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Dono per dono

istanbulcardIstanbul è una metropoli. 15 milioni di abitanti. È vero che le metropoli spersonalizzano. Ognuno si fa i fatti suoi, sono abituati ad aver turisti e manco ci prestano attenzione. Alcuni, nel commercio, parlano inglese. Molti no. Il turco non è affatto facile… non è simile a niente che noi conosciamo, le lingue latine o sassoni. No. Quindi, straniero, vivi qui e non capisci quasi niente.

Il fatto di passare come invisibile fra la folla – anche se la polizia, non preoccuparti, ti tiene d’occhio – dopo un po’ ti demoralizza. Non è che i vicini non ti salutino quando passi, ma nel mio caso si tratta di anziani. Anche le vecchiette alle finestre dei piani alti ti fanno ciao. Ma ieri ho detto “merhaba” a un bambino che era in strada e… no, non mi ha risposto. Mi ha fissato serio.

Ma c’è un fatto che contraddice tutta questa impressione di indifferenza e insensibilità. E oggi che sono di buonumore e quindi in grado di notarlo, posso raccontarvelo. È cosa che vi dicono ovunque, in realtà: per salire sui bus ti serve la Istanbulkart, una ricaricabile, o un jeton. Comprare il jeton non ti conviene – lo fanno solo i turisti – perchè costa 3 lire, invece con la Istanbulkart paghi meno. Però non preoccuparti se non li hai.. chiunque salga sull’autobus e chieda trova sempre qualcuno che gli presta la sua Istanbulkart. Succede spesso sui bus che passano vicino a Tarlabasi. C’è qualche giovane o donna che salgono e dicono “ti pago se mi fai usare la tua Istanbulkart“. Immagino, perchè lo dicono in turco, io non so cosa dicono. Infatti non ho mai la prontezza di offrirmi.

Ma quello che stupisce non è solo che abbia visto sempre qualcuno prestare la Istanbulkart. Ma anche che chi offre la kart non vuole poi i soldi. A volte lo fa qualcuno dall’aria religiosa, con la barba e i vestiti all’araba. A volte no. Ma non vogliono mai i soldi. E… dopo, ho notato più volte, chi ha ricevuto il viaggio gratis nota se c’è qualche anziano o donna con bambini e – giuro, visto più volte – si offre di cedergli il suo posto. È comunque un gesto che viene fatto di frequente, sui mezzi, qui, di cedere il proprio posto, a anziani e donne anche senza bambini.

Ma quello della Istanbulkart pare il circolo virtuoso delle buone azioni. Sarà l’islam a chiederlo, non lo so… ma mi pare contrasti con una metropoli indifferente. Oggi ho pensato che forse semplicemente ti ignorano perchè non chiedi. Se chiedessi aiuto o informazioni si farebbero in quattro. Come con i maschi… se non chiedi, pensano che non hai bisogno. Sarà una città maschia.

Prendete pure ogni affermazione come una illazione senza fondamento, sono solo ipotesi di un’aliena…

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Questa voce è stata pubblicata il 19 ottobre 2013 da in libertà.

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