Orybal's weblog

free your soul

Vacanza emozionante

Prima abbiamo imbiancato la casa e sono venuti per due giorni Paolo a dormire qui, Nicola ed Eleonora ad aiutarci, portando il clima di vacanza.

Poi è venuto in Italia Vinicius e con lui sono andata a Padova dove si è rivisto Nadia, Luca, Dario e Biagio e poi in montagna per rivedere Paolo e Manuela. Allegria.

Poi… Ho accettato la proposta di Mara di andare a Ermes, per una vacanza in gruppo all’insegna della libertà. Lei mi ha detto “sono contenta che sei venuta”. Ho fatto il viaggio con Saveria e suo marito Benedetto. Saveria è serena e lui simpatico, anche se non intende partecipare troppo.10616275_10152222225441302_5432806981202282170_n

In realtà si è sempre pranzato e cenato insieme e condiviso, ma ognuno poteva organizzarsi a piacere. Ermes è un casale nella campagna umbra, vicino a Città della Pieve, che appartiene ad alcuni soci di Rio Abierto. Ma dalla strada bisogna percorrere un lungo percorso per raggiungerlo. Quando si arriva, risulta difficile uscirne. O semplicemente non si vuole. Prima 17 e poi eravamo 26 persone, venete, friulane e napoletane, perlopiù. Delle più varie. E tre cani.

Il tempo speso prendendo il sole, leggendo e condividendo le faccende o i pasti ci è servito a conoscerci. In breve, ognuno di noi ha raccontato cose molto personali, le difficoltà della sua vita.

10592853_10152215805316302_1037447353188906703_nMusicavano le nostre giornate i musicisti del gruppo EVA, che fa canto indiano con gong, campane e violino: Barbara, Roberta e Diego.

Diego che suona i gong ha lavorato in Cina e poi da lì è passato in India, dove ha vissuto in un ashram, seguendo un maestro e meditando, per poi viaggiare ancora per vivere con sciamani tribali. Mettendosi alla prova. Capendo che la fortuna ed i soldi vanno e vengono, sposandosi 3 volte, facendo 8 figli, non preoccupandosi troppo e rischiando per vincere.

Ovvio che é un’esperienza lontana dalle nostre, sia di chi lavora fisso che di chi soffre precarietà. Ma quando mi ha fatto una seduta di riflessologia plantare gli ho raccontato tranquillamente i miei pensieri, le mie inquietudini ed i miei limiti. Volevo parlare con Mara, invece ne ho parlato con lui. Mi ha incoraggiato a fare quello che voglio, per me, scegliere e non avere paura del rischio. Dice che ho energia in movimento, potenzialità di avere un certo impatto sulla realtà e gli altri. Devo usare quello che ho, la mia laurea che mi dà competenze per cavarmela.

La prima sera ho avuto un attrito con Beatrice, per un’incomprensione. Lei ha girato l’Africa col marito che aveva una ONG, ma che non molto tempo fa ha cambiato personalità e l’ha lasciata. Ora è mia collega, lavora in CPIA. Confessa poi di essere arrivata col mal di schiena… che poi le è passato. Ci si scontra con persone tese, poi pian piano si torna amichevoli…

Pur cercando di non sprecare, abbiamo sempre mangiato come al ristorante, molto, vegetariano e non, accompagnato da buoni vini. Cucinare insieme è bello, perché quello che sembra complesso, dovendo sfamare tante persone, insieme diventa fattibile. Abbiamo anche fatto frittura alla giapponese. Mi viene naturale aiutare in cucina, come anche lo fa Patrizia. Arrivata invischiata in un dolore, nei giorni lì, parlandone e sentendosi libera di scegliere cosa fare per sé, lo ha sciolto gradualmente ed alla fine rideva. Miracolo, lo ha chiamato Anna.16002_10152216034186302_4687428088763317111_n

