Orybal's weblog

free your soul

Quando uno stato membro ha fatto l’azzeccagarbugli…

Sto partecipanto a un ciclo di seminari di aggiornamento sulla normativa dell’immigrazione e condizione dello straniero pensati per un pubblico di pubblici dipendenti (Comuni, U.L.S.S., C.T.P., Questura, Forze dell’Ordine e Provincia) funzionari e dirigenti sindacali, operatori del privato sociale, mediatori culturali, liberi professionisti e studenti…

E’ ancora presto per dare un’impressione generale, ovvviamente…

Venerdì scorso non son arrivata in orario e mi son persa l’intervento del prof. Edgar Serrano, che a detta di tutti è stato molto interessante.

Ho seguito l’avv. Elisa Chiaretto dell’ASGI che ha reso chiaro come in realtà oggi le norme discriminatorie del nostro governo vengano relativizzate dal fatto che sono incompatibili con alcune direttive europee. Le Direttive europee vanno ratificate entro il termine stabilito. In caso contrario, non ci sono eccezioni.. diventano comunque giurisprudenza degli Stati Membri, i magistrati possono applicarle e considerare nulle le parti della legge nazionale che contrastano con queste. Non c’è trippa per gatti…

Per la legge Bossi Fini, questo è stato un massacro. Silvio si lamentava pochi giorni fa che Napolitano correggesse le leggi del suo governo con la matita rossa… e per fortuna, o arrivava la mannaia europea a far umiliare questa Italietta incapace ed ostinata.

Oggi c’è stata un’introduzione di una referente della provincia, che ha messo in luce che in provincia di Treviso sono 900.000 persone, e più di 100.000 stranieri (credo intenda comunitari e non). Cioè  rappresentano più del 12% della popolazione della provincia. Ma questo ente locale viene spesso elogiato per il suo  “tasso di integrazione” degli stranieri, il più alto fra le province venete, che è possibile grazie a un ottimo coordinamento fra enti publici, le ASL, le associazioni degli immigrati, il privato sociale, il volontariato sociale. Guai a dimenticare la Caritas tarvisina che qui… a fa tuto ea.

Anche la questura ha buona fama per una buona “gestione” dell’immigrazione. E tutto ciò viene fatto con sempre meno personale e sempre meno risorse… ok. La provincia con l’ufficio stranieri offre un segretariato sociale insieme alla coop. Servire e poi un servizio di consulenza specialistica, dal 2007 istituzionalizzata.

Hanno elencato cose fatte:

  • newsletter;
  • una guida in linea sulla normativa in materia di immigrazione;
  • il progetto Migramedia che prevede l’inserimento di mediatori linguistico-culturali nelle strutture più a contatto con l’utenza straniera: Ufficio Immigrazione della Questura, Sportello Unico Immigrazione della Prefettura e Ufficio Stranieri della Provincia di Treviso con la collaborazione della Cooperativa Sociale Hilal;
  • bando per associazioni straniere;
  • bando per corsi di sicurezza nei cantieri e per corsi di lingua per badanti.

Ok, un bel po’ di cose. Bravi, all’ufficio stranieri della provincia.

Ci son stati poi gli interventi dell’avvocato Marco Paggi e del magistrato Lorenzo Miazzi.  All’inizio i loro interventi son stati ostici: nel mondo del diritto poche certezze. Paggi ci parla di un convegno del FRA – European Agency for Fundamental Rights – cui è stato. La Polonia si sta preoccupando di regolarizzare gli immigrati irregolari che lavorano da 12 mesi. Di immigrati c’è bisogno a causa della bassa natalità in Europa. Gli ingressi per lavoro stagionale sono ormai un fatto fisiologico, tanto che i datori di lavoro vantano diritto di prelazione su certi lavoratori già noti.

Inizia poi un approfondimento sul contratto di soggiorno… ha natura contrattuale, viene sottoscritto dalle parti, con controllo della pubblica amministrazione.  E’ il datore di lavoro ad aver l’onere di controllare che l’alloggio del lavoratore sia idoneo… ma se l’immigrato non è ancora arrivato in Italia (deve venire dai flussi)! …

Poi… son andata a fare il colloquio al centro per l’impiego, per l’IDO, dato che mi avevano dato appuntamento alle 10.30.

