Orybal's weblog

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Ma l’Italia dov’è?

Minik EllerA volte li guardi con affetto. Sono la gioia di vivere. E sono intelligenza prontissima ad imparare ogni cosa.

A volte invece li guardi pensando nella tua mente: ecco, lo sapevo io! E ti pare che mentre spiego uno non si rabalti dalla seggiolina di legno con gran frastuono ed un altro non attacchi il suo pianto quotidiano?

A volte, tutti insieme, mi fanno arrivare al limite della pazienza – “la seggiola verde è mia!” “Voglio io tutte le matite arancioni e non le do a nessuno!” -…. ma devi respirare a fondo e mantenerla. Non lo fanno mica apposta, nemmeno va presa sul personale, perchè non ce l’hanno con te e dopo poco te lo dimostrano abbracciandoti affettuosamente.

La cosa particolare dell’insegnare qui e non nella tua regione è che… rappresenti lo straniero. È bene che io e la collega si sia una bionda ed una mora, così si focalizzano su altre cose che le italiane hanno in comune… Ma per loro le nazioni sono un’astrazione. Non sanno mica la geografia. Conoscono il loro mondo vissuto che può andare da casa al supermercato alla casa dei nonni… insomma, il piccolo giro sperimentato.

Alcuni ci sono stati, in Italia, con la famiglia, ma altri no. E studiano italiano per caso, nella scuola dell’infanzia, perchè i genitori non hanno alcuna passione per l’Italia. O non ancora, la coltiveranno grazie a quello che racconteranno di aver fatto a scuola i loro bambini. Per i bambini, il fatto che noi andiamo nelle vacanze in Italia è oggetto di curiosità. Le prime volte venivo il venerdì con la valigia, perchè avevo il volo subito dopo scuola, e si affollavano. Qualcuno ha pure azzardato un “mi nascondo nella valigia?”, ma lui in Italia c’era stato. Poco da distinguersi: io quando ero piccola come loro pensavo che l’Estero fosse un paese.

Un paio di mesi fa la collega ha scoperto che alcuni bambini di 4 anni non avevano capito che noi due siamo italianacquerelli Minik Ellere, non solo Turk Italyanca öğretmenler – insegnanti di italiano turche. Cioè che veniamo da un altrove. La bambina si è voltata ed ha annunciato: “Hey, tutti, attenzione! Sapete voi che questa maestra di italiano è italiana!?”

E quindi, in particolare di me, finora devono aver pensato fossi una turca con handicap, perchè non so parlare il turco come tutti, perfino come loro che son piccoli! Ma mi hanno voluto bene comunque, che gentili…

Altri nel mondo in cui vivono, in cui Italia può essere il nome di un quartiere di Istanbul, pensavano andassimo in Italia tutte le sere, dopo scuola.

Non capita comunque a tutti di fare la spesa al supermercato, essere concentrata alla cassa e di botto sentire gridare un sorpreso “Oriana!!!”. Ho percepito la gioia di rincontrarmi dove non se lo aspettava proprio… come se pensasse che io… ma come mai oggi non sono tornata in Italia? Adorabili.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 aprile 2014 da in libertà.

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