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Cosa succede in Libia?

19 febbraio 2011

Ora per correttezza – dopo Tunisia ed Egitto – bisogna anche considerare quel che accade in Libia…   Gheddafi – se vi scandalizzava Ben Ali al potere da 23 anni o Mubarak da 29 – è al potere da 40 ANNI!!

Il nostro governo ha detto di non voler disturbare l’amico Gheddafi chiedendogli che diavolo combina.

Anche lì hanno pensato di spegnere internet. … la compagnia di sicurezza del Massachussets ‘Arbor Networks’  ha comunicato che intorno all’una di notte ora italiana il traffico internet in Libia è stato interrotto di colpo. Tripoli ha “bruscamente interrotto l’accesso alla rete alle 2.15 locali (l’1.15 in Italia). Le connessioni a Internet erano già molto disturbate da venerdì. Nel paese non è più visibile nemmeno la tv satellitare Al Jazeera e, in alcune zone, manca anche la corrente elettrica.

Negato l’ingresso alla stampa internazionale.  Oggi, secondo Human Right Watch, sono state uccise 84 persone che manifestavano.

Forze speciali sarebbero inoltre pronte ad agire, pensate e organizzate per una lotta senza confini: l’obiettivo e’ annientare la protesta e per farlo, spiega un oppositore, si reclutano “unità militari di origine africana, che non hanno legami tribali e sulle quali si può quindi contare per una letale campagna di repressione”. Perche’ se “un territorio sempre maggiore nell’est del Paese è sotto il controllo dei manifestanti – spiega la stessa fonte alla Cnn – e’ per via della struttura tribale che caratterizza la Libia: agenti di polizia e delle forze di sicurezza si rifiutano di sparare contro i manifestanti che appartengono alle loro stesse tribù”, quindi il governo ricorre a “unità militari di origine africana che non hanno legami tribali”. (Rai News 24)

20 febbraio 2011

L’esercito sta sparando razzi Rpg sui manifestanti a Bengasi. Lo riferisce una testimone alla televisione satellitare Al Jazira, aggiungendo che le forze dell’ordine stanno anche utilizzando proiettili urticanti per disperdere la manifestazioni. Secondo un attivista , Mohamed Nabus, sono 258 i morti. Google mette a disposizione numeri Twitter per consentire ai libici di comunicare anche col blocco di Internet. (Continua su RaiNews24).

I morti avrebbero raggiunto la cifra di 500, secondo alcune fonti ospedaliere di Bengasi riportate in Twitter  tag #Feb17

Bengasi è libera! L’esercito ha disertato… e ora i manifestanti vogliono prendere la capitale, Tripoli. Ma il regime ricatta gli stati che lo hanno sostenuto… minacciando di togliere la corda all’immigrazione clandestina… ignobile.

22 febbraio 2011 Il nostro premier – che prima non osava disturbare – ora invece ha telefonato a Gheddafi, per dirgli che non ha mai osato sostenere la rivolta! Servo! E come lo chiamereste voi uno così amico dei dittatori del mondo???

Il leader libico Muammar Gheddafi ha rassicurato in una telefonata con il premier Silvio Berlusconi sulla situazione in Libia, dicendo che nel Paese va tutto bene e che la verita’ sugli eventi la dicono i media libici!!! Lo riferisce l’agenzia libica Jana.  I morti hanno toccato quota 1000!!!

Gheddafi ha parlato alla nazione in un lungo discorso trasmesso dalla tv libica, a tratti sconnesso, pronunciato tra le rovine dell’edificio bombardato da Reagan nel 1986. Ha chiamato tutti a uscire dalle case e ad attaccare i manifestanti. Ha detto che i rivoltosi meritano la morte, perché sono agenti di potenze straniere. Ha citato l’Italia e gli Stati Uniti come mandanti, e ha annunciato una repressione sanguinosa, come Fallujah, come Tienanmen (bombe al fosforo e carrarmati che calpestano manifestanti, ndr, non bastasse bombardare i manifestanti dagli aerei e ingaggiare mercenari per ucciderli dato che l’esercito li appoggia… :( ).
L’immagine libica è stata distorta per servire il diavolo, ha detto. Ripercorrendo la storia del suo Paese, Gheddafi ha anche voluto ricordare di come “anche l’Italia sia stata sconfitta sul suolo libico”. Gheddafi ha accusato potenze straniere di aver aizzato e pagato i giovani del suo Paese per farli combattere, per causare caos e distruggere la sua persona. Insomma un Gheddafi che sfida la piazza e la comunità internazionale, e che non solo non si dimette ma annuncia che resterà fino alla fine, a guidare il popolo libico (Rai News24). O morirà in Libia come martire, cosa che io auspico accada presto!

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha appena emanato una risoluzione di condanna.

