Orybal's weblog

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Un sabato sorprendente

Non so perchè ho detto “vengo a sentirti suonare?” proprio in questa occasione. Così, son partita sulle 22 per andare a cercare la Zoppas Arena di Conegliano. Tanto per non perdersi niente, ho sbagliato strada, la mappa Google non era chiarissima, e son finita a Sarano… a quell’ora la strada era affollata di gente vestita in djellaba, in gruppi familiari maschili, che rientravano a casa. E già pensi: ma dov’è che siamo? Mi fermo a chiedere informazioni a un gruppetto di marocchini vestiti in abito tradizionale e un ragazzino di 13 anni vorrebbe solo fare da interprete al padre, perchè il giovane capisce meglio l’italiano, ma quando chiedo della Zoppas Arena… mica il padre lo sa, mi orienta lui stesso.

Arrivo laggiù e c’è un concerto. Mi ero un po’ scordata che mi era stato detto che era una festa ghanese. Qui c’era una dimostrazione di break dance… alcuni teenagers facevano acrobazie incredibili senza tregua, uno dopo l’altro, davanti a forse una quarantina di persone, in particolare teenagers ma anche famiglie alternative coi bambini. Fratelli 15 enni che si portavano dietro la sorellina di 8.

Attendo, poichè l’amico musicista mi ha detto di esser andato a cenare e stare arrivando. Sale poi sul palco un tizio che fa hip hop che racconta di essere molto felice di essere qui perchè ha fatto il viaggio da Milano in treno da solo… Ora canta anche cose sensate dal palco, su chi si droga pesante e chi è solidale, ma ogni tanto grida al pubblico “dite OTR! Dite Gente guasta!”.

Ho sentito bene, ma non ne ho capito il senso. Comunque, un simpaticone e mi mette di buonumore.

Però non era quella la festa a cui ero diretta. Era dietro il palasport, in una saletta chiusa ma con portoni aperti. Non so dire che ricorrenza fosse, ma la comunità ghanese si riuniva qui. Erano tanti… sembra ci fossero 3 non ghanesi: un senegalese, un’altra italiana intravista nell’ombra ed io. Che dopo aver salutato pochi amici incontrati altrove in un’altra festa, vado a sedermi in seconda fila. E… parlano tutti quasi sempre la loro lingua locale, forse il tchi. Due o tre parole di italiano o di inglese. Sfido voi a capire cosa stia succedendo!

Prima c’è un corteo in abiti tradizionali, un tizio alto e simpatico indossa qualcosa spesso come le lenzuola dei letti di ospedale, mentre una signora ha un vestito a pois stile anni ’60, altre abiti colorati di fattezze africane, molto eleganti. C’è una presentatrice, molto professionale e con voce stentorea. Mi pare di capire 20130728_000852che facciano un programma tv da inviare alla tv ghanese. Mostrano dei giovanetti che ballano, azonto o non so cosa. Poi chiedono loro di presentarsi e dire dove abitano. Poi c’è la sfilata… teenagers e anche signore di una certa età con abiti singolari ma proprio graziosi e  scarpe con tacchi vertiginosi sfilano intorno alla sala. Fanno partire applausi registrati dal computer, perchè quasi nessuno degli spettatori seduti applaude. Fa caldo, la maggior parte si rifiuta di entrare e sta nel cortile e si affaccia ai portoni per vedere cosa succede.

Ad un certo punto inizia una distribuzione casuale di regali, tutti di forma identica ma nessuno li apre per toglierci la curiosità di sapere cosa contengano. Le ragazze con abiti trendy e quella con le scarpe importabili, tanto son alte e col tacco storto, sono sostenute dai loro familiari osannanti, spesso vestiti con abiti con gli stessi motivi. Anche dei maschi sfilano e danzano. Ripetutamente. Si tratta di uno show per le famiglie rimaste in patria, che vedano come i ragazzi crescono. Ma più o meno sfilano sempre gli stessi, facendo lo stesso show. Mentre aspettiamo che suonino e cantino i nostri amici. Ad un certo punto non vediamo più in tv quello che stanno registrando, quindi è come se lo show continuasse senza esser registrato, per il puro gusto di procedere ad oltranza. 20130728_003942

Quando lascio la mia postazione per informarmi, si scopre che c’è una lista, una scaletta che stanno rispettando. Ma a me pareva molto ripetitivo. È circa l’una di notte. Penso di andarmene. Ma poi pare abbiano chiamato uno degli amici musicisti e corriamo ad assistere alla sua canzone. Poco dopo noto un banchetto pieno di cibo… perchè non assaggiare lo yam e uno spiedino di carne? Beh… buono lo yam senza sale, ma che carne è? Un po’ duretta… piccante.

Pare che alle 2 di notte non sia ancora arrivato il turno del secondo amico che deve fare musica. Queste famigliole andranno avanti ad oltranza fino alle 5. Lo fanno perchè si divertono così. Ballano infatti tutti insieme, adulti e ragazzini e viene molto applaudita una donna che si potrebbe ritenere anziana (o semplicemente mostra più anni di tanta gioventù).

Vabbè, dì poi che non vivi sabati originali! Sabati in cui sentirsi un’aliena planata in un pianeta sconosciuto…

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Questa voce è stata pubblicata il 29 luglio 2013 da in libertà.

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