Orybal's weblog

free your soul

Buoni propositi per l’anno nuovo…

valigia

Bagaglio culturale

Stiamo facendo un lavoro notevole. Lo dimostra, sorprendendoci, che i bambini (turchi) si lancino a parlare italiano con noi, per esprimere quello che pensano e vogliono, usando un vocabolario limitato ma dimostrando di avere capito il senso e come usare certe funzioni linguistiche. Oggi, per esempio, abbiamo infilato anellini di pasta per fare collane, col vincolo di metterne 14 e poi contare se fossero giusti. Facendo diventare utile conoscere tutti i numeri in italiano fino al 14 e saperli contare… è già prematematica.

Alla fine, mentre me ne andavo, i bambini mi son corsi dietro per abbracciarmi ed hanno commentato imitandosi l’un l’altro “mi piace molto!”. Sanno solo i verbi al presente. Ma il concetto è espresso perfettamente. Questo accade con notevole frequenza, mentre i bambini della primaria, dopo anni di lezioni di italiano, non capiscono cosa si dica quando gli si parla in italiano. Incoraggiarli ad usare una lingua straniera al di fuori di un contesto di immersione linguistica è la difficoltà maggiore! E chi non la usa, la dimentica. Lo so, non ce ne possiamo assumere tutto il merito, sembra miracoloso, ma forse ricordano come si dice per il modo ludico e interattivo che stiamo utilizzando…

Però. Non siamo considerati come personale espatriato, noi delle scuole private. Percepiamo uno stipendio in moneta locale. Pari agli altri insegnanti. Che però non devono spendere 5-600 lire per il loro primo permesso di soggiorno. O altre centinaia per le traduzioni giurate dei diplomi. Che magari non devono pagare un affitto. Che non hanno l’esigenza di prendere aerei, per rivedere la famiglia.   C’è un grosso problema: a giugno-luglio servivano 1,45 lire per un euro, mentre ora il cambio con l’euro è  a 2,9731. Cresce ogni giorno di uno-due centesimi. Cioè il nostro stipendio, al cambio, perde valore ogni giorno.

Sono una persona che lavora con serietà per un compenso. Che ama apprendere e sperimentare, senza alcun dubbio. Che sta apprezzando gli aspetti positivi dell’esperienza. Istanbul è una bella città, il cibo è discreto, Istiklal è piena di musicisti. Le persone sono gentili, lo notavano anche i turisti italiani incrociati qui. È inoltre una città sicura, dove non si viene importunati per strada ed i livelli di microcriminalità sono bassi, tranne in alcuni quartieri periferici sconsigliati. È però cara, rispetto al resto della Turchia, la carne al supermercato ha prezzi proibitivi, per non parlare del costo dei vini o dei prodotti stranieri.

Ho lasciato l’Italia per colpa del precariato e dell’incertezza sul futuro. Ho fatto molto bene, credo finora. Quello che faccio qui arricchisce il mio bagaglio di esperienze, mi consente di capire che posso insegnare la lingua italiana anche all’estero. Però comincia un periodo di bilanci.

Ad aggravare il tutto, è anche che non è disponibile una decente sanità pubblica. Lo sperimentano gli sfortunati cui accade di ammalarsi… è anche una città che stanca, trafficata e piena di smog. Gli ospedali pubblici sono pericolosi. E questo descrive una precisa politica governativa di indifferenza verso il proprio popolo. Che paga in perdita del potere d’acquisto, per far sì che gli investitori stranieri trovino appetibile venire qui. Perchè vengano più turisti.

Penso che continuerò ad apprendere e qualificarmi… prendere un certificato DELE per spagnolo è una buona idea. Insomma, cercare di arricchire e affinare e diventare consapevoli delle proprie competenze, per fare tesoro di ogni esperienza, ma di Madre Teresa di Calcutta non ce n’è più in giro…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 6 gennaio 2014 da in libertà.

La mia tesi è libro: info qui

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: