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Zingari infelici… e politici locali senza visione europea

Certe notizie sfuggono, questa era di giugno… c’è da sperare che sia perchè non hanno avuto nessun eco. Ma vale la pena di esserne consapevoli, di come alcuni nostri politici locali affrontano le questioni con atteggiamento populista nel nostro governo regionale, mentre  altri governi europei mettono in campo le loro risorse migliori per risolvere i problemi e migliorare le condizioni di vita delle minoranze europee, nel rispetto delle differenze. TREVISO – Hic sunt leones. Attenzione! Insomma: arriviamo fin qui e poi no. Perché ci sono i leoni, le tigri, i giaguari e gli zingari. Rom e Sinti. Il Gruppo Lega Nord in Consiglio regionale ha depositato oggi un progetto di legge che chiede l’abrogazione della legge veneta che dispone interventi ‘a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti’. “E’ necessario – ha spiegato il capogruppo leghista Federico Caner, primo firmatario della proposta – abrogare una legge che, in maniera subdola, era stata fatta per la salvaguardia e la tutela della cultura rom, ma che in realtà è servita solo per finanziare nuovi campi nomadi”. La norma che il Gruppo leghista intende archiviare sotto la voce “Menefotto” (cfr. Rocco Barbaro) risale al 1989, anno in cui fu approvata dall’assemblea veneta per allargare anche ai nomadi di etnia Sinti gli interventi di tutela previsti da una precedente legge del 1984 che si occupava solo degli zingari Rom. La legge attualmente in vigore prevede finanziamenti agli enti locali da destinare, soprattutto, all’allestimento di campi sosta attrezzati per i nomadi, all’inserimento scolastico dei loro bambini e all’inserimento lavorativo degli adulti. “In nome di una malintesa ‘cultura dell’accoglienza’ – ha proseguito Caner – in passato sono stati erogati ingenti finanziamenti a questi gruppi Rom e Sinti, producendo danni dal punto di vista sociale alla comunità nazionale e alle genti venete in particolare. Vi è dunque l’urgenza di porre rimedio a questa situazione, tanto più che, da molti anni, la legge n. 54/1989 non viene più finanziata e quindi, data la sua inutilità pratica e considerato il fatto che non ha affatto raggiunto l’obiettivo di integrare queste popolazioni, si rende opportuna la sua abrogazione”. Equivale a: beh, sì, dato che abbiamo portato un vecchio rubinetto in una zona arida ma non abbiamo mai portato la benzina per la pompa che tira sù l’acqua dal pozzo e poi quando ha gocciolato un po’ ci è venuto a bere anche un leone, beh… il progetto è deleterio e muoiano pure di sete tutti quelli che ce l’hanno… Della serie: credono che se parlano per mezz’ora ripetendo idiozie la gente alla fine ne sarà convinta…(ndr). “Il problema della presenza di insediamenti di tribù nomadi nella nostra regione, in gran parte diventate stanziali, non può essere risolto addirittura agevolando e incentivando mediante finanziamenti pubblici la presenza dei campi sosta nel territorio regionale – continua Caner -. La presenza di comunità Rom e Sinti nelle nostre città non è tollerato dalla nostra comunità e quindi non va tutelato. La gente veneta è ospitale – chiude Caner – ma questa sua predisposizione non va confusa con incapacità di autotutelarsi dalla presenza di insediamenti di genti e popoli che per la loro peculiarità e i loro costumi rappresentano una costante fonte di disagio e di turbamento sociale anche in considerazione delle numerosissime violazioni della legge penale e dei problemi di ordine pubblico che seguono costantemente la presenza di questi insediamenti nel territorio”. Già chiamarle tribù è un trucchetto per assimilarle alle popolazioni preistoriche e pericolose. Subdolo. E poi noi siamo gente molto ospitale… ma solo con chi ci piace a noi. Detto alla veneta: boni sì, ma no mona. Il livello culturale del signor Caner e/o dei suoi rappresentati di cui si fa portavoce è… terra terra. Considerazioni? Le lasciamo ai lettori e (magari!) agli zingari. Il dato di fatto è che la