Solo dopo 3 giorni ho deciso di lasciare quel prato e vedere un centro cittadino. Le mie compagne di stanza hanno frainteso il mio voler aspettare qualcun altro che non aspettava me. Mi son ritrovata sola sulla statale. Non sapevo né la via, né quanto distasse. Mi ha preso rabbia verso il mondo. Fatica e sudare per il caldo. Ma.. mi sentivo come i pellegrini che andavano in terra santa. Non avevano idea di quanto ci avrebbero messo, né di cosa avrebbero incontrato. So che ce l’ho fatta, ho bevuto dell’ottimo succo di ananas in un distributore e poi…. ho visto davanti a me le mura della città. Dove ho mangiato prodotti da forno e comprato il quotidiano. Apprendendo della morte a Gaza di Simone Camilli… 😦 Siamo stati giorni senza la tv. Ma Gaza arriva lo stesso ad impensierirmi.

10557183_10152222235721302_427985826734185105_n

Sono tornata indietro velocemente lungo la strada statale… poi mi ha ripreso l’impressione di aver sbagliato strada e essermi persa senza rimedio. Solo dopo un po’ ho notato dettagli che riconoscevo… che strano fare così fatica a tornare…

Abbiamo fatto il bagno di gong, reiki, rio abierto, ayengar yoga e meditazione camminata.. poi visto un palio a Città della Pieve e sorseggiato vino grechetto.

Per tutta la settimana raccontavo a chiunque  di voler rivedere il mare. Ma sola e con le idee poco chiare… continuavo a cambiare isola. Desideravo sud, Sicilia, ma mi sembrava lontano. Giglio, Elba, Ponza, Ventotene… infine qualcuno mi ha proposto Ischia. Basta un treno per Napoli e passano tanti traghetti… ho trovato una stanza d’hotel, dopo un po’ di mal di testa perché tutti gli hotel mi dicevano che non c’era posto. Invece c’era. Sono strani, a Ischia.

Saveria e Ben accompagnano al treno me, Patrizia, Maria Rosaria. Patrizia ha preparato un pranzo al sacco per sé e per me, quale migliore incoraggiamento? Rosaria viene con me a Napoli, lei abita lì e mi informa su come fare per raggiungere l’ostello.

Sono risalita sulla metro e, sola, mi sono accorta solo allora di essere tornata a Napoli, quando le persone che ho incontrato parlavano dialetto ed una donna con un bambino biondo mi rivolgevano la parola, così, perché qui sola coi tuoi pensieri non ti ci lasciano. Ho fatto un giro a piedi a rivedere Montesanto e i quartieri spagnoli, ma rispetto ai ricordi del 2002 sono troppo calmi… è il Ferragosto! Rompo i sandali e praticamente passo il tempo cercando dei sandali nuovi, che trovo a 10 euro ma mi stanno larghi… 10458625_10152224861106302_8793083130528864016_n

10483080_10152224864196302_2612670306579077629_nLa sera le altre donne napoletane che erano a Ermes vengono a mangiare una buona pizza con me a Mergellina. Per il giorno dopo propongono di vedere “Le 7 misericordie” del Caravaggio. Mi son svegliata con largo anticipo sull’appuntamento, ho camminato sul lungomare, guardato la gente del popolo fare il bagno nel mare inquinato, ascoltato bambini stupiti perché c’erano tanti pesci che “pareno squali!” ed un vecchietto osservare che i pesci che mangiano il pane sono intelligentissimi!

Ho ascoltato dei “professori” spiegare in dialetto ad altri come si blocca una carta di credito o cosa sia il wireless! Mi ritrovo di prima mattina ad aver voglia di ridere! Mi fermo al bar a mangiare una granita, poi una pasta – freschissima – ed un caffè. E il proprietario, sovrappeso e con gli occhiali, sorride contento a tutti. Buonumore. Lo so che non sono tutti felici, per esempio no chi ha perso il lavoro… ma c’è una certa serenità intorno, qui. Piacere di essere vivi. Al Pio Monte con le ragazze vedo bellissime opere, Caravaggio ma anche i pittori napoletani.. Anna, che ha un modo di fare che mi fa simpatia, mi racconta il passato di Napoli… poi mi accompagnano al porto.10620815_10152224857461302_966871106522778102_n

