Orybal's weblog

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Fra Andalucia e Maghreb… 1

Cincischio, penso a come iniziare… è stata una esperienza di viaggio piena di subbugli emotivi. Non mi è successo niente di male, anzi, è andato tutto benissimo, ma l’impatto è stato intenso, nel bene e nel male… mi sa che non sono la prima cui è andata così, anche l’amica Michi del Marocco raccontava di tempeste interiori.

Cominciamo dall’inizio…  da al-Andalus.

Venerdì 31 agosto 2012: Dopo 20 anni ritorno a Siviglia, stavolta senza la mia migliore amica Fabiola. Siviglia al primo impatto dopo tanto tempo mi sembra una città che non ricordo, ma anche molto più triste di come la ricordassi, nella festa 24h happyhour dell’Espo 1992. Qui i vecchi si mettono a cantare per strada, e ti augurano “buen viaje!”, mentre i giovani sono un po’ pensierosi.

Fa davvero caldo e ne sono contenta, ma mi siedo sfinita a un bar – la Cerveceria Mezquita – per due tapas e per bere. Il cameriere, un ragazzo attraente, capisce al volo che sono italiana e comincia a sfoggiare il suo italiano… mi spiega i piatti, mi fa sentire a mio agio, poi mi chiede perchè sono sola, se nessuno mi vuole bene. Dice subito che sta scherzando. Io rispondo pacifica che molti mi vogliono bene, anche se sono da sola qui.

Un musicante inizia a suonare la chitarra e cantare saetas, chiedendo poi offerte ai presenti. Quando arriva da me gli chiedo di cantarmene un’altra… ecco la canzone che ha improvvisato per me . Intorno a lui ed al tavolino dove stavo giravano altre persone di mezza età che dicevano che era un talento, nel passato, e che suonava come Paco de Lucia, non sei d’accordo? Ma aveva un po’ perso la memoria, ora…

Dopo di loro compare una vecchia gitana che chiede l’elemosina. A me va di darle un euro, ma il mulatto cameriere che faceva lo spiritoso con me mi dice: “non darle niente, è una zingara!”.  Lei ribatte “Son malos, Dios les castiga...”, guardando me che ricambio con uno sguardo perplesso sull’efficienza divina. Io penso “mulattino razzista, sono una zingara anch’io, una viaggiatrice…”

Al mio ritorno a Siviglia qualcuno se ne deve esser accorto…. sti scemi dei calessini, al mio passaggio vestita con la gonna lunga, hanno cominciato a scherzare “la gitana spaventa i cavalli”… uno stramuson a sti spiritosi gli sarebbe proprio stato bene!

Ho camminato parecchio per le strade di Siviglia, coi miei sandaletti, per il barrio di Santa Cruz, fino ai Jardines di Maria Luisa, a cercare un posto dove cenare nella zona di Santa Maria La Blanca Puerta de la Carne dove i ristoranti ti spruzzano addosso acqua vaporizzata, fino alla porta Carmona dove stava la mia pensiòn Virgen de La Luz

I piedi già a Tétouan

Camminando ormai a sera tardi nei giardini del Prado de San Sebastian si è manifestato il problema: piedi infuocati. Cercavo una fontanella e ripensavo all’Espo 1992 piena di canaletti di acqua all’araba: come erano geniali, gli arabi, mentre qui ci son solo fontane circondate da arbusti e mura, solo da vedere e da non toccare. Infine una l’ho trovata, per mettere a mollo i piedi, ma il danno ormai era fatto: 3 enormi vesciche! Questo avrebbe dato una distorsione percettiva a quello che sarebbe successo dopo…

Continua…

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Questa voce è stata pubblicata il 11 settembre 2012 da in racconti di viaggio.

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