L’intervento del penalista Miazzi risulta più diretto: ripercorre la storia giuridica dell’inottemperanza dell’ordine di espulsione. Dal 1933 al 1989 era un reato che prevedeva 3 mesi di arresto; nel 1989 è illecito amministrativo; nel giugno 1993 è un delitto, con pena  fino a 3 anni; nell’agosto 1993 è un’altra cosa; nel 1995 è un illecito amministrativo con contravvenzione; ……. nel 2009 prevedeva pena  fino a 4anni con detenzione amministrativa  fino a 180 giorni; dal dicembre 2010 al marzo 2011 non si sapeva cosa fosse e per la giurisprudenza è stata una sfida stimolante 🙂 … nell’aprile 2011 viene dichiarato illecito amministrativo che prevede multa e detenzione amministrativa. Ogni cambiamento è dovuto al cambio di governo relativo. Certezza del diritto????

Ripercorre la storia normativa: in Italia il Testo Unico di pubblica sicurezza considerava gli stranieri insieme a ubriachi e vagabondi. Poi nel 1990 si ha la prima legge che regola l’immigrazione: la Legge Martelli. Intorno alla sua formulazione c’era una gran discussione politica che ha visto le leghe del nord allora divise che premevano per una maggiore rigidità. L’esito è stato che l’immigrazione è stata considerata un problema di sicurezza, in capo al Ministero dell’Interno invece che al Ministero del Lavoro. Prevede un doppio binario: per i regolari il decreto flussi; per gli irregolari nessuna possibilità di lavorare e solo l’espulsione. Anche nel resto d’Europa l’idea era simile…

Il meccanismo tecnico viene usato in maniera politica: in Italia servirebbero 150.000-200.000 lavoratori all’anno. Il decreto flussi non ha mai richiesto più di 50.000 lavoratori. Per non destabilizzare le comunità locali con troppi stranieri! Il risultato è che entrano 150.000 persone,  comunque, e un 100.000 dovrebbero essere espulse ogni anno. Ma per espellerli serve l’interprete, personale dedicato, organizzare il viaggio… si riescono ad espellere circa 25.000 persone per anno. Gli altri irregolari rimangono.

Quando la quota di irregolari tocca i 500.000, di solito in Italia si fa una sanatoria… bastano 4 anni di irregolari, per raggiungere la cifra. Le sanatorie infatti sono state cicliche, in Italia: 1990, 1994, 2002, 2006, 2009…

L’espulsione risulta essere una sanzione finta. Fra gli irregolari, solo gli sfortunati vengono scoperti; gli sfortunatissimi espulsi davvero. L’Italia ha spinto per considerare tutto ciò un reato penale, ma è una violazione amministrativo. La Legge Turco Napolitano prevedeva solo la detenzione amministrativa nei CPA. Si pensava a numeri bassi, perchè nei CPA stessi non c’erano molti posti.

Perchè se espulsi, non se ne vanno??? In Italia abbiamo 44.000 posti in carcere. Ci son reclusi 61.000 detenuti, a Padova in alcune celle sono 9. La pena di 3 anni prevista per chi non se ne va dopo decreto di espulsione NON è stata convertita in legge! E’ una sanzione penale ineffettiva. Se entravano in carcere i clandestini… buttavamo fuori i carcerati, per farceli stare? 🙂 Una delle sgradevoli conseguenze della norma è che si sono INTASATI I TRIBUNALI. Un sacco di attività senza alcun esito, che impegna i poliziotti, a scapito della lotta al crimine, anche se appunto l’immigrazione viene considerata un tema relativo alla sicurezza.

