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Per i 4 gazawi del parkour triste avventura a Venezia…

Ecco il resoconto di Flavia:

Cara Rete, prima di mandarvi parole amare  sull’ esperienza di piazza, voglio preservare ciò che di bello ed importante va comunicato: i ragazzi, i 4 atleti palestinesi, della striscia di Gaza che praticano il Parkour hanno tenuto questa mattina una splendida conferenza stampa alla provincia nella quale hanno raccontato “che chi ci vuole fermi e rassegnati, ci vedrà correre, saltare, arrampicarci.. perchè scavalcare le barriere che ci opprimono è una tensione quotidiana” e anche che il parkour è “uno sport, una filosofia che permette di superare ostacoli e barriere”.

Se guardate il loro video vi verranno i brividi: questi ragazzi saltano sulle macerie della loro città, scavalcano muri con dei salti straordinari, sembrano non avere peso.

ATTENDIAMO DA MERI CHE CI DICA QUANDO SIA VISIBILE L’ INTERA CONFERENZA STAMPA CHE E’ STATA REGISTRATA. VI CONSIGLIO DI NON PERDERVELA E DI INCONTRARLI.

Sarebbe molto interessante poter seguire i loro incontri con due licei romani su “ Adolescenza, l’incoscienza e la curiosità per affrontare muri e barriere” il 20 ed il 21 febbraio.

Le parole amare hanno a che fare sul dopo conferenza stampa. Gli organizzatori avevano richiesto l’autorizzazione per dar  modo ai 4 ragazzi di fare qualche salto e acrobazia a piazza San Marco.

Quindi ci siamo diretti verso piazza San Marco.. ma attratti da una nicchia a 3 metri di altezza dietro una chiesa.. una nicchia senza arte, senza dipinti… un muro puro e nudo… uno dei ragazzi è saltato sopra in un attimo.. noi attoniti ed ammirati… siamo stati investiti da un vigile, molto esagitato che si è affrettato a chiamare la polizia, totalmente incapace di cogliere la giocosità della piroetta….

Ma il peggio doveva venire: quando  siamo arrivati a piazza San Marco e alla scalinata dei giardinetti.  Subito siamo stati convocati dal responsabile della polizia per l’ autorizzazione, che era agitatissimo perché diceva che ci stavamo troppo avvicinando al ghetto e quindi lui non poteva garantirci l’incolumità!!!!  Urlava insistendo che i ragazzi stessero solo nell’ angolo di San Marco. Minacciava, imprecava, continuava a dire che lui la responsabilità per l’ aggressione non se la sarebbe presa!!!!

Noi abbiamo cercato di portare un po’ la calma, anche per non rovinare il primo giorno di libertà… ( ma quale gioiosa libertà in display) ai 4 ragazzi che volevano fare solo due salti sui gradini!

Per quanto mi riguarda, dopo l’ennesima arringa da parte della polizia sul fatto che ci stavamo esponendo ad una aggressione da parte della comunita ebraica, come quella del Campidoglio – lui ne era pienamente informato, anche sui responsabili, evidentemente!!! – ad un mio tentativo di riportarlo alla ragione per permettere ai ragazzi appena usciti da un assedio militare israeliano qualche minuto di libertà di movimento sugli scalini dei giardinetti davanti a San Marco, il responsabile della polizia locale mi ha gridato che  mi sarei assunta io  la responsabilità di una eventuale aggressione, visto che eravamo un gruppo filo-palestinese.. io l’ ho corretto dicendo “Non solo filopalestinese: ci sono 4 veri palestinesi..” e lui ha risposto agitatissimo: “ancora peggio!!” Ho detto che mi sarei assunta la responsabilità di fare io le foto degli aggressori, questa volta, visto che la digos era stata incapace di sviluppare le sue dalla scalinata del Campidoglio, a seguito di ciò hanno voluto vedere la mia carta di identità, ecc…

Quindi, praticamente il piccolo show dei 4 ragazzi atleti e acrobati dei muri, il primo fuori dalla occupazione militare e dall’assedio di Gaza è stato avvelenato dall’ arrivo di camion e camionette della polizia accorse… per eventuali attacchi che potevano uscire dal ghetto. Negli occhi dei ragazzi, già disorientati e velati da tante cose che si portano con loro, vedevo sorpresa e anche un po’ di sgomento.

Quindi, i ragazzi – ed è qui il mio dolore per loro e la mia rabbia per noi – nel loro primo giorno fuori da Gaza hanno potuto toccare con mano come sia minima la nostra agibilità politica nella capitale e come i sionisti loro e nostri abbiano influenza e controllo…

Sono sicura che Meri li saprà proteggere nei loro futuri incontri e acrobazie, ma avranno bisogno anche della nostra partecipazione. GRAZIE A MERI E ALLE ALTRE ASSOCIAZIONI (progetto finanziato dalla Provincia di Roma e presentato dal capofila Cooperativa Sociale “Eureka Primo” e poi da Un Ponte per… Assopace, Jalla Onlus, ACS e Provincia di Benevento) CHE FARANNO CONOSCERE QUESTI 4 RAGAZZI STRAORDINARI NELLE PROSSIME DUE SETTIMANE A ROMA, BOLOGNA, MILANO, BERGAMO E PALERMO.

Flavia

Inoltrata da Loretta Mussi di Un Ponte Per…

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Questa voce è stata pubblicata il 19 febbraio 2012 da in libertà.

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