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Palline di Natale… maledizione!

bolla nataleIl Natale è un momento lieto. Ma per molti può essere un momento particolarmente difficile. Lo è per coloro che hanno perso o stanno per perdere il lavoro. I “figli della crisi” si sono accampati sotto il Consiglio Regionale della Sardegna perchè i loro padri e madri sono senza lavoro.

Lo è per le famiglie che hanno perso i loro cari negli incidenti accaduti anche ieri sulle strade. Lo è anche per le famiglie che hanno ben pochi regali da mettere sotto l’albero.  Lo è sempre stato per i separati o i depressi, per chi non ha compagnia certa con cui passarlo. E non parliamo di quelli che faranno il pranzo grazie alla mensa della Caritas. O di quelli che dovranno andare alla mensa del carcere. Che non hanno le fortune di certi marò accusati per omicidio, inviati a casa in licenza natalizia.

Si sa che nei CIE si sta peggio che in carcere, per una serie di garanzie che il Ministero della Giustizia fornisce ed invece queste strutture no. Ma anche perchè può capitare di dover rimanerci al gelo d’inverno, per quasi dieci giorni senza acqua calda e con il riscaldamento in condizioni precarie, in quanto – come nel CIE di Ponte Galeria a Roma – non è mai stato pubblicato un bando per appaltare la manutenzione ordinaria del CIE.

Non è ben chiaro cosa sia successo nel CIE di Modena. Qualcosa che assomiglia a un inganno… Alcune palline da tennis sono state lanciate da mani ignote dentro la struttura di via La Marmora e al loro interno erano presenti bigliettini recanti la dicitura “Liberi tutti” un numero di telefono. Annunciavano pare la liberazione di tutti i reclusi per il giorno di Natale.

Come abbiano potuto crederci… per noi è difficile immaginarlo. Forse la disperazione porta all’ingenuità…Fatto sta che, scoperto che non era vero, è iniziata la rivolta e 4 uomini nello stesso giorno hanno tentato il suicidio, impiccandosi. Sono stati salvati e sono in ospedale.

E’ comprensibile la rabbia. Forse doveva esplodere anche prima, perchè la situazione di attesa di 18 mesi senza aver compiuto alcun reato contro le persone e le cose, vissuta da tutti gli ospiti dei CIE, alcuni regolarmente soggiornanti nel nostro Paese per anni, è insostenibile. Probabilmente quelli che hanno tentato il suicidio erano i più fragili, senza nemmeno più energie per arrabbiarsi. Quelli che sapevano che le ingiustizie non sollevano poi così tanta indignazione. Che pure l’affetto a volte ti dimentica, se non ti vede per un po’. Loro dovevano saperlo che in fondo che tu sia qui o no, cosa vuoi che importi?

Ed è davvero tristissimo…

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Questa voce è stata pubblicata il 25 dicembre 2012 da in libertà.

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