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Gilad Shalit e troppi detenuti palestinesi ignorati

Il sindaco di Roma voleva spegnere le luci della città per il povero Gilad Shalit rapito da Hamas.

Chi è Gilad Shalit? Un giovane soldato rapito da Hamas, cittadino israeliano e francese, che dopo il rapimento è stato nominato sergente e ha ottenuto pure la cittadinanza onoraria italiana (! Wikipedia in english)

Il 26 giugno 2006 i responsabili del sequestro di Shalit hanno emesso un comunicato, offrendo di fornire informazioni sul soldato prigioniero qualora Israele avesse acconsentito a liberare tutti i prigionieri minori di diciotto anni e quelli di sesso femminile. Il comunicato era stato firmato dalle Brigate Izz ad-Din al-Qassam (braccio militare del partito Hamas), dai “Comitati di Resistenza Popolare” (che includono membri di Fatah, del Movimento Islamico della Jihad Palestinese e di Hamas) e da un gruppo sconosciuto in precedenza, l'”Armata Palestinese dell’Islam.

Come si vede in wikipedia italiana pare abbia ricevuto cure mediche l’1 luglio 2006 – anche se non si son fidati di farlo visitare dalla Croce Rossa perchè pensavano avrebbe riferito dove stava. A metà settembre ha inviato una lettera a casa – lettera ritenuta autentica -, nel 2007 ha inviato un messaggio audio.

In seguito il padre, tramite complesse trattative compiute dalla diplomazia egiziana, è riuscito a far arrivare al ragazzo un paio di occhiali nuovi dato che i suoi si erano rotti durante l’agguato. Hamas ha accettato di consegnaglierli, dopo un netto rifiuto iniziale perché sospettava vi fosse nascosta qualche microspia, per dimostrare che “i nostri prigionieri di guerra sono trattati con rispettonon come i detenuti arabi nelle carceri israeliane“.

Nel 2008 Hamas è tornato a fornire notizie su Gilad, sostenendo che il ragazzo è in buone condizioni di salute e ha chiesto di riaprire le trattative, ponendo come base per il rilascio il pagamento di un riscatto miliardiario o il rilascio di 250 prigionieri. Il governo ha respinto le condizioni.

Non era Hamas, quella delle due parti irremovibile? Invece pare volesse trattare ripetutamente il rilascio di Shalit, trattativa respinta da Israele. Che di rilasciare detenuti minorenni e donne accusati di delitti politici non ne vuole affatto parlare… nemmeno per il povero Gilad!

Ci sono migliaia di prigionieri palestinesi in Israele (qualcuno dice 8000, altri 11.000… non verifico i dati: son comunque tanti). Molti sono detenuti amministrativi. Fra l’ottobre 2007 e l’aprile 2009, 6700 ragazzi palestinesi fra i 12 e i 18 anni sono stati arrestati da Israele. Si dice che nell’aprile 2010 ce ne fossero ancora 210 arrestati, in contrasto con le leggi internazionali.

Cosa significa detenzione amministrativa? Come nel caso delle minorenni Sara e Salwa: “sono detenute con altre prigioniere palestinesi adulte e hanno già passato più di 5 mesi nelle prigioni israeliane, senza che nessuna delle due sia ancora stata informata delle accuse né del motivo del loro arresto e senza neanche aver sostenuto un processo“. Ecco cos’è… perchè genericamente sono ritenute pericolose per la sicurezza di Israele. Due ragazzine.

Allora, se il sindaco il 25 giugno spegne tutte le luci di Roma per il prigioniero Gilad, perchè non illuminare con candele la scalinata del Campidoglio per «ricordare gli oltre 11 mila civili palestinesi ristretti nelle carceri israeliane, il milione e mezzo di palestinesi rinchiusi nella Striscia di Gaza trasformata nella più grande prigione a cielo aperto esistente al mondo e per onorare i 1417 morti palestinesi dell’operazione Piombo Fuso», nonché «i 9 morti della motonave Marmara che trasportava aiuti umanitari per la popolazione di Gaza, uccisi dalle forze speciali israeliane il 31 maggio scorso»?

Si racconta ci fossero circa 40 persone e perlopiù donne.

E’ vietato, come in Israele…. ci son state aggressioni da parte di un gruppo di giovani  ebrei romani che aggrediscono i palestinesi al grido di “arabo di merda”: 6 feriti, di cui uno da operare alla mascella. L’aggressione viene poi definita rissa… perchè la stampa italiana perlopiù non è affatto imparziale.

La testimonianza di Youssef Salman: “La rissa è almeno tra due che litigano, noi siamo stati semplicemente aggrediti. Del resto i feriti sono stati sei – anche gravi perché il giovane palestinese sarà operato allo zigomo fratturato nella zona maxillo facciale – e sono solo tra i pacifisti. Voglio aggiungere che dopo l’aggressione sono arrivati altri giovani e alla fine qualche rappresentante della comunità ebraica che a quel punto si presentava, voleva discutere. Poi sono tornati i picchiatori e solo a quel punto, dopo 20 minuti, la polizia si è messa in mezzo, nonostante fossero già schierati sulla piazza. La Comunità ebraica dovrebbe almeno scusarsi. E Alemanno non può comportarsi così: ha sempre parlato di voler ospitare una conferenza di pace sul Medio Oriente a Roma, città di pace, capitale d’Italia, del Vaticano. Dovrebbe essere neutrale, ma così non ha le carte in regola per una conferenza di pace. Io posso anche esprimere solidarietà umana alla famiglia di Shalit, soldato dell’esercito israeliano catturato in territorio occupato, ma ci sono 11 mila palestinesi da anni prigionieri e nessuno, tantomeno Alemanno, si muove per per la loro liberazione».

Nonostante qui si parli di scontro fra israeliani e palestinesi… (israeliani romani?) date un’occhiata anche al presidio del giorno dopo: sembra che il giornalista sia reticente a scrivere qualcosa che non vuole ammettere, ribadisce “secondo loro…”, “secondo loro…”.

Ed ad una settimana di distanza, l’episodio è finito sotto un tappeto….Allora… no, ne scrivo qui ancora… e vi propongo di leggere l’Appello Roma città aperta e Palestina.




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Questa voce è stata pubblicata il 5 luglio 2010 da in libertà.

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