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Ricordiamolo, perchè questo è successo…

TerezinHo avuto un incarico di supplenza dal 7 al 22, nella scuola primaria, classi III e IV. Il 27 ricorre la giornata della Memoria. Una mamma mi ha avvicinato per dirmi che hanno pensato di fare una lettura animata per parlare ai bambini dell’importanza della memoria. Mi ha chiesto se potessi “prepararli”… prepararli? Non avevo mai considerato troppo questo giorno… non temo di confessare che le celebrazioni filoisraeliane che a volte vengono messe in scena qui da noi mi disgustano.

Tuttavia, è ovvio che è un tema importante e la cui memoria va conservata. Sono andata in biblioteca ed ho iniziato a leggere e studiare… un approfondimento storico è complesso.. Davide, uno dei bibliotecari, mi ha orientato verso la sezione testimonianze.

Qui ho trovato almeno 4-5 libri che ho iniziato a leggere nel divano della sala lettura. Ho letto un libro che contiene la lettera di un combattente nella rivolta del ghetto di Varsavia contro i nazisti. Forte ed intenso, Yossl Rakover si rivolge a Dio,  con un protagonista arrabbiato contro Dio che li fa soffrire senza vendicarli o premiarli e pur tuttavia convinto che il popolo ebreo sia il solo popolo eletto…

Un altro libro sicuramente interessante è La valigia di Hana, racconto che prende spunto dalla valigia di una bambina ebrea etichettata come orfana, valigia che si trova in un museo giapponese, però non so perchè non sono riuscita a continuare a leggerlo, dopo aver visto le prime foto, con la bimba durante le recite scolastiche.

Interessante è la lettura di Siamo ancora vive! di Amalia Navarro, anche fosse solo perchè si tratta della storia di una famiglia ebrea veneziana, realtà a noi molto vicina. Mi ha colpito, inoltre, come nel racconto la minaccia fosse stata sottovalutata, poichè i vicini e la polizia si mostravano gentili e disposti ad aiutare e salvare queste persone finite loro malgrado in una tragedia….

Nel parlarne ai bambini, sono partita da questo: quante volte oggi si sottovaluta il peso di certe affermazioni ed azioni razziste e denigratorie. Siamo in territorio leghista… qui è stato banalizzato perfino lo sparare agli immigrati come leprotti, ricordiamolo.

Ho chiesto ai bambini di immaginare come reagirebbero se ai loro compagni non-veneti puri domani capitasse di essere censiti dalla polizia, solo loro. I bambini mi hanno ricordato che tempo fa sono state chieste le impronte digitali solo agli zingari!

Devo dire che anche a me ha fatto bene riaffrontare il tema dell’olocausto nazista… a volte subiamo un’overdose di informazioni e stimoli sui fatti tragici della storia e finiamo per provarne disgusto e non volere più ripensarci. Ed ammettiamolo, pure per banalizzarli, poichè gli israeliani attualmente ne stanno combinando di sporche contro i palestinesi ed i beduini, dimenticandoci che comunque questo è successo e non giustifica le atrocità di oggi, le vendette e le rivalse, ma la ferita va rispettata perchè ha segnato le persone coinvolte e di conseguenza i loro figli e nipoti. Dover riprendere il tema in mano, “per i bambini”, mi ha riavvicinato a testi e poesie terribilmente profonde.

Ho proposto ai bambini la poesia di Rasim Soldit:

SONO RIMASTO IN BILICO

Sono rimasto in bilico
sulla lama di un coltello
sono rimasto gelato come la pietra.

Il mio cuore tremò
son caduto sul filo del coltello.
M’è rimasta la mano destra
e l’occhio sinistro.

Ho versato lacrime
ad Auschwitz dove sono morti gli zingari.

La lacrima è scesa
la mano ha preso la penna
per scrivere parole qualunque.

e la poesia di

Martin Niemöller

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Inoltre abbiamo in corso la lettura di uno dei testi, dal titolo “Paura sotto le stelle” dalla raccolta  Olocausto raccontato ai bambini 2010 gennaio. Ho riflettuto prima di decidere di proporlo, poichè viene ritenuto adatto a bambini sugli 11 anni, ed i miei sono intorno ai 9.

Ed a me stessa ho letto una ricerca sul ghetto dei bambini di Terezin. Non avevo mai letto niente a riguardo…. c’erano 15.000 bambini. In questo ghetto vennero organizzati un asilo ed una scuola, la cui gestione fu affidata ai prigionieri. Di tante situazioni difficili in cui fare scuola… questa doveva essere fra le peggiori: riuscirono a restituire un senso di normalità alle giornate di questi bambini, costretti a vivere in un lager, dove assistevano agli stessi fatti atroci che accadevano in ogni lager. Gli educatori scelsero di accompagnare i loro bambini nelle camere a gas, quando venne decretata la loro fine. Ho saputo di questo dalla ricerca “ LACRIME DI STORIA”: LA SHOAH E I BAMBINI della classe IV B del liceo sociopsicopedagogico dell’Istituto Balbo di Casale Monferrato. Qui il link per leggerla 1323_shoah e bambini-1

Dal cuore di un ragazzo di quel campo verrebbe anche la seguente poesia.

Vedrai che è bello vivere

La poesia porta la data del 1941; non si conosce il nome del ragazzo che l’ha scritta, ma il messaggio che contiene fa riflettere sul coraggio di vivere e sulla fede nella vita. L’autore si identifica nell’uccello che vola libero nell’aria e che indirizza ai suoi compagni, paurosi di lasciare il nido, il suo grido di gioia: “vedrai che è bello vivere!”

Chi s’aggrappa al nido

non sa che cos’è il mondo,

non sa quello che tutti gli uccelli sanno

e non sa perché voglia cantare il creato e la sua bellezza.

Quando all’alba il raggio del sole illumina la terra

e l’erba scintilla di perle dorate,

quando l’aurora scompare e i merli fischiano tra le siepi,

allora capisco come è bello vivere.

Prova, amico, ad aprire il tuo cuore alle bellezza

quando cammini tra la natura

per intrecciare ghirlande coi tuoi ricordi:

anche se le lacrime ti cadono lungo la strada,

vedrai che è bello vivere.

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Questa voce è stata pubblicata il 19 gennaio 2013 da in libertà.

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