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L’autostima di un’insegnante

Io sto perdendo la voce. Ho detto alla farmacista “nel mio lavoro, urlo”.  Mi agito e non respiro bene, di diaframma. Sforzo le corde vocali. È finita la terza settimana della mia supplenza di inglese alla primaria fino a termine delle attività didattiche. Il primo incarico così lungo nella scuola italiana, da che son supplente, per la prima volta in seconda fascia ed abilitata per l’inglese.classic-jack-o-lantern

Ho sempre troppi bambini intorno che mi parlano contemporaneamente.

Direi che non va male, ma le cose hanno bisogno ancora di un assestamento.

“Alzate la mano”.

“Ascoltate quando un compagno parla”.

“Bocca chiusa ed orecchie aperte, per ascoltare”.

“Tutti a posto, che fate qui tutti insieme a spintonarvi intorno alla cattedra?”

Nelle prime, con bambini ancora con comportamenti da scuola dell’infanzia, ho solo un’ora, cioè mezzora, cioè niente… “tutto quel che son riuscita a fare con loro in un’ora di lezione è stato mandarli al bagno ed a turno a lavare le mani prima di andare in mensa..”, mi ha confessato quella di italiano. 24 insieme, dispersivi…

Qualcuno fa disperare le maestre con parole ed azioni. La settimana scorsa dramma in classe, perché due si erano litigati, si insultavano pesantemente e volevano picchiarsi in classe, a 7 anni. Per avere cercato di fermarne uno, o di dirgli di uscire se non la smetteva, ho guadagnato un “ti odio!”. Mi sa che gli ho risposto “pazienza!”.

Dopo ed anche questa settimana non mi odiava più, ma a lezione non stava seduto, ha fatto una pace spontanea col suo amico e poi mi tampinava per raccontarmi i fatti suoi, durante lezione.

C’è un bambinetto minuscolo che il primo giorno che mi ha visto mi ha dato della strega e 7 giorni dopo mi ha fatto il regalo di un disegno, mi ha condiscentemente perdonato il ritardo dovuto alla benzina finita che mi ha lasciato a piedi, e mi ha rincorso per assicurarsi che non dimenticassi il suo disegno-regalo, nella confusione.

Oppure ci son bambini svogliati, che scrivere è una tortura, si oppongono.

Ma i bambini, le bambine dicono anche questo:

“Perché stai così poco con noi?”

e anche:

“Oggi mi è proprio piaciuto, son contenta che ci sia tu.”

Abbiamo lavorato su Halloween con questa canzone: http://youtu.be/4jxcWlq3CBg

Abbiamo anche decorato i pipistrelli. E parlato della tradizione celtica di Samhain.

Abbiamo fatto anche delle scatolette-borsette di carta per raccogliere le caramelle per il rito di Trick or Treat ed oggi il bambino indiano Tarnpreet che non aveva ben capito perché stava colorando quella cosa, è rimasto sorpreso quando è bastato mostrare la sua ad altri bambini per ottenere che vi mettessero dentro una Vampire gum, che fa la lingua verde…

20141028_122353 Allora, dai, speriamo che “domani andrà sempre meglio..”.

12 novembre – Urlo meno… ho perfino fatto loro un gioco parlado sottovoce, cosicchè dovessero ammutolirsi per sentire quel che dicevo e poter colpire il bersaglio giusto.

14 novembre – Denissa sostiene che anche se sono andati in gita… loro hanno diritto alla mezz’ora di lezione di inglese di cui non hanno usufruito perchè erano via, mentre io ero qui dimentica della loro gita. Sostiene di essere disposta a usufruirne anche venendo con me in prima… dove vado ora ;). Vuole solo mezz’ora della mia compagnia?

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2 commenti su “L’autostima di un’insegnante

  1. orybal
    11 marzo 2015

    Ma sai cosa si son inventati oggi? In mensa una bambina di terza mi ha chiesto “cosa voglio fare da grande”. Un’altra ha sostenuto che io avrei l’odore dei neonati http://www.focus.it/cultura/l-odore-dei-neonati-e-una-droga… mi prendono in giro, mi sa…

  2. orybal
    2 aprile 2015

    Anche se le cose vanno meglio, ci conosciamo vicendevolmente, stamattina devo tirare le redini urlando perchè sono ipereccitati dal Pesce d’aprile e cominciare la lezione sembra impossibile. Inoltre, sono tesa perchè la stampante non ha funzionato e devo inventarmi un modo diverso per passare gli stessi concetti. Mentre sono lì agitata a sbracciarmi alzando la voce, emotivamente abbastanza scossa, un bambino si avvicina e mi abbraccia, si aggrappa intorno alla mia pancia… dopo l’iniziale sorpresa, che a volte mi causa reazioni brusche, colgo che è un modo senza parole per confortarmi, dirmi “calm down, everything will be all right”…. 🙂 accolgo l’abbraccio, esprimendo in effetti che sono stressata, e mi calmo e procediamo meglio…

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Questa voce è stata pubblicata il 15 novembre 2014 da in educazione con tag , .

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