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Alice in Wonderland

Verso sera arrivo in piazza Taksim con il mio doner kebab e penso: “Lo mangio prima di entrare nella metro, trovo un posto dove sedermi…” 1234806_10151615883691302_1029907976_nMi stupisce che molti stiano seduti sulla piccola staccionata delle aiuole, invece che sui comodi scalini del monumento. La solita svampita fa per andarci ed un poliziotto mi dice “kapalı!”… ha a che fare con passaggio chiuso, c’è un cordone di polizia che ne impedisce l’accesso. Erano senza divisa, mi si erano confusi fra la folla. Un altro poliziotto dice al collega “yabancı“.  Sono straniera, che ne so di questi loro usi e costumi e abitudini recenti di fare cordone intorno a parchi e monumenti. Il pomeriggio – vedo poi in tv – ci sono state altre proteste per Gezi Parki e hanno arrestato delle (innocue) ragazze.

1374238_10151613987701302_1120366605_nTorno dalla Istanbul Bienali, ho visto la sede Antrepo, presso il Modern. Tornando sù verso l’Istiklal ho risalito la scalinata dipinta di Tophane. 1379876_10151613982521302_115302020_nIn cima a questa, ho salito altre scalinate, c’erano dei gattini, gente che chiacchierava. Sono arrivata in una zona che ho riconosciuto come la Firuzaga Camii, ho proseguito ancora a caso ed ho percorso una zona molto grande dove c’erano solo negozi di antiquari, tronchi di legno da intagliare, tappeti buttati sulla strada… non un posto chic, bellissimo, lindo, ma una zona interessante… Poi ho imboccato una via che ho riconosciuto, vicino al Galatasaray Lisesi, e si è fatta notte. Una viuzza con ristoranti e locali per bevitori aveva delle lampadine colorate appese fra le case e i pergolati di vite, murales sul muro dicevano “Love me” ed ho pensato “lo chiede la città”. Un’oasi di pace e buon vivere…

Ma svolto la curva e… la strada è quasi totalmente bloccata da 3 pulmann in fila. Sembra assurdo, perchè parcheggiarli qui? Passo di fianco ai pulmann, c’è spazio per una sola persona, e quando esco sull’Istiklal mi accorgo che sono i pulmann della polizia, siamo vicino a Yeni Çarşı Caddesi, il solito posto dove fanno i sit in, sempre in compagnia dei blindati e di decine di poliziotti. Ma non c’è manifestazione, ora. Solo polizia.

Alla Biennale nell’Antrepo non tutto era bello, ma son rimasta molto colpita dai disegni relativi alle proteste di Gezi Parki. Parlano della città, quello che si vuole farla diventare e come la stanno deturpando oggi, una città che ha 2500 anni. 1374209_10151613985986302_1767620316_nMa sono rimasta ancora più colpita da un video che ho lasciato per ultimo, da vedere, perchè la sala in cui veniva proiettato aveva l’entrata ostruita dalla mole di persone che lo stava vedendo…

Si tratta del videoclip di  Halil Altindere. Si chiama Wonderland (il video è stato “rubato” col cellulare e postato  qui). È un rap, un video girato nella città. Dei ragazzi rom cantano della demolizione delle loro case che si trovavano nello storico quartiere romanì di Istanbul, Sulukule.

Tempo fa, nel 2008,  c’è stata una campagna che ha coinvolto Rrom Association of Sulukule, Union Romani, UNESCO e altri per evitare che questo World Heritage Site venisse demolito. Ma… lo hanno demolito lo stesso. Hanno iniziato proibendo le “sale di divertimento”, cioè l’esistenza dei locali dove i rom facevano musica per i turisti, guadagnandosi da vivere. Li hanno impoveriti. E poi hanno chiesto loro di vendere le loro case ed andarsene. Ed hanno raso al suolo tutto nel 2012.

È brutto in sè che si trasformi una città in un centro commerciale, una selva di grattacieli di vetro e cemento, ma, inoltre, in quei quartieri che ora hanno demolito o intendono demolire, per rinnovare, ci vivevano e vivono delle persone. Cacciate dalle loro case con le buone o le cattive, avendo perso i loro mezzi di sostentamento, finite in periferie da cui è costoso raggiungere il centro in cui offrivano i loro servizi, non riescono più  nemmeno a pagare un affitto delle nuove case.

