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Qualcuno potrebbe dire che sono libera…. Tunisia

Written by Oriana Baldasso on 17 gennaio 2011
Proteste di avvocati a Tunisi il 28 dicembre 2010

Dal 17 dicembre è in corso la rivolta!!! Dato che se ne parla così poco ma sembra essere un modo nuovo di ribellarsi, che utilizza risorse tecnologiche e creatività contro la censura e mancanza di diritti (ci sono parecchi appassionati di Linux World e informatici fra gli attivisti), cerchiamo news, per raccontarvi cosa sta succedendo…

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Sono stata in Tunisia anni fa... nel 2008, a trovare un amico che ci lavorava. E avevo notato “un po’” di polizia e culto del presidente, autocelebrativo. Ben Ali governa da 23 anni, davanti agli asili c’erano striscioni propagandistici col suo viso.

Oggi la disoccupazione è alle stelle… e l’economia in crisi, turismo compreso (forse lo era anche nel 2008). Dei ragazzi si sono suicidati per mostrare la loro disperazione.  Uno a Sidi BouZid, laureato, quando la polizia gli ha sequestrato la bancarella di frutta con cui cercava di guadagnarsi il pane, si è dato fuoco: è quello che ha fatto scoppiare l’esasperazione e scatenato la protesta,  che era sopita come le braci sotto la cenere. E’ morto il 5 gennaio. Ma oggi pare ce ne siano stati altri 4, di suicidi.

L’amica mi scrive di quello che vede dalla finestra. Gli avvocati manifestano. E anche anziane donne, madri di figli disoccupati e povere. Mi dice che nessun giornale tunisino ne parlerà. Infatti il presidente è incazzato nero con Al Jazeera perchè ha osato fare servizi sulle manifestazioni, rovinando l’immagine del paese e mettendono a rischio… il turismo. RaiNews24 ne ha scritto.

Andiamo su twitter per seguire la situazione in tempo reale: arresti, un morto durante la manifestazione, torture, ovviamente… Ma si scopre anche che su twitter – che con youtube e flickr è censurato in Tunisia –  se ne parla molto di quel che accade. Stanno manifestando i tunisini anche a Montreal, in Canada. E c’è questo TAKRIZ: the first tunisian online think tank. The movement was founded in 1998 and is considered a pioneer in cyber civil rights activism worldwide. Twitta, manda i video in facebook, etc…

La censura è obsoleta. Il presidente è obsoleto. Gli gridano che se ne vada. Se ne vada.

Qualcuno potrebbe dire che sono libero (tutto è possibile)… è il titolo di uno dei video amatoriali delle manifestazioni, dove donne, uomini e ragazze e ragazzi sono proprio determinati, belli.

Cantano… invece di recitare gli stessi ritornelli ritriti da manifestazione. Io spero tanto che sia la volta buona, e che il presidente capisca che ha già perso… ma dubito lo accetterà.

Ma la rivolta continua sul web! In queste ultime settimane, gli internauti tunisini sono stati travolti da una tempesta di informazioni, hanno postato su facebook tutti i video e gli articoli riguardanti gli avvenimenti legati a Sidi Bouzid. Lo slogan “Condividere ci salverà” è diventato una regola. La Tunisia è uno dei 5 paesi che ha una censura fortissima in internet. Sono bloccati i siti dell’opposizione, i siti di difesa dei diritti umani, i siti di informazione dissidente,  e certi blog. Questa settimana sono arrivati a bloccare anche pagine facebook o rendere impossibile postare video e sono stati bloccati i proxy che consentivano di ovviare alla censura. Ma internet non si può fermare.

Anonymous, un collettivo di hacker,  ha lanciato “L’operazione Tunisia” e quando il governo ha bloccato anche Wikileaks… sono riusciti a far impazzire i siti governativi e anche quello del primo ministro!

Dice l’oppositore Taoufik Ben Brik: “Il popolo è riuscito a rovinare l’immagine del presidente Ben Ali, il “Caligola maghrebino”, come viene definito. “Sidi Bouzid est devenu un emblème… Ben Ali a été pris en flagrant délit de despotisme“.

E questo? “Si può dire senza esagerare che il movimento tunisino contro la censura è uno dei più innovativi al mondo e sta adottando approcci e tattiche creative fin dai prima passi della sua apparizione“, scrivono su Global Voice Advocacy in un articolo intitolato “Movimento anticensura in Tunisia: creatività, coraggio e speranza“.

