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Non riceva il premio da Israele, gentile signora Margaret Atwood…

Lettera aperta a Margaret Atwood

5 aprile 2010-

Gentile Sig.ra Atwood

Siamo studenti di Gaza e rappresentiamo più di 10 istituzioni scolastiche della Striscia. I nostri nonni sono profughi che sono stati espulsi dalle loro case durante la Nakba del 1948. Loro conservano ancora le chiavi delle loro casa negli armadi e le trasmetteranno ai loro figli, nostri padri. Molti di noi hanno perduto il proprio padre, altri hanno perduto la propria madre e altri ancora li hanno perduti entrambi nell’ultima aggressione contro la popolazione civile di Gaza. Altri hanno perso una parte del proprio corpo per le bruciature prodotte dal fosforo bianco utilizzato da Israele, e ora si ritrovano del tutto disabili. La maggioranza di noi ha perso la propria casa, e ora viviamo in tende da campeggio , dato che Israele impedisce l’entrata a Gaza dei materiali basici di costruzione. E soprattutto tutti stiamo vivendo comunque in quella che è diventata la piaga purulenta nella coscienza della umanità, il brutale e medievale assedio che Israele sta perpetrando contro di noi, il milione e 500.000 palestinesi della Striscia di Gaza.

Molti di noi hanno letto i suoi testi durante gli studi universitari. Benché i suoi libri non siano disponibili a Gaza- questo perché Israele non permette l’entrata di libri, carta e altri materiali- abbiamo familiarizzato con i suoi scritti politici apertamente di sinistra e femministi. E soprattutto conosciamo la sua posizione decisa contro l’apartheid. Conosciamo il suo ammirevole appoggio alle sanzioni contro l’apartheid in Sudafrica e il suo appello alla resistenza ad ogni forma di oppressione.

Sappiamo che questa primavera riceverà un premio dall’Università di Tel Aviv. Noi, gli studenti di Gaza le chiediamo di non presenziare.

Come solevano dirci i nostri professori, maestri e compagni di lotta contro l’apartheid, non si negoziò con il brutale regime razzista di Pretoria. Non ci fu neanche comunicazione. Solo una parola:Boicottaggio.

Lei deve sapere che Israel era uno stato amico del regime di apartheid prima del 1994. Molti eroi antiapartheid del Sudafrica incluso Nelson Mandela e l’arcivescovo Desmond Tutu hanno descritto l’oppressione di Israele come apartheid. Alcuni descrivono il colonialismo e l’occupazione israeliani come apartheid del male. Gli F-16, F-15, F-35,gli elicotteri Apache,i carriarmati Merkava e il fosforo bianco non sono stati utilizzati contro i municipi neri.

Sig.ra Atwood, nel campo di concentramento di Gaza, agli studenti che hanno ricevuto borse di studio per studiare in università all’estero, si impedisce anno dopo anno di sfruttare queste opportunità che è loro costato tanto conseguire. Nella Striscia di Gaza sono sempre meno coloro che cercano di ottenere una istruzione superiore, questo a causa dell’aumento della povertà e la scarsità di combustibile per il trasporto, risultato diretto dell’assedio medievale di Israele. Qual’è la posizione dell’Università di Tel Aviv di fronte a questa forma illegale di castigo collettivo descritto come “preludio al genocidio” da Richard Falk, Relatore Speciale per le Nazioni Unite per i Diritti Umani dei Palestinesi nei Territori Occupati? Non si è sentita neanche una parola di condanna da parte di nessuna istituzione accademica!

Mantenere relazioni normali con Tel Aviv significa dare tacita approvazione alla sua politica di esclusività razziale contro i cittadini palestinesi di Israele. Siamo convinti che non le piacerebbe appoggiare un’istituzione che difende con tanta lealtà il sistema di apartheid nel suo stato.

