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Scriverai…

Dorothy Bronson, reporter per il Chicago Daily News

Penso di non sapere più scrivere. L’autunno ha portato vento di sconforto e disorientamento… qualche anno fa ho preso il coraggio a quattro mani e mi sono proposta al neonato portale www.padovadonne.it, cui allora la giovane webmistress Laura dava un approccio molto serio e ricco di progettualità. Poi molte delle ragazze che avevano creduto al progetto si sono dileguate, e anche Laura ha seguito il suo promettente futuro che, come molti altri, l’ha portata all’estero. Mi ha lasciato il testimone del coordinamento di redazione di un nascente nuovo gruppo di redattrici, entrate nell’avventura con spirito diverso dalle precedenti, ma molto più concrete e volenterose.

Questo compito è gradevole, poichè sento di potere proporre e delegare a queste donne capaci. Tuttavia, forse ho smesso di dedicare il mio tempo alla scrittura creativa, spendendo tempo in altre faccende tecniche o semplicemente perdendo tempo in distrazioni. Lo scorso anno ho conosciuto uno scrittore, che mi ha incoraggiato a presentare qualcosa del mio blog a concorsi giornalistici come il premio Talea. Mentre contemporaneamente l’ingente e appassionato lavoro di tesi, pubblicato sul mio blog, veniva elogiato dai lettori, persone interessata al tema per loro motivi di studio e lavoro. Il loro apprezzamento mi ha incoraggiato a proporlo finalmente per la pubblicazione, senza la pretesa di guadagnarci qualcosa.

Ora però ho azzardato un salto più alto. Scrivere per una testata giornalistica regolarmente registrata. Un neonato giornale tematico, dedicato all’immigrazione, uno dei temi di interesse nello studio e nei vari lavori svolti. E qui i nodi vengono al pettine.

Io ho improvvisato sempre, confidando su un pizzico di talento ed intuito. Quanto talento e quanto intuito ci fosse, non so dire… Ora invece mi viene giustamente chiesto di adottare un metodo giornalistico, che per me è incognita, non avendo mai frequentato nessun corso di giornalismo… tranne il workshop di Amira Hass a Torino. Al momento non riceviamo compenso, poichè il magazine deve trovare finanziatori, ma come surplus finora ho ricevuto gratuitamente un complimento per le interessanti idee ed una lezione su come sarebbe meglio impostare un articolo. La caporedattrice è assolutamente gentile nel farmi notare cosa non va… e sul suo libro ha lasciato una dedica per me assolutamente incoraggiante.

Lo stesso giorno della dedica ho incontrato un’amica che ha voluto dirmi come le sia piaciuto il racconto del mio viaggio in Marocco (lo potete trovare – insieme ad altri vagabondare – nella pagina Racconti di viaggio). Mi ha fatto ovviamente piacere. Ma, direi, si tratta di stili diversi.

Ho l’impressione di avere perso una certa spavalderia nello scrivere. Tutto richiederebbe scaletta, organizzazione, approfondimento, interviste e verifiche multiple e diventa parecchio complesso per chi non lo fa di professione. Tuttavia si tratta anche di un semplice demoralizzarsi autunnale… già scrivere quello che sto scrivendo ora, senza preoccuparmi troppo, spezza il limite dato dalla convinzione stessa di non poterci riuscire più :).

Allora, come ha lasciato scritto la boss,  “a me e a tutti gli articoli che scriveremo insieme!”

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Questa voce è stata pubblicata il 20 ottobre 2012 da in scrivere con tag , , , .

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