In generale, la disoccupazione è una problematica che caratterizza molti paesi arabi. Pensiamo a Marocco, Algeria, Libia, Oman, Giordania, Qatar, Yemen. Vi è però una differenza sostanziale. Poichè il sottosuolo tunisino non è molto ricco di risorse energetiche, il governo non può comportarsi alla stregua dei suoi ricchi vicini, inondando la popolazione di denaro, proveniente dalla rendita petrolifera, e sovvenzionando l’acquisto di generi alimentari e di carburante. La consapevolezza di questa realtà ha spinto il governo a puntare sullesportazione di prodotti agricoli e tessili e sull’industria del turismo. Ma questi settori non soddisfano le aspettative lavorative di una popolazione giovanile istruita a livello universitario in continua crescita. (Fonte: Peacereporter)

Ultime news:

Il 3 gennaio sono tornati gli studenti e la protesta è cresciuta…. Pari Pirate Tunisie ha distribuito nelle scuole e università chiavette USB con il programma TOR che serve a sbloccare i siti censurati.

6 gennaio: hanno arrestato il blogger Slim Amamou, che partecipava ad Anonymous, pare, e scriveva contro il regime. Il suo ultimo tweet è delle 13 di oggi. Ma alle 18 Slim Amamou ha rivelato la posizione del suo telefono cellulare sulla rete sociale Foursquare che permette ai suoi utilizzatori di segnalare la loro posizione per geolocalizzazione. La posizione del blogger era nel Ministero dell’Interno, in avenue Habib Bourguiba, testimoniando il suo arresto. Chi usa internet, non si può fermare!!!

Oggi la rivolta contro la disoccupazione e il costo della vita ha contagiato anche l’Algeria: un movimento di protesta per la strada.

7 gennaio: Le autorità tunisine hanno arrestato bloggers, attivisti e cantanti rap in mezzo alla rivolta nazionale. Reporters Without Borders (RSF) ha detto di essere stato allertato che almeno 6 blogger e attivisti sono stati arrestati e fatti sparire in vari luoghi della Tunisia e che molti altri sono sotto tiro.

8 gennaio: Manifestazione a  Tunisi contre la dittatura di Ben Ali e per la liberazione dei ciberattivisti Amamou, Amami, Kchouk e gli altri. Alle 13 oggi place Med Ali, Tunisi. Hanno deciso di suonare i clackson ogni giorno alle 18.

Ma nella rivolta della Cabilia, Annaba e Tipaza (più calma è Algeri) ci son stati morti e feriti in Algeria: il regime ha ordinato alla polizia di aprire il fuoco e sino ad ora almeno tre manifestanti sono morti e 400 persone sono rimaste ferite. E in Tunisia, a Kasserine, Thala e Sidi Bouzid. La polizia o l’esercito hanno ucciso un ragazzo. :( Nelle manifestazioni all’estero volevano bruciare la bandiera tunisina… la gente di Kasserine ha chiesto di non bruciare la bandiera tunisina!

Anonymous ha spedito una lettera al governo. Un estratto: La resistenza che stai affrontando non si fermerà e diventerà ancora più determinata e forte che mai come conseguenza dei tuoi più recenti atti. Rilascia tutti i giornalisti, i reporter, gli attivisti e i blogger immediatamente. Smetti tutta la censura della stampa e dei social network come facebook e i blog. Finchè questo non sarà avvenuto, aspettati che attacchi ai tuoi server continuino senza limite. Finchè il popolo tunisino chiederà aiuto ad Anonymous, noi saremo lì per assistere il popolo della Tunisia nell’evadere le tue censure e comunicare apertamente con il mondo attraverso tutte le frontiere.

