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Mmm… Mashrek e Maghreb turbolenti

Tunisia: coprifuoco dalle 21 alle 5 perchè i giovani protestando distruggono beni pubblici. Deflagranti dichiarazioni dell’ex ministro dell’Interno, Farhat Rajhi, che aveva sostenuto (comunque attenuando in seguito la portata delle sue parole) che le forze armate tunisine, guidate dal generale Rachid Ammar, capo di Stato maggiore delle tre Armi, avrebbero attuato un golpe in caso di vittoria, alle elezioni politiche, dei partiti confessionali, intorno ai quali sta crescendo il consenso popolare.

Intanto, al confine vengono bombardati dalla Libia che cerca di colpire i ribelli libici in fuga… ma non è vero. Vogliono solo che smettano di accogliere sfollati ribelli e sfamarli.

Egitto: I sostenitori dell’ex presidente egiziano chiedono che non venga processato. Gli oppositori pretendono invece che venga fatta giustizia. E si scontrano al Cairo il 5 maggio… C’è un altro episodio di scontri fra cristiani copti e musulmani salafiti. Nena News riporta la notizia con precisione. Mentre i telegiornali ovviamente diffondono la notizia enfatizzando che dei cristiani sono stati attaccati da islamici. Il mese scorso i salafiti se la sono preso con tombe di sufi – mistici islamici. Anche alcuni copti sono estremisti: vengono sobillati dai copti che vivono all’estero, specie quelli statunitensi.

Al centro della battaglia, una donna: centinaia di salafiti ha assaltato una chiesa affermando che una giovane donna vi era tenuta in ostaggio dopo essersi convertita all’Islam. Si tratta di una vicenda che si trascina da lungo tempo. Secondo i musulmani Camilia Shehata, della città di Minya ed ex moglie di un prete copto, sarebbe stata sequestrata dalla Chiesa copta per impedire che completasse la conversione all’Islam. La donna in passato sarebbe anche andata al centro islamico al-Azhar per formalizzare la sua conversione e divorziare dal marito ma si era vista negare il documento con vari pretesti. Le autorità islamiche preferirono evitare un incidente diplomatico con la chiesa copta.

La Siria ha dell’indescrivibile… anche perchè non accade da oggi… sparano al popolo, lo accusano di essere sobillato, sparano alle ambulanze… L’Unione Europea vorrebbe imporgli sanzioni.  Le sanzioni arrivano mentre in Siria si è vissuta ieri una nuova giornata di proteste e tensioni con 26 manifestanti uccisi, secondo attivisti locali, dalle Forze Armate a Homs e in altre citta’. La tv di stato ha riferito da parte sua di almeno quattro poliziotti uccisi da “bande criminali”. A Damasco è finito in manette anche il noto oppositore ed ex parlamentare Riad Seif (da poco era uscito di carcere). I suoi familiari hanno riferito che è stato portato via assieme ad altri dimostranti da agenti di polizia che lo hanno caricato a bordo di un veicolo nei pressi della moschea al Hassan, nel quartiere di Midan, dove era in corso una manifestazione. Homs è sotto assedio… ucciso anche un bambino di 12 anni e arrestano anche i bambini di 10 anni! .. per punire i suoi genitori 😦 Bastardi! I media di regime negano le proteste popolari e definiscono chi è ferito “terrorista”.

Ma l’Europa non impone alcuna sanzione al Bahrein: il monarca assoluto Hamad al Khalifa ha represso nel sangue il movimento per le riforme e la democrazia di Piazza della Perla. Almeno quattro manifestanti sono stati condannati a morte, molti altri a pesanti pene detentive sulla base di accuse gonfiate e al termine di processi senza garanzie per gli imputati.

Le ultime notizie da Manama riferiscono di una ulteriore stretta nei confronti della stampa. Da lunedì cesserà le pubblicazioni su ordine delle autorità al Wasat, l’unico quotidiano vicino all’opposizione. Diverse donne del Bahrein peraltro denunciano di aver subito violenze sessuali dalle forze militari saudite entrate nel paese su richiesta di re Hamad. Fatima, una parente dell’attivista bahrainita Abdulhadi al-Khawaja (detenuto dall’inizio di aprile), ha detto all’emittente Press TV di essere stata stuprata nella sua abitazione da soldati sauditi. Press tv riferisce di altri casi di violenze sessuali. Nelle ultime ore è giunta anche denuncia di Navy Pillay, alto commissario dell’Onu per i diritti umani, che ha chiesto al regime bahranita di cessare la tortura dei detenuti politici.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 maggio 2011 da in libertà.

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