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Gli alberi e i baci e le lacrime dei turchi

TURCHIA:'NON DISTRUGGETE ALBERI',BATTAGLIA A GEZI PARKSono stata a Istanbul nel 2009. Ho camminato le sue strade, senza paura, da turista solitaria, per alcuni giorni. Nonostante non si passi indifferente. Ma tutto sommato ho ricevuto una gentile accoglienza, al 90%. Mi resta un retrogusto dolceamaro, della città, che mi fa pensare che ci voglio tornare, ma non subito.

Ora stanno succedendovi cose che non dovrebbero succedere… Il 27 maggio ad Ankara era stata organizzata una protesta contro il divieto di baciarsi in pubblico, che ha raccolto le simpatie del mondo occidentale che ama baciarsi per via, invece lì sono stati affissi cartelli che invitano al “rispetto delle leggi morali” … Una trentina di giovani islamici aderenti all’Akp (Partito per la giustizia e lo Sviluppo) del Primo Ministro islamico-conservatore Erdogan, hanno cercato di separare le coppie usando anche la violenza fisica, tanto che un ragazzo che partecipava alla protesta è stato ferito da una coltellata e ha dovuto essere ricoverato.

Ma ieri a Istanbul sono iniziate nuove proteste per difendere il parco Gezi minacciato dalla costruzione di un centro commerciale e di una moschea. Pensi: “oh, che bravi, salvano l’ultimo polmone verde della città”. Poi però… cosa è successo? La polizia  ha usato idranti e lacrimogeni per disperdere la folla.

Ma è sabato (CIOÈ SOLO OGGI) che la protesta si è particolarmente indurita (dice il TG24 di Sky), andando anche al di là della questione urbanistica e portando ancora più cittadini nella centrale piazza Taksim. A metà pomeriggio, inoltre, una manifestazione anti-Erdogan convocata del partito di opposizione  Chp nella parte asiatica della città è stata dirottata dagli organizzatori verso la piazza. Dai manifestanti sono partiti slogan ostili al premier Erdogan e cantano “uniti contro il fascismo” e “governo dimissioni”. Al culmine della tensione, riportano alcuni testimoni, i reparti antisommossa turchi avrebbero sparato lacrimogeni sui manifestanti dagli elicotteri. I dimostranti avrebbero quindi risposto lanciando sassi contro i blindati della polizia. Solo lacrimogeni? Non agente orange, bandito dalla UE?

GeziOra pare che la polizia si sia ritirata e i manifestanti occupino pacificamente la piazza. Erdogan ha anche duramente criticato i manifestanti.  “Nessuno ha il diritto di  aumentare le tensioni in Turchia usando come scusa alcuni alberi  tagliati”. La situazione non è delle più facili: la Turchia si è opposta ad Israele, in passato, e sta accogliendo molti dei profughi siriani: la Siria ha osato accusare Erdogan di essere un governo autoritario! Non è ammissibile, visto quello che sta succedendo in Siria…

Cortei, in solidarietà a quello di piazza Taksim, si sono svolti anche a Smirne e nella capitale Ankara dove nel centrale quartiere di Kizilay centinaia di persone hanno lanciato pietre contro la polizia, mentre un elicottero sparava candelotti di gas lacrimogeno sulla folla.

Per la prima volta la gente di Turchia è per strada… forse con un excursus storico si vedrebbe che non è la prima volta, ma è da molto tempo che si sta quieti, in Turchia?

Una intervista interessante a Amer al-Sabaileh, noto esperto di geopolitica mediorientale, opinionista, editorialista. Ma nel frattempo molti supporter di Erdogan sono andati ad accoglierlo all’aereoporto, per farlo sentire bentornato.

Sono successe molte altre cose notevoli: hanno sferrato un attacco con lacrimogeni giorni fa, hanno proposto un referendum sul destino del parco (vogliono ricostruire un’antica caserma ottomana per farci un centro commerciale… che idea balorda) e convocato 11 saggi (?) e una delegazione dei manifestanti per discutere… mah!

Rmamme a Geziecentemente il presidente – populista smargiasso – ha chiesto alle madri di richiamare a casa i figli che protestano a Gezi Park “perchè non si facciano male”, perciò le madri sono scese a fare cordone intorno ai manifestanti.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 giugno 2013 da in libertà.

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