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Grazie, Kounti

TREVISO – «Fermate quel fanatico mullah: è pericoloso, ha seminato zizzania nella Marca e non rispetta lo spirito pacifico della religione islamica». A lanciare l’accorato appello è un mediatore culturale di origine marocchina, Abderrahmane Kounti.

Laureato in filosofia, operatore nel carcere di Treviso e collaboratore della rivista Benetton Colors, già in passato aveva puntato il dito contro gli integralisti. Il fanatico di cui parla si chiama Abdel Bari Zamzami ospitato 20 giorni fa nel centro culturale islamico di Villorba, la “non moschea”, poiché mai ha ottenuto l’autorizzazione da parte del Comune. Eppure l’associazione culturale islamica la sta utilizzando per incontri che molti dichiarano discutibili.

Come quello con Zamzami, marocchino, balzato agli onori della cronaca l’anno scorso, quando dichiarò che un uomo può avere rapporti sessuali con la moglie morta. Viene definito «rapporto d’addio» e il religioso giustificava la sua presa di posizione invocando la legge islamica. «Ma nel Corano non esiste alcun riferimento a tale orribile pratica, che neppure l’uomo di Neanderthal farebbe», dichiara inorridito Kounti che a nome della comunità marocchina e musulmana alza la voce.

Perché solo ora, a venti giorni dall’incontro incriminato? «Speravano nelle scuse ufficiali da parte dell’Associazione islamica per l’errore compiuto, ma non sono mai arrivate», spiega l’esponente marocchino. Scuse ai musulmani moderati ma scuse anche alla comunità trevigiana poiché «personaggi come Zamzami calpestano i valori universali su cui si basa la Costituzione italiana». Povere donne – aggiunge Kounti – maltrattate da vive e pure da morte. Tra l’altro le idee del mullah marocchino sono state condannate da autorevoli organismi islamici come l’istituto egiziano Al Azhar. Uomini come questi risultano pericolosi, soprattutto quando si trovano di fronte platee culturalmente impreparate.

«Sono serpenti che strisciano sui tappeti orientali delle moschee, alzano gli orli e nascondono le loro insidiose uova», conclude Kounti che lancia un appello alle autorità. È necessario che Zamzami venga fermato nel suo peregrinare in giro per l’Italia. Questura, Ministero dell’interno e Consolato marocchino dovrebbero intervenire. I rischi sono evidenti. Pur non citando la sua teoria del «rapporto d’addio», Abdel Bari Zamzami a Villorba avrebbe tuonato contro l’integrazione, invitando gli immigrati a non mescolarsi con l’Occidente, «decadente e peccatore». Parole che recano danni alla comunità migrante e a quella che ospita, creando fratture e dissapori. E se molti dissentono dai suoi insegnamenti ce ne sono purtroppo altri che guardano con riverenza tali esponenti religiosi, «pensando che il valore di un uomo si misuri dalla lunghezza della sua barba».

Venerdì 01 Giugno 2012 – 16:10    Ultimo aggiornamento: Domenica 03 Giugno – 00:22 di Laura Simeoni per Il Gazzettino
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Questa voce è stata pubblicata il 7 giugno 2012 da in culture.

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