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Dove vado, ora, io??? Portami a tua casa, dai!

Non mi va di scrivere di quello che sembra il “must del giorno”.

Poco fa era commentare il pianto della ministra del Welfare, anche se l’ho fatto su www.padovadonne.it, perchè bisognava stimolare una riflessione sul senso e sul rispetto del piangere. Poi ne hanno commentato tutti, dai blogger all’Irene Pivetti, tutti a dire che piangere è onesto e non fragilità…

Al momento, invece, il must di cui parlare è la denuncia falsa di stupro di una ragazzina, pretesto per un’aggressione a una comunità di rom a Torino. In questo blog, di diritti dei rom e di donne si è parlato già. Ora c’è pure questo blaterare su ossessione per la verginità della suddetta adolescente, specie nei siti femministi che discettano di diritto a una sessualità libera… ok, ma basta. Disgustose parole a vanvera, rumore fastidioso.

Basta anche commentare notizie tratte dai quotidiani razzisti come la media dei loro lettori, su fatti e retroscena dei pensieri di una adolescente che non si conoscono, basta accusarla di stupidità o peggio, basta ululati di misogini che da una falsa denuncia traggono il loro diritto alla violenza e denigrazione della vittima. Basta discutere se le scuse che ha poi rivolto ai bambini rom siano sincere, siano abbastanza o invece no. Tutti che pretendono di poter commentare. No. Silenzio!

E ricordano in tanti che i violenti che hanno dato fuoco al campo passano in secondo piano. Allora basta di parlare di tutt’altro! L’unica cosa per cui ci si dovrebbe indignare, che si dovrebbe denunciare. Voglio i loro nomi e sapere da dove saltano fuori questi stronzi. Che non aspettavano altro.

Indignamoci insieme a quelle donne rom. Perchè si pretendeva di fare del male anche a chi non ha fatto niente. Le donne e i loro bambini. E uomini innocenti. Lo erano tutti. L’idea criminale e tribale di punire tutti perchè uno viene sospettato di aver fatto qualcosa. Come può degenerare a tal punto la razza umana, da metter in campo un pogrom – parola che letteralmente significa “devastazione” ed è in senso lato “persecuzione sanguinosa di una minoranza” -, non ci supponevamo popoli civili e civilizzanti, noi?

E chi non ricorda i roghi di Ponticelli? Scrivevano  “Torna a salire la tensione nel quartiere napoletano di Ponticelli. Nuovi roghi sono divampati nei campi nomadi”. Come no? Da soli… autocombustione! Incendi appiccati da ignoti… come il milite ignoto, che significa tutti e nessuno. No. Dove sono i nomi e cognomi delle persone che ci fanno vergognare di essere italiane?

E il caso Mailat? Ci son sospetti che l’accusato non fosse il colpevole, che i rilievi del DNA fatti siano stati ignorati. L’episodio sia stato il perfetto pretesto per rimpatriare i rom rumeni, sull’onda dell’efferatezza del crimine che generava un sentimento di repulsione diffuso. Pochi sanno che i legali di Mailat hanno fatto ricorso presso la Corte europea dei Diritti Umani dopo la sentenza definitiva di condanna all’ergastolo della Cassazione, sentenza emessa nonostante, secondo gli stessi Giudici della Suprema Corte, le indagini sull’omicidio Reggiani presentassero “palesi deficienze delle indagini e degli accertamenti eseguiti subito dopo il gravissimo fatto di sangue”.

Il gruppo EveryOne si occupa da tempo del razzismo contro questa minoranza ed ha già denunciato nel luglio 2011 la discriminazione che in Italia viene attuata verso le famiglie rom: braccate, controllate, fotosegnalate, denunciate per i reati legati alla precarietà: occupazione di suolo pubblico o privato, accattonaggio molesto, furtarelli, abbandono di minori, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. La persecuzione politica, poliziesca e giudiziaria dei Rom in Italia è attestata da numeri.

In base alle leggi anti-immigrazione improntate alla discriminazione razziale e nonostante gli ammonimenti dell’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani e delle massime autorità dell’Unione europea, i Rom, dopo le denunce, subiscono regolarmente condanne (spesso patteggiano pene che consentono loro di restare in libertà) senza neanche sapere di cosa sono accusati. Le mamme Rom hanno visto servizi sociali e tribunali sottrarre loro tanti bambini, sempre per indigenza. Si tratta di sottrazioni di minori giuridicamente e sotto l’aspetto dei diritti del fanciullo e della famiglia assolutamente immotivate. Il 90% dei Rom passati in Italia ha denunce e condanne a carico, che consentono alle autorità di espellerli, salvo diritto al ricorso di cui la maggior parte dei Rom, spesso analfabeti e spaventati di fronte alle istiituzioni, non si avvale”.

Loro (e anche l’AIZO) hanno avviato una petizione http://www.firmiamo.it/fermiamo-la-persecuzione-dei-rom-in-italia. E chiedono all’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, al Commissario Ue per i Diritti Umani, ai parlamentari, ai commissari e ai consiglieri dell’Unione europea di identificare strumenti cha abbiamo efficacia giuridica per fermare la pulizia etnica, la persecuzione istituzionale, l’atrocità degli sgomberi senza alternativa.

Anche quanto avvenuto a Torino è ora reso noto alle istituzioni dell’Unione Europea. Ha già risposto il parlamentare europeo, eletto per l’Ungheria, Surján László, che riferirà del pogrom torinese all’assemblea dell’Ue.

Che non si creda di poter continuare impunemente a fare gli stupidi e di rappresentare la volontà popolare… non in nostro nome, non ci sono giustificazioni a questi episodi di violenza razzista.

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Un commento su “Dove vado, ora, io??? Portami a tua casa, dai!

  1. valentina Tamburro
    14 dicembre 2011

    grazie per tutto quello che scrivi e fai
    Valentina Tamburro

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Questa voce è stata pubblicata il 13 dicembre 2011 da in diritti, zingari.

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