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Appello al governo per l’abolizione della tassa sul permesso di soggiorno e del meccanismo “a punti”.

Marta della nostra scuola Fuoriclasse ce ne aveva parlato, di questo appello firmato dall’ANPI e dalle sinistre, di cui chiedeva a Fuoriclasse se volesse aderire. E’ stato optato per il sì ed oggi è apparso su uno dei quotidiani locali. Ne son contenta.

Eccolo:

Appello al governo per l’abolizione della tassa sul permesso di soggiorno e del meccanismo “a punti”.

 E’ entrato in vigore in questi giorni un provvedimento palesemente ingiusto, quello che istituisce la tassa per il rinnovo del permesso di soggiorno che arriva a costare ingiustamente fino a 200 euro.

Si tratta di una norma palesemente discriminatoria che, oltre a violare la legge, incide sugli stranieri che già contribuiscono con il loro lavoro alle finanze dello Stato e che addebita loro i costi di una politica delle espulsioni che è sempre meno coerente con i movimenti migratori in atto.

E’ ingiusto che le risorse per le politiche migratorie e di integrazione debbano ricadere su chi è regolarmente presente sul territorio: queste risorse vanno reperite, invece, attraverso l’emersione del lavoro nero, in coerenza con quanto il governo si è impegnato a fare nella lotta alla evasione fiscale.

Più che di una sovrattassa possiamo dire che si tratta di un vero e proprio furto, soprattutto se pensiamo che dovrebbe finanziare anche il funzionamento del servizio di rilascio dei permessi di soggiorno. Si tratta di un servizio che oggi è improntato a mal funzionamento ed inefficacia come scelta di deterrenza. Infatti la gran parte delle domande presentate dagli immigrati per il rilascio del permesso di soggiorno non va a buon fine (esempio decreto flussi 2010: 430.000 domande e 12.000 permessi di soggiorno rilasciati pari al 2,6%, 5.500 richieste rigettate, oltre il 90% delle domande sono ancora su un binario morto). Come è concepibile pagare il biglietto per un treno che sta su un binario morto?”.

Chiediamo anche al governo di rivedere l’odioso “permesso di soggiorno a punti” (eredità anch’esso del precedente esecutivo) che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 10 marzo: si tratta di un meccanismo che pretende di racchiudere le vite delle donne e degli uomini che migrano nel nostro Paese in una inaccettabile logica “matematica” priva di umanità e di dignità.

In ogni stramaledetto caso, se per ottenerlo servirà un test… da oggi ci prodigheremo in Fuoriclasse anche per fare superare a tutti il maledetto test. Io per prima!

Contro un’esistenza a punti: il migrante ha due anni di tempo per raggiungere un livello di certificazione A2 ed ottenere così 20 crediti.
In caso di mancata certificazione il permesso di soggiorno è dapprima prorogato di un anno e poi revocato.
A partire da marzo 2012 (ndr) la stessa certificazione A2 sarà vincolante per l’ottenimento del permesso per soggiornanti di lungo periodo, un documento a tempo indeterminato che riconosce ai migranti maggiori diritti e welfare, liberandoli dall’incubo di ritornare all’irregolarità se perdono il lavoro.
È evidente che non contestiamo l’utilità dell’apprendimento della lingua italiana, ma siamo contrari ad un disegno che lo pone come requisito per l’accesso ai diritti.

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Questa voce è stata pubblicata il 5 febbraio 2012 da in democrazia, diritti umani, libertà, stranieri.

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