lega i zigagni non li tollera più nè sul suolo nè sulla carta legislativa. Che pensa che dire no – ancora una volta – sia più opportuno di dire sì, lo voglio. Che girare la carta (demagogico un pochino populistica) del “ripuliamo il parcheggio che magari serve a qualcun altro” sia meglio che dire…Sono servito! In questa briscola che è la vita, certo. Fonte: Emanuela Da Ros per Oggi Treviso ————————————————————-> Ovviamente quando alcuni fanno politica non intendono affatto studiare gli argomenti di cui vorrebbero parlare. Non per voler diventare tuttologi, ma se non altro per non far la figura dei soliti ignoranti cui basta cavalcare l’onda del populismo…. Non sa niente il sig. Caner del fatto che l’Europa vada in tutt’altra direzione e si occupi da decenni del tema e che di questo sia frutto anche l’approvazione della legge regionale veneta 54 del 1989 Interventi a tutela della cultura dei rom e sinti? Alcuni governi europei attualmente si stanno impegnando nel Decennio dell’inclusione dei Rom 2005 – 2015 per migliorare la situazione socio economica e l’inclusione sociale dei rom e sinti. Forse gli mancavano i soldi o la volontà di studiare l’inglese, perciò certe informazioni son al di fuori della sua portata. Il Decennio è un’iniziativa internazionale per unire i governi, le organizzazioni non governative e la societò civile rom e sinta al fine di accelerare il progresso verso il miglioramento del benessere dei rom. Il Decennio si focalizza sulle aree prioritarie dell’istruzione, del lavoro, della salute e dell’alloggio, e impegna i governi a considerare il problema fondamentale della povertà, della discriminazione e del gender mainstreaming. Tuttavia il nostro politico leghista può lavarsene le mani: l’Italia non si sogna certo di partecipare. L’Italia preferisce il populismo al risolvere le cause che generano i problemi. I 12 paesi che partecipano al progetto sono l’Albania, la Bosnia e Erzegovina, la Bulgaria, la Croazia, la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Macedonia, il Montenegro, la Romania, la Serbia, la Slovacchia… insomma, i paesi dell’est europeo……… e la Spagna. Ognuno di questi paesi ha sviluppato un Decade Action Plan nazionale che specifica gli obiettivi e gli indicatori in ognuna delle aree prioritarie. Un tredicesimo paese partecipa come osservatore: la Slovenia, il nostro vicino. I partners internazionali finanziatori di questo di questo programma sono la  World Bank, la Banca Mondiale, cioè, poi l’ Open Society Institute, il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite, il Consiglio d’Europa, la Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europe, il Contact Point for Roma and Sinti Issues dell’ufficio per le istituzioni democratiche e per le organizzazioni dei diritti umani per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, l’European Roma Information Office, l’European Roma and Traveller Forum, e l’European Roma Rights Centre. Nel 2008, UN-HABITAT, UNHCR, e l’UNICEF sono diventati anche loro partner del programma. Ma il Veneto taglia i fondi, anzi, ha mai finanziato la legge? Sì, forse un po’ nel 1989… e poi si lamenterà anche che non ci sono soldi. Mentre dorme al momento in cui altri paesi – anche solo per vederla in modo materialistico – per risolvere eventuali loro problemi con alcune minoranze etniche che vivendo disagio e discriminazione non son integrate e qualche problema di microcriminalità lo creano, per sopravvivere, utilizzano la via dell’informarsi, del mettere in campo le loro menti migliori esperte del tema e del cercare soluzioni e fondi per finanziare i propri progetti. A Padova si fa qualcosa: rom e sinti sono integrati a scuola grazie a progetti dell’AIZO e dell’Opera Nomadi ed il successo scolastico è stato dell’85%, nell’anno scolastico 2008/2009, come si evince da qui.

Pubblicato anche su www.padovadonne.it

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Questa voce è stata pubblicata il 31 ottobre 2010 da in diritti.

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