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Maledizione alla manovra malfatta e dannosa…

La manovra correttiva predisposta dal governo del 13 agosto, assieme alle successive modifiche è pari a oltre 55 miliardi di euro tra il 2012 e il 2014. Una parte della manovra si applica anche al 2011 per un importo di quasi 2 mld di euro, mentre per il 2012 è previsto un intervento di 23.932 mln di euro, e per il 2013 le misure adottate sono pari a 49.865 mln di euro. Alla fine del 2014 ci sarà una manovra cumulata pari a 55.405 mln.

Sintesi della manovra economica luglio-agosto 2011
Anno 2011 Anno 2012 Anno 2013 Anno 2014
entrate 31 7925 17722 6132
minori spese 10430 7738 1301
totale decreto agosto 31 18355 25460 7433
totale manovra luglio e agosto 2139 23932 49865 55405
incidenza delle entrate sui tagli -100 31,6 -56,3 -78,8

Mettiamo in fila alcuni s-nodi che occorre non dimenticare se si vogliono adottare dei provvedimenti coerenti per la crescita e lo sviluppo del paese:

  • l’Italia cresce meno della media dei paesi europei da oltre 15 anni, con un cumulato di minore crescita del pil pari a oltre 150 mld;
  • gli investimenti delle imprese italiane sono del 50% meno produttivi delle imprese europee;
  • il salario medio italiano è significativamente più basso della media europea (area euro), ma nel contempo il costo del lavoro, che è un indicatore di prezzo e non di competitività, è in forte crescita;
  • la produzione ad alto contenuto tecnologico delle imprese italiane è più bassa del 75% di quella media delle imprese europee;
  • la spesa pubblica italiana primaria è la più bassa tra tutti i paesi europei.

Tutta la componente ad alta tecnologia, anche quella legata alle tecnologie per la produzione di energia rinnovabile, è sostanzialmente importata. Stante l’attuale specializzazione produttiva del paese, la domanda di investimenti delle imprese italiane è soddisfatta via importazioni. L’esempio più eclatante è quello dei pannelli solari: su 100 pannelli installati, 98 sono importati, 1 è prodotto da una impresa estera in Italia e 1 è realizzato da una impresa italiana. La stessa cosa si può dire per molti dei beni e servizi ad alto contenuto tecnologico, dalla cura, all’ambiente e via discorrendo.

Ma a livello europeo e internazionale sono proprio gli investimenti nella green economy e nell’alta tecnologia a crescere in misura doppia rispetto agli investimenti per la produzione “meccanica”. Il difetto dell’Italia è proprio quello di avere una struttura produttiva del tutto inadeguata per affrontare i settori emergenti. Quindi occorre un intervento diretto per modificare la struttura dell’offerta dei beni e servizi del paese. Si potrebbe intanto differenziare gli stimoli pubblici agli investimenti. Per esempio, gli stimoli pubblici potrebbero essere concessi solo per i progetti ad alto contenuto tecnologico generati dalle imprese, cioè non importati dall’estero, meglio ancora se la cassa depositi e prestiti industrializzasse la ricerca e sviluppo pubblica….

L’analisi completa è qui  www.sbilanciamoci.info

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Questa voce è stata pubblicata il 15 settembre 2011 da in democrazia, notizie con tag , , , , , .

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