9 gennaio: le manifestazioni sono continuate nella notte fra sabato e domenica. C’è stato un “massacro di civili”. Il governo ha mandato contro i manifestanti le forze speciali e delle milizie parallele (squadroni della morte) con proiettili veri. Hanno sparato ANCHE sui cortei funebri, di manifestanti uccisi da proiettili ieri a Kasserine. 22 persone sono state uccise ieri. A la cité Ennour di Kasserine sono stati uccisi Raouf Bouzidi, Salah al Fridhi, Mounir Mbarki, Mohammed Lassoudi e Abdelkader Boulaabi. Nella cité Ezouhour di Kasserine, altri 3. Altri 16 sono stati uccisi mentre seguivano i cortei funebri a Thala: Marwan Jomli, Ahmed Boulaabi, Nouri Boulaabi, Marwane Mbarek, Nouri Boulaabi, Marawne Anemri, Ghassane Ben Taib Cheniti, Mohamed Omri, e un uomo di 90 anni, Bechir El Mbarki asfissiato dai gas lacrimogeni. A Feriana ci sono stati molti feriti ed è morto un bambino di 13 anni di cui ancora non si sa il nome. A Meknassi ci sono stati 2 morti, Chihab Alibi et Youcef Fitouri, e 7 feriti gravi. A Reguab, a 90km da Sfax, 8 morti e 7 feriti gravi nella notte fra sabato e domenica. E’ stata messo un esplosivo sul portone dell’ambasciata di Tunisia a Pantin. Fonte: Radio Kalima.

Uccise dalla polizia altre 5 persone a Rgueb: Manel Boallagui (26) – madre di due bambini, Raouf Kaddoussi (26), Mohamed Jabli Ben Ali (19), Moadh Ben Amor Khlifi (20), Nizar Ben Ibrahim. Fonte: http://atunisiangirl.blogspot.com

Oggi i tg italiani dicono che questi tunisini sarebbero stati uccisi nella “rivolta per il pane”… mi sembra un voler banalizzare la questione, stanno lottando da giorni contro la dittatura, basta leggere quello che viene scritto nelle fonti estere.

Il regime nega l’esistenza stessa del problema e racconta ai viaggiatori occidentali che si tratta di qualcosa che riguarda poche centinaia di scapestratidell’inviato Renato Caprile (audio Radio Capital)

Lycée Pilote Bourguiba Tunis – tutti come Anonymous contro la censura

Sono stati licenziati alcuni alti ufficiali dell’esercito, perchè si sono rifiutati di sparare sulla folla dei loro concittadini! (Twitter) Questo, nel 1974, per il Portogallo è stato uno dei segnali che la dittatura stava per finire…

10 gennaio 2011:

Un insegnante universitario e blogger tunisino ha scritto: “Le operazioni di mantenimento dell’ordine non possono in nessun caso giustificare un uso tanto sproporzionato della forza… Uccidere un cittadino disarmato, è assassinio“.

L’opposizione tunisina ha chiesto libertà per i tunisini, ha chiesto al governo di fermare la violenza, ritirare l’esercito e di liberare i detenuti, inclusi quelli politici. Sembra che Ben Ali voglia fare qualche concessione ai manifestanti (non ho capito quali… ). Il governo ha fatto hackeraggio su facebook account ed emails degli oppositori, scrive AlJazeera, perchè non postassero video degli assassinii.

Il blog Khayl wa Layl (Horses and Nights) ha postato una lettera da una donna di Tala (in arabo) testimone oculare di quanto accaduto: la traduzione in inglese si può leggere su Global Voices. Scrive che “la gente della zona la notte scorsa si è addormentata al suono degli spari, e si è svegliata stamattina al suono delle grida delle madri degli uccisi e col suono della recita del Corano e l’inizio del periodo del lutto“.  Racconta che è stato chiesto che solo le donne partecipassero al corteo funebre ed all’andata ed al ritorno gli è stato sparato contro. Un’infermiera è morta a causa degli attacchi delle forze di sicurezza.

Oggi viene segnalato anche un link a Freedom Tunisia Canale Video in youtube: contiene 3 soli video,  una testimonianza filmata di un ferito… in arabo, un funerale e un video dall’ospedale, orribile, sconsigliato alle persone dal cuore debole. Tentativi di rianimazione, fori di pallottola, occhi sbarrati… di ragazzi.

Ben Ali ha detto che i manifestanti son da considerarsi terroristi… Durante il suo discorso di oggi sulla tv nazionale, gli è suonato il telefono!…. che mancanza di riguardo per un dittatore, nota Mona El Tahawi su The Star.com di New York. E la storia della telefonata durante la conferenza a reti unificate due minuti dopo era su Twitter, e il video su Youtube :)

La giornalista che è egiziana scherza immaginando Hosni Mubarak, presidente dell’Egitto da 29 anni, che chiama Ben Ali dicendogli di tacere per non fare fare brutta figura a tutti gli altri dittatori del Medioriente! :) Dice qualcosa che non sapevo: ci sono state manifestazioni in solidarietà con la Tunisia anche in Egitto, Giordania e Libano: corruzione, nepotismo e disoccupazione sono problemi condivisi dalle popolazioni di questi paesi. “Revolution till victory. Revolution in Tunisia. Revolution in Egypt,” cantavano al Cairo. Ecco perchè quello che succede in Tunisia è importante!