23 febbraio 2011 Oggi i morti sono 10.000. Dieci volte di più!!! Un video diffuso da Onedayonearth mostra le fosse sulla del lungomare della capitale. Ashton: Ue pronta ad ulteriori misure. Un pilota d’aereo si è rifiutato di bombardare i pozzi di petrolio, come Gheddafi ha ordinato. E’ la Libia divisa in due: Bengasi, Derna, fino a Tobruk quasi al confine con l’Egitto. Sono le citta’ orientali “liberate” dai rivoltosi, secondo numerose testimonianze che danno la Cirenaica, da sempre spina nel fianco del colonnello, in gran parte ormai in mano ai manifestanti. Ma dove i segni del bagno di sangue sono drammatici ed evidenti e il regime non vuole cedere alla furia della folla. Resiste disperatamente.

L’aereo della Libyan Airlines nel pomeriggio di oggi era apparso inaspettatamente sui radar a La Valletta e il pilota aveva chiesto il permesso di atterrare, affermando di trasportare 14 passeggeri, in una lunga trattativa alla presenza anche dell’ambasciatore libico a Malta quando, come mossa estrema, aveva comunicato la presenza a bordo di Aisha: le autorita’ maltesi hanno riferito di aver respinto il volo “per non creare un precedente”. Cosi’ come anche il Libano ha negato l’autorizzazione per l’atterraggio a Beirut di un aereo privato a bordo del quale era stata segnalata la presenza della moglie di origine libanese di Hannibal Gheddafi, uno dei figli del leader libico Muammar Gheddafi, e altri suoi familiari. (Fonte: RaiNews24)


27 febbraio 2011

Diverse unita’, composte da ribelli e militari che sono passati dalla parte degli anti-governativi, sono gia’ arrivate nei pressi della capitale.

Per cercare di arginare le proteste, il regime ha annunciato venerdì scorso un aiuto di 500 dinari (circa 290 euro) a famiglia e un aumento del 150% degli stipendi dei dipendenti pubblici.

La scorsa notte, il governo ha inviato un sms invitando gli abitanti di Tripoli a recarsi in banca per ritirare il denaro. (RaiNews24)

A Tripoli il cibo scarseggia, mentre sulla città cade un manto di pioggia cupa e tetra. Si è riversata in una Piazza Verde deserta ed è scesa giù fino alle strade in stile italiano dell’antica capitale della Tripolitania. Ma non c’erano carri armati, nessun blindato per il trasporto delle truppe, nessun soldato, non un solo aereo da guerra nel cielo; giusto qualche poliziotto e uomini e donne anziani che calpestano la strada intorpiditi. Con il rammarico dell’Occidente e degli abitanti della città libera di Bengasi, la capitale della Libia appariva quieta proprio come ogni dittatore avrebbe desiderato. (Robert Fisk su Peacereporter)

Si conoscerà oggi la composizione del governo ad interim che nelle intenzioni dei rivoltosi anti-Gheddafi prenderà il posto dell’esecutivo che fa ancora capo al colonnello libico. Continua su NenaNews Agency

Giovani donne che protestano contro il regime di Gheddafi

1 marzo 2011 Fedeli del regime hanno bombardato i pozzi di petrolio a Brega. La Libia è nelle mani di un pazzo…  Muammar Gheddafi ha respinto le pressioni della comunità internazionale che gli chiede un passo indietro e ha minacciato di bombardare Al Zawiya dopo il rifiuto degli abitanti di manifestare in suo favore. L’ambasciatore Usa all’Onu, Susan Rice lo ha definito “delirante” e “inadatto a guidare” il suo Paese mentre per il Cremlino il rais è “un cadavere politico vivente che non ha piu’ posto nel mondo civilizzato” e si deve dimettere.

A Misurata le milizie fedeli al rais hanno ucciso tre persone e catturato decine di giovani poi mostrati in tv e indicati come drogati e responsabili dei disordini.

Circa 6mila persone, in maggioranza egiziani, sono bloccati al confine con la Tunisia a causa della chiusura della frontiera di Ras el Jedir. Le autorità vogliono stabilire una sorta di filtro per evitare una “valanga umana incontrollata”.

2 marzo 2011 L’Assemblea Generale dell’ONU ha espulso la Libia dal Consiglio Internazionale per i Diritti dell’Uomo. Decisione ONU senza precedenti!  Ed a tempo indeterminato. Tale ente è parte integrante delle Nazioni Unite. Lavora a stretto contatto con l’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani e ha il compito di salvaguardare il rispetto di garanzie fondamentali, quali la dissidenza e la libertà di espressione, ossia alcuni dei principali diritti contemplati della Dichiarazione Universale dei Diritti del 1948, la carta fondante delle Nazioni Unite.

La risoluzione è stata ufficialmente presentata dal diplomatico libanese Nawaf Salam, che ha parlato a nome della Lega araba e dell’Unione Africana. “Speriamo che questa risoluzione porti alla cessazione immediata delle violenze”, ha detto Salam che ha anche espresso “solidarietà” nei confronti della popolazione libica.

3 marzo 2011

Il gruppo hacker pro-Wikileaks Anonymous – che era intervenuto ad attaccare i siti del governo tunisino, ricordate? –  ha lanciato un attacco informatico contro il sito di Finmeccanica per protestare contro la fornitura di armi alla Libia e contro Berlusconi. Approfondimenti su… RaiNews24

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Questa voce è stata pubblicata il 31 marzo 2011 da in libertà.

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