La Cassazione ha stabilito che un clandestino cui è stato dato decreto di espulsione, se poi lo lasciano andare e poi lo riscoprono, non può esser di nuovo riarrestato. La Corte Costituzionale ha dichiarato illeggittimo arrestare qualcuno per una contravvenzione come l’inottemperanza dell’espulsione. Sarebbe una persecuzione, penso…

La cosiddetta Direttiva Rimpatri (del 2008: l_34820081224it00980107 DIRETTIVA RIMPATRI) ha cambiato tutto. Non prevede che l’inottemperanza di espulsione sia una questione penale ma prevede i centri di detenzione amministrativa. Entro il 24 dicembre 2010 tutti gli stati membri avrebbero dovuto fare leggi nazionali di ratifica della direttiva.

Cosa ha fatto il nostro governo nei due anni disponibili per ratificarla? Non ha speso tempo per ratificarla ma per attaccarsi a un cavillo per non farlo! L’art. 2 prevede che la direttiva non sia applicabile a extracomunitari sottoposti a rimpatrio con sanzione penale. Quindi hanno introdotto il reato di clandestinità con pena pecuniaria fino a 10.000 euro. Un reato finto… perchè per i reati serve una condotta criminosa, invece questo ti decreta reo per quello che sei..

Con l’art. 61 co 11 bis per ogni reato commesso da un immigrato irregolare, la pena è aumentata! La Corte Costituzionale abroga subito, il 25 luglio 2010, il co 11 bis dell’art. 61 perchè cozza con l’art. 25 della Costituzione. L’arrivo della direttiva rimpatri dovrebbe liberare quegli irregolari finiti in carcere per clandestinità? Ridurre le loro pene? E’ una questione complessa per gli avvocati perchè il 61 co 11bis aumentava le pene considerando la clandestinità un’aggravante… e quindi un ladro di biciclette che aveva subito condanna per clandestinità veniva trattato come un recidivo, quindi pene minori son diventate condanne più pesanti… e ora come si fa?

Dato che della scadenza UE il governo se ne è fregato, il 17 dicembre 2010 ha emanato una circolare che vuol interpretare la coerenza fra la Direttiva e il Testo Unico Legge Bossi Fini. La circolare non basta. Dal 25 dicembre 2010 la Direttiva è VIGENTE, APPLICABILE DIRETTAMENTE QUI. Da allora, i magistrati lavorano in modo molto discrezionale, facendo ognuno sentenze che si appellano a norme diverse.

Una condanna comminata in Trentino in base alla Legge Bossi Fini è stata impugnata davanti alla Corte di Giustizia Europea: nell’udienza del 30 marzo 2011 lo Stato Italiano ha dovuto  difendere la propria normativa contro la Commissione Europea e la Corte di Giustizia Europea ha dato ragione a quest’ultima il 29 aprile 2011 bocciando la nostra normativa sulle espulsioni, che diventa inapplicabile. L’inottemperanza del decreto di espulsione verrà, a seguito dellla Sentenza EL DRIDI ,considerata un illecito amministrativo.

Viene fatta notare dal Giudice di Pace di Mestre l’incompatibilità complessiva della Bossi Fini con la Direttiva Europea. Si attende sentenza nel 2012.  Un decreto legge ha preso atto dell’inapplicabilità dell’art. 14 e altri e cerca di metter una toppa. Fatto il decreto, si lascia il reato penale, comminando multa esosa. La circolare 5188 del 29 giugno 2011 afferma che l’allontanamento è possibile esaminando in questura caso per caso, e da una lista di indici da valutare.

Il 30 settembre 2011 è stata sollevata in Francia una questione sull’ingresso irregolare. A breve ci sarà la sentenza per direttissima (fine novembre?).

Adesso il nostro Testo Unico Legge Bossi Fini è integrato da rettifiche.

L’art. 5 parla di PERMESSI DI SOGGIORNO. Il comma 8bis sanziona chi contraffa atti pubblici e privati (come il contratto di soggiorno) o utilizza falsi. Il Codice Penale sanziona già tale reato, ma quest’articolo alza la pena  e la diventa “da 3 a 10 anni”…

L’art. 6 comma 3 riguardava le PENE PER CHI NON ESIBISCE DOCUMENTI DAVANTI A PUBBLICO UFFICIALE. Era fatto per i regolari. Ma la Cassazione ha deciso che va applicato anche agli irregolari! Documenti significava passaporto O permesso di soggiorno. Il pacchetto sicurezza ha precisato passaporto E permesso di soggiorno, il che significa che ora vale solo per i regolari. Gli altri, il permesso di soggiorno, non lo hanno!