Domani 11 gennaio ci sarà la sciopero generale del settore dell’informazione. Il presidente ha inoltre ordinato di chiudere tutti i corsi di tutte le scuole e università, da martedì.

Stasera i tweet sulla Tunisia arrivano a gruppi di 80 alla volta… c’è parecchio fermento… mentre, come premesso, i manifestanti stanno dando fuoco a tutto: a Jemdouba edifici amministrativi; oggi per la prima volta anche in una città costiera, Bizerte, nel nord, dei giovani hanno dato fuoco a un centro per l’impiego, attaccato una banca, incendiato auto, fra cui una della polizia; e bruciano le foto del presidente che sono appese ovunque… vedi cosa fa il culto della propria personalità! Fornisce agli oppositori centinaia di tue foto da bruciare!

11 gennaio: la mia amica mi dice che le cose stanno peggiorando. Ma di non preoccuparmi per lei, se non la sento… mi preoccupa. La violenza sta aumentando. Ban Ki Moon chiede moderazione e di cercare di risolvere le differenze attraverso il dialogo. Il governo sta mettendo in atto un cyber-attacco con un java script contro i blogger e altri attivisti, rubando loro le password di yahoo, google e facebook (in barba alla normativa sulla privacy) rubando loro informazioni e perfino cancellando i loro account! … EEF chiede di difenderli. Facebook dice che sta attivandosi per proteggere maggiormente la privacy dei suoi utenti.

Il video sui morti all’ospedale di Kasserine è stato tolto da Youtube perchè non rispetta le condizioni d’uso di Youtube. La morte mostrata nuda e cruda, causata da un governo, non le rispetta… come se Youtube non fosse pieno di schifezze e violenza. Tunisian Girl su Facebook ha fatto foto dei proiettili che sono stati sparati dalla polizia/esercito contro le persone. Guardate le scritte:

Ci sono state manifestazioni anche a Tunisi, oggi, e stanotte c’è il coprifuoco. Forse, dice qualcuno, perchè i poliziotti stanno erigendo barricate. A Parigi 200 persone hanno denunciato il regime di Ben Ali. Oggi ci sono video di militari che difendono i civili manifestanti.

Il genero del presidente è scappato in Canada con la famiglia e 20 valige: dicono sia un ladro… cosa c’era dentro?

12 gennaio 2011: a Sousse i manifestanti chiedono di liberare tutti gli arrestati. Anche il network Nawaat ha un suo Canale Video su Youtube su cui si possono vedere le manifestazioni a Sfax e Douz. Più di 20 manifestanti sono stati uccisi negli scontri con le forze di sicurezza, fino ad ora. Martedì, dopo che Agence France-Presse ha riportato che 2 persone sono state uccise a Douz,  i blogger di Nawaat hanno caricato un video che mostrava il corpo di un uomo poi identificato come un professore universitario ucciso negli scontri. Questi video sono ripresi con le telecamere dei telefoni cellulari.

Un altro video mostra un bel sit in di studenti ripreso dall’alto: gli studenti hanno formato la parola LIBERTA’ in arabo:

13 gennaio: alle 20:00 il presidente Ben Ali’ è apparso in televisione per comunicare alla Nazione di aver chiesto alle forze di sicurezza di non usare piu’ le armi da fuoco contro i manifestanti, e di aver ordinato “la riduzione del prezzo del pane, del latte e dello zucchero”. Ben Ali ha anche annunciato di non ricandidarsi nelle elezioni del 2014 ed ha promesso la libertà di stampa e la fine della censura sui siti internet. Fonte: RaiNews24

Pare abbia detto “vi ho capito”.  Ci sono state manifestazioni festose ed in supporto al presidente. Ma sembra che non sia vero che ha fermato le forze di sicurezza. Stanno ancora sparando contro i manifestanti nei suburbi della capitale. In twitter non ci si crede mica: “Civilians get shot on the street right now. Is this your new democracy, Ben Ali? #Sidibouzid #OpTunisia scrivono all’1.20 del 14 gennaio.Anche se alcuni blogger tunisini sono stati rilasciati: Slim Amamou e Azyz Amamyma.

