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Le streghe di Smirne

Ed un’altra recensione del 2009 di un altro libro sulla Turchia…

5809_123270941301_686676301_2913635_3620036_nPoichè da un po’ avevo deciso per le vacanze in Turchia, cosa c’è di meglio che iniziare il viaggio immergendosi prima di partire nella lettura di un romanzo ambientato lì?

E così, prima di partire mi son presa in edizione economica Le streghe di Smirne di Mara Meimaridi: la storia è ambientata a cavallo del XIX e del XX secolo, quando la città era un centro culturale vivace e cosmopolita, fino al 1920 quando passa sotto il dominio greco, due anni dopo i turchi ne riprenderanno il possesso incendiando la città che non tornerà più agli splendori precedenti; il nuovo governo turco costringerà tutte le persone di nazionalità greca a lasciare la città, Katina sarà tra queste, ma grazie alle doti di preveggenza riuscirà a mettere in salvo il patrimonio di famiglia, come dice il blog Desordre.

arton1708Katina, antenata della narratrice, era una donna brutta ma che misteriosamente ha conquistato molti mariti.. forse grazie a sortilegi, poichè lei e la madre Eftalìa, da povere che erano in Cappadocia, quando son arrivate a Smirne, ospiti della cugina Fula, hanno aperto un salon de beauté di gran successo, inventandosi unguenti naturali e poi hanno iniziato i loro sortilegi per accalappiare uomini ricchi che hanno sposato Katina, donna intelligente, di origine greca, ma che parla turco e incontra la turca Madre Attarte, una delle maggiori streghe della città e ne diventa protetta.

La strega turca Attarte è la ’madre’, colei che ’vede’, decide e cambia i destini. Sotto la sua guida le greche Eftalía e la figlia Katina compiranno un’ascesa sociale strepitosa, sollevandosi dalla miseria per arrivare al controllo della città attraverso i successivi matrimoni di Katina con magnati del cotone e del tabacco, armatori e pascià.

Beh, proprio una bella lettura, anche durante le traversate in traghetto mi catturava la curiosità di sapere le successive incredibili vicende di Katina, donna furba nell’accalappiare uomini, che utilizza un linguaggio molto esplicito, ma anche donna intelligente e intraprendente, capace di imbastire propri affari nel campo del tabacco, in assenza del marito, di aiutare e stupire il burbero fratello di questi, procurandogli un appuntamento col sultano a Istanbul, grazie alle trame delle streghe, che coinvolgono anche la sultana madre, che di fatto decide le sorti del sultanato.

Una delle scene che mi hanno stupefatto è questo dialogo: E tutti gli dei sono buoni, Cristo, e Budda e Allah, tutti chiedono agli uomini di fare cose buone. Tutti gli uomini sono uguali. Se gli dici cose buffe ridono, se gli metti paura hanno paura, se li colpisci soffrono… il corpo e l’anima sono la stessa cosa, in qualunque dio credano, in qualunque punto della terra abitino, di qualunque colore siano. La madre Attarte crede nella loro anima.

E questa affermazione di indipendenza femminile detta da Eftalìa alla madre di Lefkotea: “non le dire queste cose, non le dire che lei può guadagnarsi il pane da sola, perchè il marito la farà lavorare e farà affidamento su di lei… se è una bestia del genere, le sta bene e lavorerà a giornata tutta la vita. E se le cose devono andare così, a che le serve un marito? Non è meglio che se ne stia da sola, così non deve stirare le sue camicie e sopportare il suo malumore e la sua miseria? No, devi dirle che non sa fare niente. Se la prenda e ne abbia cura. Questo è un comportamento intelligente”. Evviva l’astuzia!

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Questa voce è stata pubblicata il 20 aprile 2013 da in culture, libri, racconti di viaggio.

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