L’art. 10 bis riguarda l’INGRESSO E SOGGIORNO ILLEGALE. La competenza viene data al giudice di pace che imita il processo per direttissima. La sanzione viene sostituita con un decreto di espulsione. Se manca passaporto non si può convertire in espulsione. La sorte dopo il decreto può essere: libertà; espulsione; CIE (peggio del carcere, perchè nessun magistrato di sorveglianza controlla che non ci siano trattamenti degradanti). La pena pecuniaria prevista… quando mai un clandestino riesce a pagarla?? Quindi si dovrebbe convertirla in lavoro sostitutivo o in detenzione domiciliare. Ma il clandestino non ha casa, nè comune di residenza che lo metta a lavorare.  I fascicoli vengono chiusi in un armadio… aspettando cambi il vento normativo. 🙂

L’art. 12 si occupa di PUNIRE CHI ORGANIZZA INGRESSI CLANDESTINI. Il comma 1 parla di azioni per fare entrare illegalmente. Il comma 5 punisce chi FAVORISCE LA PERMANENZA PER INGIUSTO PROFITTO. Si accennava alla pena detentiva e alla confisca dell’immobile per chi ospita/affitta a clandestini. Ma poi il pacchetto sicurezza precisa “solo per ingiusto profitto”, cioè per affitti esosi??

L’art. 13 riguarda l’ESPULSO CHE RIENTRA PRIMA DEL TERMINE PREVISTO DAL DECRETO DI ESPULSIONE.  Prevede l’arresto per rito direttissimo. Prima della sentenza El Dridi il termine italiano era 10 anni, ora 5 come in Direttiva europea.

Il nuovo art. 14 riguarda l’INOTTEMPERANZA DEL DECRETO DI ESPULSIONE. Convertito in Legge n. 129 del 2011. Se non lasciano il paese, si aumentano le multe, che è impossibile pagare… circolo vizioso. Tempo sprecato per giudici e polizia… e la giustizia rallenta.

L’art. 22 comma 12 tratta l’IMPIEGO DI IRREGOLARI. Questo è proprio serio…

Il magistrato Miazzi ha accennato anche all’OBBLIGO DEL PUBBLICO UFFICIALE DI DENUNCIARE UN IMMIGRATO IRREGOLARE, e qui non ho capito a che art. o legge lo riferisse… ma ha detto che esistono molte eccezioni (donne incinte, minori, richiedenti asilo, etc.) e che senza certezza del reato decade l’obbligo.

Ah, ultima news: quest’anno niente decreto flussi! Lo dice Natale Forlani, direttore immigrazione del ministero del Lavoro: ci son troppi immigrati disoccupati in Italia ora, vengano impiegati loro… e ci son pure molti irregolari per i quali forse è occasione per regolarizzarsi…  StranieriinItalia chiede una nuova sanatoria. Luciano: “Se non si autorizzano nuovi ingressi si elimina anche l’unica valvola di sfogo per la clandestinità. Il Governo dia un permesso di soggiorno a chi ha un lavoro”.

Concluderei con la chiusura di un articolo ANSA su un nuovo portale dedicato dalla UE all’immigrazione: ec.europa.eu/immigration

Il tema dell’immigrazione ha un posto di rilievo nell’agenda politica dell’Unione, ha sottolineato la Commissione, e la ‘primavera araba’ e gli eventi nell’area del Mediterraneo del Sud hanno “ulteriormente sottolineato il bisogno di una politica migratoria coerente e onnicomprensiva per l’Ue”. Il nuovo corso è contenuto nel documento ‘Un approccio globale alla migrazione e alla mobilita” (Gamm), che ruota attorno la mobilita’ dei cittadini di paesi terzi e punta a partnership piu’ sostenibili e lungimiranti. 🙂

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 25 novembre 2011 da in democrazia, diritti.

La mia tesi è libro: info qui

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: