Orybal's weblog

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Terraferma… tanto per dire

Arrivano qui e ci dicono “Tu sei mia sorella. Do il tuo nome a mia figlia”. Disarmandoti… e raccontandoti le storie dei loro viaggi pericolosi e pieni di violenza.

Il film di Crialese ho scelto di andarlo a vedere oggi che… mi sento arrabbiata e triste. Tutt’altro che generosa. Ognuno se ne resti ad occuparsi degli affari suoi, non chiedetemi niente e vi lascerò in pace. Ma io non vivo a Lampedusa. Là probabilmente non puoi mica ignorare quello che accade…. La scorsa estate volevo andarci, a Lampedusa… con Io vado a Lampedusa – per una nuova concezione di turismo sostenibile.

Poi, passa l’estate e non ci si pensa più all’isola. Ma gli sbarchi smettono? A inizio settembre ancora c’erano centinaia di migranti, che arrivano in 70-80 per nave.  Subsahariani e tunisini. I tunisini scappano perchè non sperano nel futuro dopo il caos rivoluzionario. Ma non solo: Zarzis è sul confine con la Libia in guerra e questa estate e ancora per un po’ molti che lavoravano nel turismo… son rimasti a casa, disoccupati. Non saranno considerati per asilo politico. Come molti altri subsahariani che pensano che scappare dalla miseria sia la loro unica chance. E hanno ragione, dal loro punto di vista. Ma non sospettano la grandezza dei guai cui vanno incontro volendo entrare nella Fortezza Europa (vedi http://fortresseurope.blogspot.com/).

Però ieri c’è stata una buona notizia, per loro… prorogati 11.000 permessi per motivi umanitari che stavano per scadere.

Comunque, il film: riflette su come la legge del soccorso in mare confligga con l’imposizione di non soccorrere i clandestini. Per i vecchi pescatori dell’isola questo è una assurdità, la legge del mare vale di più. E’ più umana e nasce dalla solidarietà fra pescatori che sanno come il mare porta cibo ma ruba anche facilmente le vite.

Oggi nell’isola tutto pare cambiato, il mare da meno pesce, si deve rinnovarsi, si bada all’apparenza perchè si vuole aprire l’isola al turismo. Ma la realtà viene incontro ai pescatori… i clandestini nuotano verso le loro barche, stremati da un lungo viaggio. Una donna cambia la vita di questa famiglia nonno-nuora-nipote. La finzione del villaggio turistico viene interrotta da uomini che approdano nelle spiagge… l’Africa che disturba le vacanze dell’Europa. Allora… bisogna fare delle scelte… scegliere da che parte stare. E a volte può essere spaventoso. Alcuni dicevano di non voler andare al mare a Lampedusa perchè il mare “è pieno di morti”. E poi vanno in Africa o in riva al Gange. Chi sceglie, rischia personalmente. Ma certi valori e certe situazioni ci pongono di fronte alla nostra responsabilità. A chi noi vogliamo essere. E con la nostra coscienza i conti li dobbiamo fare noi.

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Questa voce è stata pubblicata il 8 ottobre 2011 da in libertà.

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