Il sindacato Tunisian General Labour Union (UGTT) conferma che domani indiranno lo sciopero generale per le 11. Qui c’è il video della protesta.

14 gennaio:  E’ vero?? E’ vero che la Tunisia è libera dal dittatore???

E’ verooooooooooooooooo! Un colpo di Stato incruento ha messo fine a 24 anni di potere incontrastato di Zine El Abidine Ben Ali in Tunisia, dopo un mese di rivolta contro il carovita, la disoccupazione e la corruzione. Nel pomeriggio il presidente ha lasciato il Paese, forse diretto in Francia o a Malta, e i militari hanno preso il controllo dell’aeroporto. La tv ha annunciato che il potere è stato assunto provvisoriamente dal premier Mohamed Ghannouchi fino a nuove elezioni. Ghannouchi è apparso in tv e ha lanciato un appello all’unità a tutti i tunisini.

Fonte: RaiNews24

Sembra che Ben Ali sia stato respinto dalla Francia… e stia per planare in Qatar…

Beirut Spring commenta: che scene magnifiche stanno avendo luogo in Tunisia. La pura emozione della gioia e dell’umanità di migliaia di persone che hanno sfidato le munizioni fino a rompere collettivamente la barriera della paura Uomini, donne e bambini di tutte le strade della vita che insieme hanno detto no a un dittatore e lo hanno costretto a abdicare.

Che sollievo. I tunisini sono i primi arabi a cacciare un dittatore. Hanno mostrato che può essere fatto. Cerchiamo di assaporare il momento e sperare che i giorni migliori della Tunisia stiano per arrivare…

Che gioiaaaaaaaaaaaa!

Però adesso… i tunisini son tesi, sono stati liberati i carcerati, prima che il dittatore partisse….  Ora chiedono: “OK ora, basta con la politica per alcune ore e si dia priorità alla sicurezza , perchè il paese sta vivendo nel terrore! #sidibouzid e si stanno passando i numeri per l’emergenza in caso di episodi di vandalismo… delle bande stanno terrorizzando gli abitanti delle zone di Ariana (dove sta la mia amica :( ) e Soukra. “Ben Ali a lâché des groupes de pilleurs composé essentiellement de policiers et d’anciens criminels (rapport officiel de l’armée ) ces gens ont pour mission de piller, saccager et voler les maisons et les commerces ceci afin de montrer que sans Ben Ali le chaos et le désordre règne,tenez bon l’armée est entrain de combattre ces traitres…” Il primo ministro CONDANNA LA VIOLENZA e chiede alla popolazione di ORGANIZZARSI PER PROTEGGERSI! Un discorso incredibilmente di grande utilità! :(

Molto interessante l’analisi della situazione in questa intervista alla giornalista Sihem Benzedrine, che dirige il magazine online Kalima.

Un ufficiale dell’esercito ha salutato militarmente il passaggio di un corteo del funerale di una persona uccisa dalla polizia a Bizerte… rispetto per gli assassinati.

El Paìs scrive che l’aereo di Ben Ali è planato a Cagliari per fare rifornimento… la polizia italiana controlla che lui non esca… tenetelo d’occhio perbene… non lo vogliamo, qui.

Intorno alle 22 un Falcon di una compagnia privata, proveniente da Tunisi, ha chiesto l’autorizzazione per uno scalo tecnico, per fare rifornimento di carburante. Il piano di volo era per Parigi. Mentre l’aereo si stava rifornendo, le autorità aeroportuali francesi hanno dato l’ok con riserva, chiedendo che venisse comunicata l’identità dei passeggeri. Poi, il no da Parigi, che ha negato l’accoglienza a Ben Ali. Il Falcon dunque è rimasto all’aeroporto di Elmas. A bordo il pilota e tre passeggeri; due dei passeggeri sono scesi dicendo alla Polaria che il terzo non sarebbe Ben Ali. E il comandante non autorizza i funzionari di polizia a salire a bordo per verificare di chi si tratti. Intanto le autorità italiane hanno intimato all’aereo di ripartire immediatamente con un nuovo piano di volo. Secondo la Farnesina a bordo dell’aereo non vi sarebbe l’ex presidente tunisino. Fonte: La Repubblica

Al Arabiya Breaking news: Ben Ali’s plane arrives in Jeddah, Saudi Arabia #sidibouzid

15 gennaio –  Teniamoli a mente, gli amici del dittatore: Ben Ali ringrazia Khadafi, cioè quello che noi chiamiamo Gheddafi, per il sostegno. Già nel 2009 entrambi erano ritenuti dittatori amici dell’Italia, per contrastare l’immigrazione. Il giornale egiziano Al Youm in questo articolo (da tradurre dall’arabo usando un traduttore online) afferma che anche Israele si rammarica della caduta di Ben Ali!!!!

