma anche quelle rosse, stanno riuscendo dove Camp David ha
    fallito, Girano strane voci nella Striscia. I ragazzi palestinesi non
    hanno più la bava alla bocca per la guerra santa ma per quel gran pezzo
    dell’Ubalda, si dedicano come sempre alle letture in forma di litania
    ma del «Lando», del «Tromba», di «Corna Vissute». Lo denuncia Hamas,
    lo riporta il quotidiano Al Quds al Arabi, che è un foglio palestinese
    edito a Londra. L’infido sionista, dicono, non spara più con tank e
    blindati ma «fiacca la nostra gioventù» con droghe vendute a prezzo
    stracciato, misteriose sostanze eccitanti, gomme da masticare al
    Viagra, spacciate nella Striscia di Gaza attraverso una rete locale di
    collaborazionisti. Vincono la guerra con il credo hippie: fate l’amore
    non la guerra. Stimolante per lei, ritardante per lui. A spingere
    Hamas a ficcare il naso nel grande traffico mescolato tra i generi
    alimentari che passano dai valichi e dai tunnel controllati da
    Israele, sarebbe stata la denuncia di un papà di Gaza dopo aver
    scoperto che la figlioletta adolescente aveva improvvisamente smesso
    le tradizionali abitudini spartane per mettere su un’arietta un po’
    troppo da troiana, <
    l'abitudine di masticare». Ma anche le famiglie dei vicini si
    sarebbero accorte degli «improvvisi e insoliti comportamenti delle
    loro figlie adolescenti», tipo ballare nude sui tavoli cantando Ahj'
    Sbarona o sostenere rapite l'origine divina del Vibrator Multispeed.
    Messa sotto torchio una delle ragazzine avrebbe confessato il nome
    dello spacciatore di quelle cicche azzurrine che moltiplicherebbero le
    voglie in un periodo che già di suo è di pieno trambusto ormonale. Il
    basista occulto del traffico sarebbe «un personaggio importante di Gaza»
    di cui la polizia si guarda bene dal fare il nome e che più che
    all'America sarebbe legato al Magic America, quella del Paradiso
    promesso dalla Maurizia Islam ahwan, che è il portavoce della milizia
    creata da Hamas con funzioni di polizia, rivela poi che <
    quantitativi di pillole, bevande e chewingum» che <
    effetto di eccitazione sessuale» sono stati sequestrati a Khan Yunis a
    sud della Striscia; che, in particolare, se le ragazze vanno pazze per
    le gomme, i maschietti preferiscono pillole e bevande; e che la banda
    del Vigorsol avrebbe già «confessato la propria collaborazione con lo
    Shin Bet», i servizi di sicurezza israeliani, col deliberato proposito
    di <
    Prove? Ovviamente nessuna. Ma Hamas ora vuole stroncare, prima che sia
    troppo tardi, l'imbarazzante traffico di pillole dell'amore, Senza
    timori e senza pentimenti. Perché, come diceva del resto anche Ryan
    O'Neal in Love Story, amare significa non dover mai dire mi dispiace."
    Fin qui la sapida prosa del bravo Veronese e il delirio di Hamas o di
    Al Quds al Arabi. Non posso che ammirare, invidioso. Credo non ci sia
    bisogno di alcun commento. Salvo forse notare che gli incubi di Hamas
    non sono molto diversi da quelle di molti giornali italiani a
    proposito del ceto politico italiano. Che gli agenti del Mossad
    abbiano perso qualche mese fa il loro proverbiale senso
    dell'orientamento e siano riemersi dai tunnel di Gaza a Bari o in
    Costa Smeralda?

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Questa voce è stata pubblicata il 9 luglio 2009 da in libertà.

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