L’Università di Tel Aviv ha una lunga e ben documentata storia di collaborazione con l’esercito israeliano e i servizi di intelligence. Questo appare particolarmente vergognoso dopo il sanguinoso assalto militare di Israele contro la Striscia di Gaza che, secondo le principali organizzazioni per i diritti umani internazionali e locali ha lasciato 1440 morti e 5380 feriti. Siamo convinti che non le piacerebbe dare il suo sostegno ad una istituzione che appoggia chi ha assassinato 430 bambini.

Se accetterà il premio dell’Università di Tel Aviv, starà indirettamente chinando la testa di fronte alla politica israeliana di pulizia etnica e di genocidio. Questa università si è rifiutata di commemorare il villaggio palestinese sulle cui macerie fu costruita. Questo villaggio si chiama Sheikh Muwanis, e non esiste più a seguito della confisca da parte di Israele. I suoi abitanti sono stati espulsi.

Ricordiamo le parole dell’Arcivescovo Desmond Tutu:”se scegli di essere neutrale in situazioni di ingiustizia, stai scegliendo la parte dell’oppressore”. Così le chiediamo di dire no alla neutralità, no al muro, no alla normalizzazione dell’apartheid israeliana, no dopo il sangue copioso versato da più di 400 bambini. No all’occupazione, alla repressione, al colonialismo degli insediamenti, all’espansione degli insediamenti, alla demolizione delle case, all’espropriazione delle terre e al sistema di di discriminazione contro la popolazione indigena della Palestina, e no alla formazione di bantustan in Cisgiordania e nella striscia di Gaza.

Così come tutti i cittadini sapevano che avevano la responsabilità morale di boicottare l’apartheid in Sudafrica dopo il massacro di Sharpeville, Gaza 2009 ha richiamato l’attenzione da parte di tutto il mondo.

Tutte le istituzioni accademiche di Israele sono statali e finanziate dallo stato. Ricevere uno qualunque dei loro premi o accettare le loro lusinghe significa difendere le atroci azioni politiche di quello stato. Israele viola continuamente il Diritto Internazionale sfidando il mondo intero. Sta occupando illegalmente terre palestinesi. Continua la sua aggressione al popolo palestinese. Israele nega le libertà democratiche a tutti i palestinesi, e se ne vanta con tanto orgoglio. Israele è un regime di apartheid che nega ai rifugiati palestinesi il diritto al ritorno così come esige la risoluzione 194 dell’ONU.

Presenziare al simposio violerebbe la campagna per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele, approvata all’unanimità dalla società civile palestinese. Questo appello è diretto anche agli attivisti internazionali, artisti, accademici e di coscienza, come lei. Siamo convinti che le piacerebbe molto prendere parte alla lotta contro l’apartheid, la colonizzazione e l’occupazione di cui il popolo palestinese è stato oggetto negli ultimi 61 anni, una lotta che è in corso.

Sig.ra Atwood, la consideriamo una “intellettuale di opposizione” così come l’intendeva il defunto Edward Said.

In questo senso e per la venerazione che abbiamo per il suo lavoro ci sentiremmo feriti sia dal punto di vista emozionale che psicologico, se la vedessimo presenziare al simposio. Lei è una grande donna di parole, di questo non nutriamo alcun dubbia. Però pensiamo che sarà d’accordo sul fatto che le azioni parlano di più delle parole… Tutti aspettiamo la sua decisione.

Gaza assediata

Campagna degli studenti palestinesi per il Boicottaggio Accademico di Israele (PSCABI)

Parere dell’Associazione dei Professori Universitari in Palestina

Tratto da:

http://australiansforpalestine.com/an-open-letter-to-margaret-atwood-from-gaza-don% E2% 80% 99T-pie-en-el-mal-lado-de–la historia 4apr10

*Margaret Eleanor Atwood (Ottawa, 18 de noviembre de 1939). Prolifica poetessa, romanziera, critica letteraria y attivista politica. E’ membro dell’organismo per i diritti umani Amnistía Internacional e copresidente di BirdLife International, in difesa degli uccelli. (Informazione tratta da Wikipedia). E’ stata insignita del premio Premio Príncipe de Asturias de las Letras nell’anno 2006.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 maggio 2010 da in libertà.

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