16 gennaio – L’ex ministro dell’Interno tunisino, Rafik Belhaj Kacem, è stato arrestato perche’ accusato di aver ordinato alla polizia di aprire il fuoco contro i manifestanti nei giorni della protesta. I 70-80 componenti di un circo italiano, il Circo Bellucci, bloccato a Sfax senza piu’ alcuna protezione, hanno chiesto aiuto anche alla Farnesina (“una nave per fuggire”), perche’ gruppi di banditi cercano di derubarli e comunque sono ormai quasi senza cibo, per loro e per una cinquantina di animali. Le proteste dell’opposizione e delle piazze, con manifestazioni in tutto il Paese grazie anche al passaparola su internet finalmente liberato, hanno spinto il governo a bandire ogni carattere di “temporaneita” all’assenza del presidente, decretando la vacanza definitiva della carica sulla base dell’art. 57 della Costituzione. Il presidente del Parlamento Foued Mebazaa ha assunto temporaneamente i poteri presidenziali e il Consiglio costituzionale ha annunciato nuove elezioni presidenziali entro 60 giorni. Il caos e le violenze pero’ hanno subito oggi una drammatica impennata: migliaia di detenuti sono evasi dalle carceri e molti sono stati uccisi in tutto il Paese, da Monastir a Madhia, da Sfax a Kairouan, da Kasserine a Biserta fino a Kram, Cartagine e lo stesso centro di Tunisi.

Dopo aver sciolto il governo, il presidente ad interim oggi ha affidato allo stesso premier Ghannouci l’incarico di formarne un altro, assicurando che nessuno sarà escluso” dal processo politico e che il prossimo esecutivo sarà un “governo di unità nazionale”.  Fonte: Rainews24

A Tunisian Girl ci racconta che la popolazione si sta difendendo da sola da gang che attuano saccheggi, ne ha ucciso qualcuno e dai documenti risultano essere ex poliziotti (con foto).

Yvonne Ridley (è una giornalista inglese e referente per la ONG di Londra Cageprisoners contattabile a yvonne@yvonneridley.org)  su Counterpunch fa un’analisi molto interessante di quello che è accaduto dal titolo “Stanotte siamo tutti tunisini – un desiderio bruciante di libertà“: gli Stati Uniti d’America non hanno espresso nemmeno una parola di condanna e sono rimasti sorpresi per come è finita. “The reality is the US Administration likes dealing with tyrants and even encourages despotic behavior”, scrive. In Egitto, Pakistan, Maghreb e Palestina. “Ora ricorderemo i morti, tributeremo onore ai molti coraggiosi ed eroici che sono ancora nel percorso per riappropriarsi del proprio paese e pregheremo perchè nessun tiranno possa più dormire tranquillo nel suo letto, da ora in poi. Stanotte siamo tutti tunisini”.

17 gennaio E’ passato un mese dall’inizio della rivolta. Esattamente un mese dopo il suicidio del giovane Mohamed a Sidi Bouzid, in Tunisia il primo ministro ha annunciato il nuovo ‘governo di unita’ nazionale’, l’esecutivo che inaugura l’era post-Ben Ali tra conferme, aperture e con molte promesse. Ai tunisini oggi è stata promessa “totale libertà di informazione” e la scarcerazione di tutti i detenuti politici. Verrà abolito il ministero dell’informazione, che era fautore della censura. Poi l’intenzione di aprire inchieste su chi possiede ricchezze ‘dubbie’ ed e’ sospettato di corruzione. Quindi la legalizzazione di tutti i partiti e della Lega per la Difesa dei Diritti Umani.

La rivolta ha un potenziale effetto domino in Algeria, in Egitto e in Mauritania. In Algeria e’ salito a 6 il numero delle persone che hanno tentato emulare Mohamed. Uno in Egitto, un altro in Mauritania. Fonte: estratti da Rai News24

Video Libertà in internet (in inglese)

Trovi questo articolo anche su www.padovadonne.it

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Questa voce è stata pubblicata il 29 dicembre 2010 da in libertà.

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