Wonderland non è un documentario, ma un fiction movie. Parla della rabbia di questi ragazzi che hanno subito un’ingiustizia, un atto di razzismo istituzionale. Mette in scena i boss del quartiere che chiedono a questi ragazzi di proteggere le loro zone, non lasciare che i buldozer ne demoliscano altre, di combattere contro la polizia, e c’è una brutta scena dove in tre incontrano un poliziotto da solo, lo picchiano e … gli danno fuoco. Brutto, sì. Ma filmicamente è solo una metafora della rabbia che esplode, irreale nel suo realizzarsi… a me veniva da pensare che quello è uno stuntman con la tuta ignifuga, per come si muoveva. Non è questo che mi colpisce. È il fatto che i tre boss dicano “quello che hanno fatto a Sulukule lo faranno a Balat, a Tarlabaşı, a Okmeydanı, a Gezi Parki, a Aksaray“. Che queste zone vanno difese. La municipalità, con la scusa delle case non resistenti al terremoto, vuole “ripulire dai poveri” queste zone e darle ai ricchi. Privandole della loro storia.

È quello che sta accadendo adesso a Tarlabaşı, che è a due passi da Taksim. Ci sono delle scene girate lì, nel video. Sono passata di là per caso. 1235039_10151583569531302_1133790199_nC’è un’intera zona di case fantasma, un odore pestilenziale, antiche palazzine senza vetri e l’intera area circondata da onduline. Una zona più povera delle altre, somiglia ad Alfama o a certi quartieri centrali di Napoli.

1375673_10151613992861302_20573442_nE sul Tarlabasi Boulevard lo scempio viene nascosto da enormi pannelli, pannelli pubblicitari sul fatto che nascerà la Yeni (nuova) Tarlabaşı, dove potranno abitare tutti. Sembra bello, recuperare una zona del centro e renderla accessibile a tutti quelli che ora hanno paura perfino ad entrarci. 1240328_10151613991746302_175985573_nOra è abitata da turchi poveri, kurdi e rom, e qualche punk, anche straniero. Ma per fare pulizia, devi eliminare quello che c’è. Dato che non si parla di sterminio, dove li manderai?

Non conosco a fondo la città, il perchè o da quando Tarlabaşı sembri una zona “bombardata”. Vorrei che qualcuno me ne raccontasse la storia. Guardo e forse non capisco quel che vedo: vedo vicino al cimitero in zona Akmerkez dei rom che stanno sotto le tende. Forse temporaneamente, per il caldo, ci sono i bambini che hanno bisogno di ombra. Vedo i bambini suonatori che ad una certa ora della sera dormono per terra, a Sultanhamet. E penso positivo: fra poco la famiglia verrà a raccoglierli. Però quando vedo qualche uomo tutto sporco dormire nel parchetto vicino al Modern o sul marciapiede che mi porta al lavoro, a Osmanbey, alle 9 di mattina, mentre le persone camminano frettolose… non so immaginare che storia ci sia lì. E quando vediamo la donna coi piedi deformi che passa tempo a elemosinare andando a gattoni in Istiklal maltrattata a urla da alcuni della polizia e poi non la si rivede nei giorni seguenti… pensi che Tarlabaşı o Sulukule e i loro fantasmi abbiano qualcosa da raccontarci.

Esiste o esisteva, però, anche qualcuno che fa qualcosa per le persone che abitano a Tarlabaşi, il Tarlabaşı Community Centre.

Capita a fagiolo questa pagina di Amnesty con animazione sugli sgomberi forzati!

Esiste un nome per questo: GENTRIFICATION, la chiamano…

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Un commento su “Alice in Wonderland

  1. wwayne
    28 agosto 2014

    Se ti piace viaggiare, ti raccomando ad occhi chiusi il film di cui ho parlato in questo mio post: http://wwayne.wordpress.com/2014/06/09/tre-film-in-uno/. : )

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Questa voce è stata pubblicata il 29 settembre 2013 da in democrazia, diritti, libertà, viaggio, zingari.

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