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Da dove viene il vento?

Da dove viene il vento, di Mariolina Venezia, racconta le storie parallele di diversi personaggi: Colombo che non lo sa dove la sua nave li stia portando; Dora e Salvatore innamorati a Padova durante l’università e poi di nuovo amanti molti anni dopo, la storia di Idir il berbero che sogna l’Europa e perciò affronta la tragica avventura del naufragio in mare e del CIE, la storia dell’astronauta russo che non sa quando scenderà a terra perchè l’U.R.S.S. che l’ha inviato sulla stazione spaziale Mir non esiste più…

Colombo, col suo equipaggio di uomini stanchi dopo giorni fermi nella bonaccia, sogna di vedere le Indie all’orizzonte e teme l’ammutinamento, perciò parla agli uomini dell’oro, perchè due cose possono spingere gli animi: la paura e il desiderio e di queste più potente è il secondo. Ha però preoccupazioni e visioni nefaste di carneficina sulla terra conquistata. “Lo stupore è stuprato. I villaggi dati alle fiamme, l’amicizia tradita”. Colombo per evitare che la visione si avveri, vorrebbe volgere la prua e tornare indietro. Ma dovrebbe rinunciare a un sogno perseguito per anni. Lo chiama il prezzo della conquista. Allora azzarda col destino: fra 3 giorni approderanno a terra o risponderà con la sua vita. L’astronauta osserva che Colombo non sapeva che la scommessa l’avrebbe vinta. La speranza diventò fede. Si alzò il mare, senza vento, e ripresero a navigare.

Dora decide di tenere il bambino che le sta nascendo in grembo, il figlio di Salvatore che ritorna a lei inconsapevole. Ricordiamo con lei il loro primo rapporto sessuale, fra i fumi di una canna, vino rosso e dibattiti sulla politica, baci leggeri e poi più lunghi, resistenze, imbarazzi e poi un lungo abbraccio. Il sangue quasi ignorato, senza valore.

L’ultimo episodio è quello della prima notte di nozze di Idir e Tatrit, di cui Idir si è innamorato al mercato di Imilchil vedendola vicino alla trama di un meraviglioso tappeto rosso. Dopo la cerimonia, tutto si svolge più facilmente del previsto. Idir guardandola spogliarsi viene assalito da un’emozione sconosciuta che gli risale dalla punta dei piedi alla testa e non sente quello che lei sussurra. La passione li travolge. Ma lei non aveva sanguinato.

Aveva provato una felicità che non somigliava a nulla, immagini dimenticate gli tornavano alla mente… Solo al mattino Idir si rende conto che “hanno un problema” che riguarda gli altri, che aspettano fuori, interferendo nella loro gioia. Si rigirava in mano il coltello d’argento dell’abito da cerimonia. Senza farle alcuna domanda, l’aveva guardata per un attimo.

Pausa. C’è chi ha ucciso in frangenti simili, in certi posti del mondo. La percezione del disonore, come rileva Ayşe Onal nelle sue interviste a fratelli, padri, mariti, figli che hanno vendicato l’onore,  fa fare alle persone cose che non vogliono. Impone doveri che non hanno scelto. Nel romanzo di Anilda Ibrahimi, Rosso come una sposa, la sorella di Saba che è innamorata del marito, felice di fare sesso con lui – mentre invece molte vicine non lo sono di farlo coi propri mariti –  e lo aspetta trepidante quando lui torna dal lavoro, senza pudore per chi la guarda farlo, viene accusata dalle malelingue di kurveria, di esser puttana. Il marito – che pure dice di amarla – preferisce ripudiarla e vederla di nascosto, perchè la kurveria dicono si tramandi alle figlie e nipoti per generazioni. E che un uomo non possa fare altro che quello che la società gli consiglia di fare. Sangue ed onore vanno spesso insieme, confondendosi con l’idea delle relazioni d’amore.

Ma Idir è un ragazzo che noi (che abbiamo letto le pagine precedenti) sappiamo già capace di raccontare una storia a una bambina che tiene fra le braccia, mentre sono aggrappati a un legno in mezzo al mare, perchè rimanga sveglia e non muoia assiderata. E allora fa una scelta: la lama la usa sulla sua mano, per macchiare il lenzuolo. Anche scegliere l’amore comporta senso dell’onore e coraggio.

… non ho mica ancora finito di leggerlo….

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Questa voce è stata pubblicata il 24 aprile 2012 da in amore, libertà.

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