Prendo la nave alle 15 e poi trovo facilmente il bus 5. Che è un catorcio. Una cosa che non dovrebbe avere il permesso di stare su una strada, vibra tanto da fare vomitare… il capolinea è una piazzetta e poi si può solo andare a piedi sul lungomare fino all’hotel. Si coglie che è un posto tranquillo, senz’auto. Arrivo sfinita, trascinando il trolley sulle passerelle su cui devono passare anche passeggini. Di fronte all’anziana proprietaria dell’hotel manco riesco a parlare… mi assegna la camera. Antiquata ma bella, sopra la spiaggia, a pochi metri dal mare!10628492_10152225713096302_6479945586401171172_n

Vado in spiaggia alle 18, ma il sole è già calato dietro la collina. La cena è servita fiscalmente alle 19,30… A cena, mentre mangio a un tavolo sola, di botto i vicini mi fanno domande. Chiedono quando son arrivata, da dove, chi sono, che faccio… tutto! Dopo cena, dopo un po’ online, penso di fare un giro. Andare a prendere il bus è complicato: il lungomare è buio, semideserto, i bar della spiaggia sono chiusi. Dal lato di Sant’Angelo… non si va via lungomare, c’è l’alta marea… gioco un po’ a bagnarmi i jeans con le onde e poi rientro. E la compagnia, formata da due coppie di anziani, una romana ed una napoletana, e da una famigliola di napoletani mi aspetta in veranda e mi chiama. Anche qui, scordati di stare da sola… chiacchieriamo! 🙂

10435978_10152227067601302_1555287887743542757_nConcordiamo di andare insieme col barchino a Sant’Angelo il mattino dopo. Bel giretto, con foto, visita turistica, negozietti di souvenir ed assaggio di un prodotto tipico. Dopo il pranzo pisolo, poi spiaggia e poi piscina termale – hanno terme potenti, qui! – dove ho modo di chiedere a dei francesi anziani come mai tornano da 10 anni in questo hotel. È economico molto più di altri nell’isola, Angelino, è pulito, ha una posizione magnifica, ma i proprietari sono burberi al limite della maleducazione e la vecchia svampita, e l’hotel è vecchio e mai restaurato. Loro amano il fascino di questa Italia diversa dallo chic degli hotel francesi….

Dopo cena, l’idea di uscire è sfumata, troppo difficile, allora con la mia comitiva ci troviamo a chiacchierare – stiamo già organizzando un tour in pulmino per andarci a trovare a vicenda, portando dal sud prodotti tipici. La coppia napoletana ha un figlio sposato a Silea e quindi stanno già progettando di presentarmi la nuora perché diventiamo amiche… sono simpatici!

Dopo ce ne andiamo a fare “bagordi” all’hotel vicino, quando il nostro ci spegne le luci della veranda… il mattino seguente Vincenzo ci accompagna in auto fino al porto. I napoletani partono subito… io mi prendo tempo per visitare la cittadina, comprare spezie e taralli e pranzare. 10429268_10152227474696302_3283940686604952129_n

Arrivo a Napoli nel tardo pomeriggio. Le amiche napoletane invitano me e Rosaria a cena nella loro stupenda casa… dove hanno una vista di Napoli lato Pozzuoli meravigliosa. Napoli è bella, ha sontuosi giardini ed ho visto cose che non conoscevo. Mi stupisce, Napoli, è grande e stupefacente, è nobile.

Il mattino dopo parto col veloce Frecciarossa delle 9, per 10 giorni mi sono svegliata presto la mattina, con voglia di vivere il giorno. Non mi succede a Visnadello. È qualcosa su cui riflettere. Benché avessi voglia di tornare a casa, dai miei e dai miei gatti…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 24 agosto 2014 da in amici, autorealizzazione, gioia, libertà.

La mia tesi è libro: info qui

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: