Orybal's weblog

free your soul

La voce dal mare

Ho visto “Mare chiuso” il 19 marzo al cinema Edera di Treviso. Era presente il regista Andrea Segre. Il documentario è commovente ed il dibattito seguente è durato parecchio e nessuno si è mosso… Andrea è molto diretto e simpatico, è una persona che va all’avventura perchè vuole raccontare storie direttamente dalla voce dei testimoni e far conoscere situazioni che ci riguardano ma che non verremo quasi sicuramente a conoscere dai media mainstreaming.

Per esempio, l’UNHCR mi invia queste lettere periodiche chiedendo soldi e sostegni per i profughi. Siamo distratti: io per esempio non facevo caso al fatto che magari i fondi vanno sempre agli stessi posti… o alle stesse persone per anni. Ci sono migliaia di persone che vivono in campi profughi fatti di tende (non come le case dei campi palestinesi in Libano, che immagino come una sorta di villaggi) per anni, decenni. In molte zone del mondo. Andrea Segre ne ha visti.

EveryOne ci racconta che alcuni profughi sono scappati dal campo UNHCR di Shegerab, nel Sudan. Spinto dalle durissime condizioni di vita nel campo, il gruppo ha tentato di varcare il confine con l’Egitto, per raggiungere, attraverso il nord del Sinai, lo stato di Israele, dove i rifugiati avrebbero chiesto protezione internazionale. Ma sono finiti arrestati. Si affidano a predoni. EveryOne dice che “E’ importante spiegare loro come sia ormai impossibile effettuare un viaggio verso Israele, attraverso la Libia o l’Egitto, senza cadere nelle mani dei trafficanti. Una volta prigionieri dei predoni, i profughi subiscono regolarmente l’imprigionamento in container interrati e quindi torture, sevizie, mutilazioni. Le ragazze e i bambini vengono ripetutamente stuprati. Sono violenze atroci, finalizzate a gettare nella disperazione i parenti degli ostaggi, costringendoli a pagare riscatti di 10, a volte 20 mila dollari a persona”. (Articolo 21)

Che situazioni disperate a questo mondo. Persone vivono anni aspettando, nutriti dall’UNHCR. Non possono tornare a casa nè andare altrove. La guerra della NATO in Libia ha spinto persone che lavoravano lì, immigrati da tutta l’Africa, fuggiti dai loro paesi per motivi politici o economici, a lasciare la Libia, salendo sui barconi dei trafficanti diretti verso Lampedusa oppure traversando il confine tunisino, per raggiungere il campo profughi di Choucha. 22.000 persone sono entrate in Tunisia. I tunisini li hanno soccorsi, ma poi sono stati fermati, perchè c’era troppo cibo 🙂 e da allora l’attenzione dei media internazionali ha lasciato il campo. L’unica speranza delle persone rimaste lì è quella di ottenere asilo in un paese occidentale. I subsahariani sono accusati dai libici tutti indiscriminatamente di essere stati mercenari al soldo di Gheddafi. Rischiano la vita, se rientrano in Libia, dove hanno vissuto per anni.

L’UNHCR ha avviato trattative per il loro reinsediamento in paesi occidentali. E’ di questi giorni la notizia che l’Unione Europea ha adottato un programma congiunto per il reinsediamento. Finora pochissimi avevano trovato accoglienza nei paesi scandinavi… e sono migliaia…

I subsahariani che son giunti a Lampedusa dall’aprile 2011 sono stati ridistribuiti per l’Italia, 70 o più a Susegana – Conegliano nel trevigiano. A Santo Stefano di Cadore (BL) ne hanno accolto solo 10, ma 3 di loro si sono recentemente innamorati e sposati con ragazze locali!

Hanno seguito un percorso esterno al programma per i rifugiati, accolti temporaneamente da enti assistenziali. Ma la loro situazione non è temporanea: in LIbia non ci possono rientrare. E’ stato loro detto di fare richiesta di asilo, ma quasi tutte le richieste hanno ricevuto diniego perchè la normativa dell’asilo è legata alle condizioni di pericolosità nel paese d’origine mentre loro erano emigranti già in Libia dalla quale son dovuti scappare. La petizione Diritto di scelta ha raccolto oltre 100.000 firme e ora sta per ottenere che a queste persone – come ai tunisini pre 5 aprile – venga concesso un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Ieri mattina l’associazione Razzismo Stop di Treviso, con i profughi, ha chiesto appuntamento al prefetto di Treviso ed abbiamo fatto un presidio in piazza dei Signori per sensibilizzare la cittadinanza (che diffidente e indifferente pranzava al ristorante chic).

Intanto il documentario di Segre continua a girare ed a sensibilizzare le persone: con orgoglio ZaLab festeggia il Premio Vittorio De Seta consegnato al BiFest di Bari ai registi di “Mare Chiuso” –  e annuncia un triplice grande evento:

– lunedì 2 aprile – ore 21.05 : RAI3PresaDiretta, speciale Libia. Saranno in studio Stefano Liberti e Andrea Segre con un estratto del film sulle violenze dei respingimenti italiani ai danni di donne, uomini e bambini africani.

dalle ore 21.30 di lunedì 2 aprile alle ore 21.30 di martedì 3 aprile – speciale messa in onda web dell’intero documentario sui siti www.zalab.org e www.marechiuso.blogspot.com (in PayperView)

– martedì 3 aprileore 21.30  Andrea Segre presenta Mare Chiuso al Cinema Mexico di Milano (dove rimarrà in programmazione dal 4 aprile con due spettacoli 18.40 e 20.00)

Continuano intanto le proiezioni in tutta Italia: al Cinema Alcazar a Roma fino al 4 aprile, a Vicenza, a Trieste, a Chioggia, a Pisa, a Brescia e molte altre date consultabili nelcalendario proiezioni.

Tutte le altre info sui film e i progetti di ZaLab sul sito  www.zalab.org

Annunci

Un commento su “La voce dal mare

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 31 marzo 2012 da in libertà.

La mia tesi è libro: info qui

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: