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La metodologia del rapporto Goldstone, per chi vuol approfondire

11. Per mettere in pratica il suo mandato la Missione ha ritenuto che fosse importante prendere in conisderazione tutte le azioni commesse da tutte le parti in cause che avrebbero potuto commettere violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani. Il mandato inoltre richiedeva una revisione delle azioni in tutti i Territori Occupati Palestinesi e in Israele.

12. Con attenzione agli obiettivi temporali la Missione ha deciso di concentrarsi primariamente sugli eventi, le azioni e le circostanze sviluppatesi dal 19 gennaio 2008, quando il “cessate il fuoco” fu concordato tra il Governo di Israele e Hamas. La Missione ha inoltre tenuto in considerazione le questioni sviluppatesi dopo la fine delle operazioni militari che costituiscono continue violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, e che sono conseguenza delle operazioni militari, fino al 31 luglio 2009.

13. La Missione ha analizzato il contesto storico degli eventi che hanno portato alle operazioni militari a casa nel periodo tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009 e i collegamenti tra queste operazioni e le politiche dominanti nei Territori Palestinesi Occupati.

14. La Missione ha considerato che il riferimento, nel suo mandato, alle violazioni commesse nel contesto delle operazioni militari di dicembre e gennaio, richiedeva la presa in considerazione delle restrizioni dei diritti umani e delle liberta’ fondamentali connesse alle strategie ed azioni israeliane nel contesto delle operazioni militari.

15. Il contesto normativo di riferimento per la Missione e’ stato il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite, il diritto umanitario internazionale, i diritti umani internazionali e il diritto penale internazionale.

16. Questo rapporto non mira ad essere esaustivo rispetto all’altissimo numero di incidenti rilevanti che sono occorsi nel periodo coperto dal mandato della Missione. In ogni caso la Missione considera il rapporto significativo nell’illustrare i maggiori modelli di violazioni. A Gaza la Missione ha indagato su 36 incidenti.

17. La Missione ha basato il suo lavoro su un’analisi imparziale e indipendente delle azioni delle parti con i loro obblighi di diritto umani internazionali e diritto umanitario, nello scenario del recente conflitto a Gaza. Sono stati inoltre applicati gli standard investigativi sviluppati dalle Nazioni Unite.

18. La Missione ha adottato un approccio comprensivo nella raccolta di informazioni e nella ricerca dei punti di vista. I metodi di raccolta delle informazioni hanno incluso: a) la revisione dei rapporti di diverse fonti; b) interviste con vittime, testimoni oculari e altre persone che avessero informazioni rilevanti; c) visite a siti specifici di Gaza, luogo di incidenti; d) analisi di materiali video e fotografici, incluse le immagini satellitari; e) revisione di rapporti medici riguardanti le ferite riportate dalle vittime; f) analisi in termini giudiziari delle armi e delle munizioni raccolte sui luoghi degli incidenti; g) incontri con interlocutori di diverso tipo; h) inviti al provvedimento di diverse informazioni relative ai diversi ambiti di investigazione della Missione; i) ampia distribuzione di un appello a procurare testimonianze scritte; j) audizioni pubbliche a Gaza e a Ginevra;

19. La Missione ha condotto 188 interviste individuali Ha rivisto piu’ di 300 rapporti, dichiarazioni scritte e ogni altra documentazione sia frutto di ricerche partite dalla Missione stessa, sia ricevute in risposta all’appello, sia presentate durante le riunioni. In totale sono state visionate piu’ di 10,000 pagine, piu’ di 30 video e 1,200 fotografie.

20. Attraverso il rifiuto di cooperare con la Missione il Governo di Israele ha impedito gli incontri con esponenti ufficiali del Governo Israeliano e ha impedito di viaggiare in Israele al fine di incontrare vittime israeliane e di raggiungere la Cisgiodania per incontrare rappresentanti dell’Autorità Palestinese e vittime palestinesi.

21. La Missione ha condotto visite sul campo, incluse indagini sui luoghi degli incidenti nella Striscia di Gaza. Questo ha permesso alla Missione di osservare di persona la situazione e parlare con testimoni oculari e altre persone significative.

22. L’obiettivo delle audizioni pubbliche, che sono state trasmesse dal vivo, era quello di permettere alle vittime, ai testimoni e agli esperti di tutte le parti in cause nel conflitto di parlare direttamente al maggior numero possibile di persone sia nella regione che di fronte alla comunità internazionale. La Missione ha dato priorità di partecipazione alle vittime e alle persone delle comunità direttamente coinvolte. Le 38 testimonianze pubbliche hanno fatto riferimento sia ad aspetti legali sia a questioni militari. La Missione aveva inizialmente intenzione di tenere le audizioni a Gaza, in Israele e in Cisgiordania. Di fatto l’ingresso negato in Israele e in Cisgiordania ha causato la decisione di ascoltare le persone provenienti da Israele e dalla Cisgiordania a Ginevra.

23. Nello stabilire le valutazioni fattuali finali la Missione ha cercato di affidarsi principalmente e ogni volta fosse possibile sulle informazioni di prima mano. Le informazioni prodotte da altri, inclusi i rapporti, le dichiarazioni scritte e i rapporti dei media, sono state usate come rafforzamenti.

24. Le conclusioni finali della Missione sull’affidabilita’ delle informazioni ricevute sono state fatte basandosi sulla credibilità dei testimoni ascoltati, verificando le fonti e le metodologie utilizzate per la compilazione dei rapporti e dei documenti prodotti da altri, effettuando controlli incrociati sui materiali e le informazioni rilevanti e assicurandosi se, in tutte le circostanze, ci fosse un quantitativo sufficiente di informazioni per una ricerca fattuale credibile e affidabile da parte della Missione.

25. Su queste basi la Missione ha, al meglio delle sue possibilita’, determinato lo svolgersi dei fatti. In molti casi ha appurato che sono state commesse azioni definibili come responsabilita’ criminali individuali. In tutti i casi la Missione ha trovato sufficienti informazioni per stabilire gli elementi oggettivi dei crimini in questione. In quasi tutti i casi la Missione è stata anche in grado di determinare se fosse chiaro o meno che le azioni fossero commesse deliberatamente o incoscinentemente, nella convizione che il risultato sarebbe stato un naturale susseguirsi di eventi. La Missione ha, di conseguenza, in molti casi individuato un rilevante elemento di colpa (mens rea). La Missione ha pienamente tenuto in considerazione la presunzione di innocenza: gli elementi fattuali del rapporto non sovvertono mai questo principio. La ricerca fattuale non ha cercato nè di identificare gli individui responsabili dei fatti commessi nè ha la pretesa di raggiungere lo standard probatorio da applicarsi in un eventuale processo.

26. Per poter garantire alle parti la possibilita’ di aggiungere informazioni rilevanti ed esprimere le proprie posizioni in merito ai fatti in questione la Missione ha sottoposto una lista di domande al Governo di Israele, all’Autorita’ Palestinese e alle autorita’ di Gaza, in modo da poter completare la sua analisi e la ricerca di fatti. La Missione ha ricevuto risposta dall’Autorità Palestinese e dalle autorità di Gaza, ma non da Israele.

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Un commento su “La metodologia del rapporto Goldstone, per chi vuol approfondire

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Questa voce è stata pubblicata il 1 settembre 2009 da in libertà.

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